Dopo tredici anni di ricerca, il consorzio Biofrutales ha sviluppato la prima varietà transgenica di uva da tavola in Cile, che ha la caratteristica di non richiedere l’utilizzo di sostanze chimiche in quanto resistente ai principali funghi patogeni della vite, come la botrite e l’oidio.
Dopo tredici anni di ricerca il cile propone la sua prima varietà di uva da tavola transgenica.
La varietà di partenza per l’ottenimento di tale varietà è la Thompson seedless. Bisogna essere cauti però, perché molti mercati sono riluttanti al commercio di questo tipo di uva. Il Cile con i prodotti transgenici si trova in una posizione diversa rispetto a Stati Uniti, Europa o ad altri mercati che sono stati coinvolti in numerose polemiche e hanno investito poco in questa tecnologia.
Il consorzio prevede di seguire la stessa linea di sviluppo per le drupacee (pesche e nettarine).
L’organizzazione, creata per sviluppare varietà di frutti più competitivi sul mercato, ha stanziato circa quattro milioni di dollari, attingendo sia da fondi pubblici che privati, tra il 2006 e il 2011. Fino ad ora, il consorzio aveva sviluppato con successo due nuovi tipi di uva tramite metodi convenzionali (incrociando le varietà), ed è in procinto di svilupparne più di quattro.
I produttori sono concentrati sulla produzione di uve più saporite, di grosse dimensioni e senza semi. Inoltre si mira ad un aumento della shelf-life del prodotto in modo che possa essere inviato a mercati più lontani riducendo l’impiego di manodopera.
Fonte: www.df.cl