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La gestione del post raccolta svolge, e svolgerà sempre più, un ruolo di primaria importanza nel comparto dell’uva da tavola.
Blow Device®, l’etichetta intelligente brevettata dall’Università degli Studi della Basilicata, rappresenta una micro-tecnologia in grado di prolungare la shelf-life del prodotto, controllando gli scambi gassosi tra l’interno e l’esterno del packaging che lo contengono.
Studi condotti dal dott. Vincenzo Verrastro, PhD in Food Quality e Amministratore Scientifico dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (CIHEAM BARI), hanno dimostrato i vantaggi derivanti dell’utilizzo di questa etichetta nel confezionamento di uva da tavola.

Dispositivo Blow Device® su cestino di uva da tavola
La parola all’agronomo.
“Studi condotti in agro di Castellaneta Marina (TA) presso l’Azienda Biologica Romanazzi, in linea con il progetto IoF 2020, hanno dimostrato la capacità del dispositivo Blow Device® di prolungare la shelf-life dell’uva. In particolar modo delle varietà tardive. Si tratta di un’etichetta che “respira”, – spiega Verrastro – perché permette il flusso bidirezionale in modo da impedire l’accumulo di anidride carbonica, metaboliti ed etilene”.
“Le varietà sulle quali abbiamo testato il prodotto – racconta – sono Scarlotta Seedless® , Superior Seedless® (entrambe del gruppo Sun World) e due varietà del gruppo Arra. Queste ultime due hanno mostrato i migliori risultati da un punto di vista commerciale: il prodotto è stato raccolto a settembre e, grazie all’applicazione del dispositivo Blow Device® sul packaging, è stato possibile commercializzarlo sino a Natale”.
“Test facenti parte della sottomisura 16.2 del Psr (sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie) – continua l’agronomo – hanno confermato la capacità dell’etichetta di preservare gli standard di qualità del prodotto per le uve da tavola biologiche testate”.
“Per quanto riguarda il confezionamento di uva da tavola, sempre preceduto da frigoconservazione – sottolinea l’esperto -, abbiamo progettato un macchinario in coda alla linea di confezionamento, in grado di applicare l’etichetta su film flow pack, indipendentemente dal materiale di quest’ultimo. Un vantaggio dell’etichetta, infatti, è che non richiede un packaging specifico.”
In ultima battuta, il dottor Verrastro rivela progetti futuri: “In virtù degli ottimi risultati raggiunti su uva da tavola, è prevista un’espansione del progetto ad altre colture, ad esempio sul ciliegio”
A cura di Tiziana Anelli
©uvadatavola.com