Ogni anno una quantità significativa di uva da tavola biologica viene persa durante il post-raccolta, principalmente a causa di marciumi, imbrunimento del rachide e alterazione di gusto e aroma.
Mantenere un prodotto fresco, dall’aspetto immacolato e con un’elevata qualità sensoriale in termini di sapore, rappresenta una sfida difficile per tutti gli operatori, soprattutto quando è necessario effettuare trattamenti sicuri e alternativi all’anidride solforosa (SO2), prodotto non consentito nel regime biologico.
I ricercatori dell’Università della Basilicata, in collaborazione con lo IAM Bari e il CRA-UTV di Turi (BA), hanno studiato gli effetti di alcuni trattamenti post-raccolta mirati al mantenimento della qualità ed all’estensione della shelf-life a medio e lungo termine dell’uva da tavola biologica.
Come alternativa alla SO2, nel pretrattamento è stata testata l’efficacia della combinazione tra composti generalmente riconosciuti come sicuri (Generally Recognized As Safe = GRAS), mezzi fisici e stoccaggio in atmosfera modificata (Modified Atmosphere Packaging, MAP), utilizzando acini di uva da tavola biologica della varietà precoce Superior seedless (Sugraone).
I pretrattamenti consistevano in:
- immersione in etanolo e bicarbonato di potassio;
- utilizzo di concentrazioni massive di CO2;
- fumigazione con ozono (O3).
Alcuni acini non trattati sono stati inclusi come controllo.
Tutti i campioni sono stati confezionati in sacchetti termosaldati in atmosfera modificata col 2% di O2, 5% di CO2, 93% di N2 e conservati a 0°C per 45 giorni. All’inizio della prova e dopo 15, 30 e 45 giorni di conservazione sono stati monitorati la perdita di peso, l’incidenza dei marciumi, la consistenza dell’acino e della buccia, la forza di distacco del peduncolo, il colore, il contenuto dei solidi solubili (SSC), il pH e i punteggi di acidità titolabile e di valutazione sensoriale.
Dopo 45 giorni di conservazione, la perdita di peso è stata più elevata nel controllo e nel campione pretrattato con concentrazione massiva di CO2 al 70-90%. I campioni pretrattati con CO2 al 70% e O3 a 20 ppm hanno mantenuto la forza di distacco del peduncolo. Anche la consistenza dell’acino e della buccia erano statisticamente maggiori nei campioni pretrattati con CO2 al 90-70% e O3 a 20 ppm rispetto al controllo.
I parametri di colore e acidità titolabile sono diminuiti, mentre il pH è aumentato in tutti i campioni rispetto ai valori iniziali. Inoltre, l’SSC è aumentato negli acini trattati con O3 a 20 ppm, con CO2 al 70% e con immersione in etanolo e bicarbonato di potassio.
I punteggi più alti per croccantezza, consistenza, dolcezza e acidità appartenevano ai campioni pretrattati con immersione.
La valutazione sensoriale ha fornito dati decisivi per selezionare i migliori trattamenti combinati, in modo da convalidare la loro efficienza anche sull’uva tardiva biologica “Scarlotta” (Sugraninteen).
In conclusione, questi risultati preliminari rappresentano il primo passo per progettare un approccio ai trattamenti post-raccolta e sviluppare un protocollo per le uve da tavola biologiche destinate alle spedizioni o allo stoccaggio a lungo termine.
Fonte:
Effect of postharvest pretreatments on organic Early Superior Seedless “Sugraone” table grapes assigned to long term storage
Naouel Admane (1,2), Vincenzo Verrastro (2), Domenico Di Gennaro (3), Francesco Genovese (1), Giuseppe Altieri (1), and Giovanni Carlo Di Renzo (1)
(1) University of Basilicata (UNIBAS), scuola di scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali, Italy, (2) Mediterranean Agronomic Institute of Bari (MAIB), Italy, (3) Unità di ricerca per l’uva da tavola e la vitivinicoltura in ambiente Mediterraneo (CRA – UTV), Italy
Traduzione e adattamento dei testi a cura di uvadatavola.com. Tutti i diritti riservati.