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Gli ultimi giorni hanno visto un ritorno improvviso di temperature rigide su diverse aree dell’Italia meridionale, sollevando interrogativi sugli effetti di queste condizioni sull’agricoltura, in particolare sulla coltivazione dell’uva da tavola. Fenomeni di gelate tardive non sono inusuali nel panorama climatico mediterraneo, ma la loro incidenza varia significativamente a seconda della posizione geografica, delle condizioni microclimatiche e dello stadio fenologico delle colture.
Secondo i dati raccolti dalle stazioni agrometeorologiche, in alcune aree si sono registrate minime fino a -2/-3 °C, un livello che potrebbe rappresentare un rischio per diverse colture. Se, però, specie come il mandorlo o il ciliegio, in questa fase della stagione, possono risultare molto vulnerabili, la vite – nella maggior parte dei casi – si trova ancora nella fase di dormienza, che la protegge dagli effetti negativi delle gelate.
L’analisi degli esperti: nessun allarme gelate per l’uva da tavola
Secondo gli esperti dello studio tecnico Graper, l’impatto del freddo sulle coltivazioni di uva da tavola è stato minimo e circoscritto a poche aree e ad alcune varietà precoci. “Non c’è da allarmarsi – chiarisce l’agronoma Annamaria Fanelli – perché le gelate si verificano in condizioni localizzate. Dalle segnalazioni raccolte, infatti, i danni sono stati riscontrati solo in alcuni punti specifici, mentre la maggior parte delle aziende non ha riportato problemi“.
Analogamente, anche l’agronomo Giacomo Mastrosimini conferma la limitata entità del fenomeno: “In alcune situazioni, specialmente in zone vallive e su varietà più precoci, si è potuto osservare qualche danno da gelata. Tuttavia, nelle zone di Ginosa e Castellaneta non sono stati riscontrati problemi significativi. Nel complesso, la situazione non ha quindi destato preoccupazioni“.

Gelate e piogge: l’altra faccia della medaglia
Paradossalmente, un certo grado di freddo può risultare vantaggioso per la gestione agronomica. “Occorre fare giusta informazione – spiega Fanelli – le basse temperature di questi giorni non devono generare inutili allarmismi, al contrario possono essere interpretate in modo positivo, per esempio, quale metodo naturale di controllo biologico di alcuni parassiti come la cocciniglia che, in un contesto come quello attuale, a corto di strumenti chimici efficaci, può davvero rivelarsi un aiuto prezioso”. Allo stesso modo, come ricorda l’agronoma, le piogge attese nei prossimi giorni potrebbero avere effetti benefici sul bilancio idrico del suolo, senza comportare rischi significativi per la vite. “Con l’arrivo di una perturbazione nel fine settimana – evidenzia anche Mastrosimini – è probabile che le temperature si stabilizzino su valori più miti e di conseguenza lo stesso rischio gelate si riduce significativamente“.
Stando alle parole degli esperti, dunque, le recenti ondate di freddo non hanno avuto un impatto significativo sulle coltivazioni di uva da tavola. D’altra parte, se questo è vero per la viticoltura da tavola, non lo stesso può dirsi per altre colture come mandorli e alberi da frutto precoci che, in alcuni areali pugliesi, hanno invece subito danni più o meno significativi.
Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com