Indice
- Com’è nata l’uva da tavola Late Pearl® e quali sono i suoi tratti distintivi?
- Dal punto di vista agronomico, cosa rende interessante la sua coltivazione?
- Come si comporta in termini di gusto e conservabilità?
- Parliamo di produttività e risposta commerciale. Qual è il riscontro da parte dei produttori e del mercato?
- Concludendo, quali sono le prospettive future di Late Pearl® e il ruolo di Grape Evolution nel sostenerla?
Prosegue la rubrica dedicata alla varietà, un viaggio tra innovazione genetica e risposte agronomiche concrete, dove ogni nuova cultivar racconta non solo una storia di ricerca e selezione, ma anche un possibile futuro per la viticoltura italiana. Specialmente in un contesto come quello attuale in cui l’uva da tavola continua a dimostrare una sorprendente capacità di adattamento alle sfide del mercato, del clima e del gusto contemporaneo. E non è un caso se, negli ultimi anni, ha riconquistato anche l’attenzione della Gen Z, grazie a caratteristiche che vanno oltre il sapore: praticità, salubrità, sostenibilità e, perché no, anche una certa estetica. E se è vero che oggi l’uva può essere considerata un vero e proprio superfood – priva di grassi, ricca di antiossidanti, con un contenuto di zuccheri naturali che la rende uno snack ideale per tutte le età – è vero anche che rimane un prodotto agricolo complesso, per cui l’equilibrio tra esigenze agronomiche e aspettative della filiera continua a rivelarsi necessario. Da qui l’importanza di varietà capaci di offrire risposte pratiche ai produttori, senza sacrificare la qualità finale percepita dal consumatore.Tra queste rientra oggi l’uva da tavola Late Pearl®. Nata per rispondere alla domanda di uve a raccolta tardiva, questa varietà rappresenta oggi una delle proposte più promettenti del catalogo Grape Evolution. Iscritta al registro nazionale come TZUR, combina rusticità, produttività e qualità del frutto, offrendo un’interessante opportunità di diversificazione per chi cerca una cultivar a basso fabbisogno idrico, semplice da gestire e adatta anche all’agricoltura biologica. A raccontarci origini, caratteristiche e sviluppi futuri della varietà è Giacomo Grande, referente tecnico di Grape Evolution in Italia.
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Com’è nata l’uva da tavola Late Pearl® e quali sono i suoi tratti distintivi?
Late Pearl® è una varietà tardiva sviluppata nel 1995 all’interno di un programma di miglioramento genetico del Volcani Center, dopo la costituzione della più grande banca genetica mondiale di uva da tavola. È il risultato di un incrocio mirato tra selezioni con maturazione ritardata e buona resistenza alle malattie, pensato per colmare una lacuna di mercato e offrire un’uva bianca da raccogliere a fine estate o inizio autunno, con ottime qualità organolettiche. A distinguerla è infatti la sua capacità di maturare quando le altre varietà sono ormai esaurite, prolungando così la stagione commerciale senza compromettere gusto, consistenza o tenuta in post-raccolta.
Dal punto di vista agronomico, cosa rende interessante la sua coltivazione?
Dal lato agronomico parliamo di una pianta vigorosa, adatta ai reimpianti e molto versatile. Performa bene a diverse aree di coltivazione, soprattutto nei climi temperati, ed è caratterizzata da un grappolo mediamente grande e spargolo, con acini ovali di colore bianco-verde che tendono a dorarsi con la maturazione. È una varietà naturalmente resistente agli stress di natura biotica e abiotica e il suo fabbisogno idrico è molto contenuto, tanto che consigliamo di adottare tecniche di inerbimento. Ma il vero punto di forza è la semplicità di gestione: non richiede interventi tecnici complessi, è facilmente conducibile e si presta bene sia alla coltivazione integrata che biologica. Aspetto che, specialmente in un periodo in cui le aziende cercano efficienza, non va sottovalutato.

Come si comporta in termini di gusto e conservabilità?
Late Pearl® è un’uva che unisce croccantezza, dolcezza e una piacevole nota aromatica. Il rapporto tra zuccheri e acidità è ben bilanciato e questo la rende fresca al palato, molto apprezzata sia nei mercati nazionali che in quelli esteri. Inoltre, si conserva molto bene: grazie alla sua struttura e consistenza, ha una shelf-life che la rende adatta anche a viaggi lunghi o a raccolte scalari. Questo si traduce in un vantaggio operativo anche per la GDO, che può disporre di prodotto fresco per un periodo più esteso, riducendo la necessità di stoccaggi prolungati.
Parliamo di produttività e risposta commerciale. Qual è il riscontro da parte dei produttori e del mercato?
La varietà è molto produttiva e questo, unito alla facilità di gestione e alla riduzione della manodopera richiesta, ha convinto molti produttori a sperimentarla. La domanda di mercato è in crescita anno dopo anno: inizialmente ha trovato consenso nei mercati nazionali, ma oggi anche l’estero sta mostrando grande interesse, proprio per la sua shelf-life e per la possibilità di programmare forniture a cavallo tra fine estate e autunno. La Grande Distribuzione Organizzata, in particolare, ha risposto con entusiasmo: non solo per la qualità gustativa, ma anche perché si tratta di un’uva che può restare in campo più a lungo, garantendo grappoli sempre freschi, appena raccolti.
Concludendo, quali sono le prospettive future di Late Pearl® e il ruolo di Grape Evolution nel sostenerla?
Le prospettive sono molto positive. Late Pearl® rappresenta un tassello importante nella strategia di Grape Evolution, che punta a costruire un’offerta varietale scalare, in grado di coprire tutto il calendario produttivo. Abbiamo varietà precoci come Star Light®, che in Puglia entra in raccolta già a metà giugno, e varietà come Late Pearl® che ne chiudono il ciclo, permettendo una continuità tecnica e commerciale molto apprezzata. Il nostro lavoro continuerà a concentrarsi sulla creazione e diffusione di varietà mirate, resistenti, semplici da coltivare e capaci di rispondere a esigenze reali del mercato. Prima fra tutte il bisogno crescente di una produzione più sostenibile e flessibile.
In tal senso, Late Pearl® non è solo una nuova varietà tardiva: è il segno concreto di una visione strategica che Grape Evolution sta portando avanti con coerenza. Un tassello fondamentale in un mosaico varietale sempre più ampio, pensato per offrire ai produttori continuità, qualità e sostenibilità in ogni fase della stagione.
Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com