Perché è importante sviluppare varietà locali di uva da tavola?

I ricercatori ASOEX sono stati pionieri nella produzione di varietà locali di uva da tavola in Cile e l'hanno fatto imparando da sé.

da Redazione uvadatavola.com
Raccolta delle infiorescenze di vite da tavola per la produzione di varietà locali.

I ricercatori ASOEX sono stati pionieri nella produzione di varietà locali di uva da tavola in Cile e l’hanno fatto imparando da sé.

ASOEX pioniero nella produzione di varietà locali in Cile

L’entusiasmo e 14 anni di duro lavoro e impegno stanno finalmente portando i primi frutti in Cile, dove nulla è stato semplice.

Sul territorio, il Consorzio Tecnologico della Frutta di ASOEX (Asociación de exportadores de fruta de Chile) è stato pioniero nella messa a punto di varietà locali e ha dovuto imparare da sé come concretizzare la teoria nella pratica, sulla base delle proprie esperienze ed errori.

In viaggio verso la più grande banca dati di DNA di vite al mondo

I ricercatori cileni hanno viaggiato in direzione dei più importanti centri R&D (Ricerca e sviluppo). Una di queste mete è stata l’Università di Davis in California, dove dimora la più grande banca dati di DNA di vite al mondo e che per anni ha messo a disposizione dei ricercatori locali Vitis provenienti da tutto il mondo.

Il centro conserva fonti di grande variabilità e di caratteristiche genetiche, differenti per provenienza, tale che sarebbe impossibile quantificare la totalità di generi e specie di vite. Ciò ha segnato l’avvio per i programmi di miglioramento genetico USDA (United States Department of Agriculture) e per il team del Dott. David Ramming che ha offerto, gratuitamente ai produttori mondiali, un’ampia selezione di varietà di uva da tavola. 

Il lavoro è stato di ispirazione per programmi di breeding intrapresi da produttori californiani privati, che hanno sperimentato nuovi incroci. Ultimo anello della catena è stato l’ottenimento di varietà che non necessitano di molta manodopera (abbattendo i costi: viticoltore-friendly), che richiedono bassi dosaggi di acido gibberellico (il cui prezzo superava i $3 al grammo) e in grado di spuntare prezzi più alti sul mercato.

Anche la selezione per varietà tardive (con maturazione a settembre nell’emisfero settentrionale) ha portato risultati soddisfacenti.

Come la genetica ha rivoluzionato la viticoltura

Le nuove conoscenze nel mondo della genetica, il sequenziamento del DNA di vite, lo sviluppo di marcatori molecolari e la disponibilità di “buone piante madri” hanno segnato la svolta nella messa a punto di nuove varietà di uva da tavola per gli stessi produttori. Essi, infatti, hanno avviato un vero e proprio business a riguardo.

Per i breeder, invece, la possibilità di certificare le nuove varietà ha rappresentato la vera chiave di svolta, nonché l’opportunità di raccogliere i frutti di anni e di migliaia di dollari investiti.

Non tutti hanno, però, raggiunto il successo sperato: una nuova varietà, al pari di quelle già disponibili, deve possedere, oltre ai requisiti di base, anche quelli che la rendono distinguibile sul mercato.

Selezione si, ma per quali caratteri?

Rispetto ai produttori californiani, i cui prodotti arrivano sul mercato pochi giorni dopo la raccolta, il Cile è più lontano dai mercati e deve preoccuparsi anche del post-raccolta con l’adozione di misure che scongiurino il collasso della merce e del relativo prezzo.

Questo sottolinea l’importanza di sviluppare un programma di miglioramento genetico in loco. Una nuova varietà, distante fisicamente dai mercati di destinazione, non solo deve possedere requisiti di gusto, colore e calibro, ma deve anche considerare altri fattori:

  • il diametro del rachide, 
  • la disposizione dei pedicelli,
  • la geometria del grappolo,
  • la tendenza alla colatura,
  • la disidratazione (potenziale) del peduncolo, 
  • la suscettibilità a scompensi fisiologici.

Tanti sono gli aspetti in grado di trasmettere la freschezza e di cui il consumatore va alla ricerca. La loro presenza in una nuova varietà è dunque aspetto fondamentale e deve essere considerata durante il lavoro di miglioramento genetico.

In foto un grappolo di Autumncrisp con acini grandi e spargolo, anche grazie alla perfetta disposizione dei pedicelli.

La fisiologia e la tecnica come mezzi per produzioni di successo

Considerando che le nuove varietà hanno una genetica diversa da quella delle cultivar tradizionali, la messa a disposizione di un protocollo agronomico è altro aspetto cruciale per produzioni ottimali. Il manuale spiega i comportamenti fisiologici della varietà, consentendo al produttore di aggiungere il suo tocco personale, commisurato alle esigenze della cultivar.

Conoscere perché e come una nuova varietà reagisce è utile a mitigare eventuali danni. Ogni annata è diversa e le condizioni ambientali possono incidere fortemente causando il fallimento della produzione. In questo contesto l’esperienza non basta più, ma diviene necessario aggiungere la tecnica.

Come usare e integrare le risorse locali

Gli esportatori del Consorzio Tecnologico della Frutta del Cile di ASOEX sono, dunque, esempio positivo a cui ispirarsi per rispondere alle nuove e mutate esigenze dello scenario mondiale. 

Hanno sfruttato le risorse cilene (vasta gamma di professionisti, ricercatori eccellenti, produttori di rilievo, manodopera specializzata, infrastrutture performanti e logistica ottimale) per mettere a punto nuove varietà locali, non solo di uva, allevabili con minimi input e capaci di rese ottimali.

 

 

Traduzione a cura di Silvia Seripierri

Fonte: FreshFruitPortal.com

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