Il mondo dell’agroalimentare, per ora, non è stato interessato dallo stop imposto dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri (dpCm) Giuseppe Conte, l’11 mazo 2020.
Ma dopo l’11 marzo sono cambiate molte cose, anche i responsabili delle farmacie agricole hanno dovuto mutare le proprie consuetudini per rispettare la legge, ma soprattutto per proteggere la salute propria e dei loro dipendenti.
Le farmacie agricole cambiano orari e modo di lavorare. Non sono più il luogo dove gli agricoltori possono incontrarsi per confrontarsi. La merce arriva regolarmente, ma il futuro è un’incognita.
A tal proposito abbiamo posto due domande ai proprietari delle rivendite di fitofarmaci Michelangelo Stolfa, di Auxiliaria Naturae e Michele Settanni, di “Settanni Angelo – Prodotti per l’agricoltura“, entrambe ubicate nel Sud Est barese.
Anche le farmacie agricole hanno recepito gli ultimi decreti del premier Conte per contrastare la diffusione del Coronavirus. Come è cambiato il vostro lavoro?
“Prima di tutto sono cambiati i nostri orari – esordisce Michelangelo Stolfa –, per cercare di proteggere la salute nostra e dei dipendenti. Alcune rivendite lavorano solo al mattino, altre, come noi di Auxiliaria, sono aperte fino alle 18:00. I clienti ora aspettano fuori, a distanza debita, ed entrano un per volta. Qualcuno ha proposto di chiudere del tutto la prossima settimana, visto che è previsto il picco. Ma si tratta di una strada non percorribile”.
Michele Settanni spiega: “Certamente il modo di svolgere il nostro lavoro è cambiato, la Settanni Angelo – Prodotti per l’agricultura – dal 12 marzo è aperta solo al mattino, per ridurre i tempi di contatto con i clienti. Inoltre permettiamo l’ingresso di massimo due clienti per volta e cerchiamo sempre di evitare assembramenti”.
La rivendita di agrofarmaci, infatti, per gli agricoltori rappresentava anche un luogo nel quale ci si poteva incontrare per parlare del più e del meno: “Ora i capannelli non sono più ammessi – continua Michele-, in rivendita lavoriamo proteggendoci con mascherina e guanti e disinfettiamo il bancone prima di servire ogni nuovo cliente. Inoltre ci impegniamo a non far toccare la merce ai clienti“.
A causa dell’emergenza Covid-19 registrate problemi nell’approvvigionamento della merce?
“Alcune aziende hanno bloccato i preordini, ma sopratutto abbiamo problemi a reperire le mascherine. La verità è che siamo molto scossi e cerchiamo di lavorare ponendo la massima attenzione in qualsiasi nostro gesto”, riferisce Michele Settanni.
Michelangelo Stolfa aggiunge: “Al momento abbiamo difficoltà di approvvigionamento solo per alcune molecole che provengono dalla Cina (molecole che vengono lavorate e raffinate in Europa), queste non sono disponibili. Ma si tratta di prodotti di cui il comparto della viticoltura da tavola può fare benissimo a meno. Anche alcuni diserbanti da utilizzare su colture erbacee non sono reperibili. A parte questo non abbiamo difficoltà di approvvigionamento per la merce”.
Infine Michelangelo si lascia andare ad un’amara riflessione: “I produttori sono sfiduciati, perché in questo clima di incertezza non sanno se riusciranno a vendere la propria merce a fine campagna”.
Autore: La Redazione
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