La stagione che si è conclusa sarà sicuramente ricordata dai diversi attori della filiera perché molto impegnativa e faticosa.
Elevati costi di produzione, prezzi inferiori e andamento lento dei mercati hanno caratterizzato una campagna già segnata da condizioni climatiche avverse, fisiopatie (cracking, disseccamento del rachide, browning, ecc.) e numerosi problemi fitosanitari. Tuttavia, nonostante le molteplici difficoltà, si è riusciti ad ottenere un prodotto di qualità soddisfacente. Uvadatavola.com ha raccolto le considerazioni di Salvatore Iodice (produttore di uva da tavola).
Maltempo, costi elevati e prezzi al ribasso
Per Salvatore Iodice, titolare dell’azienda agricola Fratelli Iodice, “La stagione ha avuto un inizio altalenante, con piogge che da un lato hanno sostenuto la crescita delle piante ma dall’altro hanno agevolato la proliferazione di patogeni come peronospora e botrite, anche su acini crudi”. L’azienda, situata tra i comuni di Barletta e Canosa, produce uve medio-tardive sia con semi (Red Globe, Italia, Pizzutella, Black Pearl) che senza semi (Crimson, Allison, Timco) che nel Nord Barese vengono in genere raccolte non oltre i primi dieci giorni di novembre.
“Nonostante le condizioni avverse, con l’adozione di una corretta strategia di difesa abbiamo tenuto sotto controllo le diverse problematiche, anche perché le nostre produzioni sono tutte coperte con film plastici. In questo modo siamo riusciti a conferire le nostre uve con un ottimo profilo residuale“, spiega. Tuttavia le insistenti piogge cadute a cavallo tra giugno e luglio hanno favorito la comparsa di peronospora anche sui grappoli sotto telo, perché soggetti a bagnatura costante.
“Dobbiamo però ammettere – continua – che il clima è stato più clemente con il Nord Barese, ad agosto infatti non ha piovuto molto”.
Il produttore conclude affermando che rispetto alla scorsa stagione i volumi sono stati maggiori ma i costi di produzione più alti, a discapito del prezzo: “Nonostante la più elevata quantità di uva, questa stagione è stata peggiore, se confrontata con la precedente. A fine ottobre il frutto ancora sulla pianta è stato compromesso dalle piogge che hanno colpito i nostri areali di produzione”.
Autore: Teresa Manuzzi