Indice
Dal 20 al 23 luglio Noicattaro ospiterà la terza edizione di Regina di Puglia, il format nato per valorizzare l’uva da tavola pugliese e i territori che la coltivano. Un evento che, nel tempo, si è affermato come piattaforma di dialogo tra produttori, buyer internazionali e narratori del gusto, combinando economia agricola, cultura e turismo.
La presentazione ufficiale si è tenuta questa mattina nella sala Giunta della Camera di Commercio di Bari, alla presenza delle istituzioni locali, dei promotori e delle associazioni di categoria. Un messaggio comune è emerso da tutti gli interventi: Regina di Puglia non è solo una manifestazione, ma un progetto di sistema per rendere l’agricoltura pugliese protagonista nei mercati e nei racconti del mondo.
L’uva come motore economico e simbolo identitario
Ad aprire la conferenza stampa Vito Fraschini, assessore regionale all’Agricoltura e all’Ambiente, che ha subito evidenziato come Regina di Puglia abbia ormai superato i confini locali per diventare un’occasione strategica per tutta la regione: “Già nelle scorse edizioni l’evento ha avuto una risonanza molto importante. Per noi è motivo di orgoglio: non solo per Noicattaro, ma per tutta la Puglia perché il prodotto uva abbraccia tanti comuni, e la sua promozione dà una spinta economica all’intero indotto”.
A conferma, Fraschini ha insistito sul valore dell’uva da tavola come simbolo identitario e volano di sviluppo: “Non parliamo solo di agricoltura, ma anche di territorio. Regina di Puglia è un volano per nuove opportunità di business e la Regione ha nuovamente sposato con convinzione questa iniziativa”.
- Leggi l’articolo: Uva da tavola: nuova rotta export verso il Sudafrica
Un format che unisce agricoltura, turismo e cultura
A seguire, Germana Pignatelli, assessora allo Sviluppo del Territorio del Comune di Noicattaro, ha ricordato l’intuizione alla base del progetto: “Sin dalla prima edizione l’intento è stato quello di mettere insieme settore produttivo e culturale. Perché il nostro è un territorio dell’uva, ma anche un territorio che ha voglia di raccontarsi”.
Il programma della terza edizione prevede infatti visite aziendali, esperienze di raccolta e appuntamenti culturali, tra cui la consueta cena in vigneto che quest’anno potrà godere anche della vista mare. “Ogni edizione fa il pari tra business ed economia del territorio e parte culturale” – ha aggiunto Pignatelli, annunciando anche la partecipazione di rappresentanti della Notte della Taranta e momenti dedicati alla tradizione gastronomica locale, come i taralli.
Regina di Puglia, un’occasione per l’internazionalizzazione
Secondo Antonio Felice, General Manager di Omnibus Comunicazione, l’agenzia che cura l’arrivo dei buyer e la promozione media dell’evento, la manifestazione ha già prodotto risultati tangibili: “L’anno scorso abbiamo ospitato un gigante della grande distribuzione araba, che ha poi comprato l’uva pugliese a Milano”. Quest’anno sono attesi rappresentanti di Sharbatly Fruit, colosso arabo della commercializzazione, e buyer da tutta Europa, inclusi Carrefour Poland e operatori dalla Danimarca. “Questo canale verso il mondo arabo sarà un’occasione importante per le aziende pugliesi che producono uva”.
La voce del comparto produttivo
La parola è quindi passata a Giacomo Suglia, presidente APEO, che ha ribadito l’importanza strategica dell’evento per l’intero comparto: “Dicono che tre sia il numero perfetto: spero allora che questa sia un’edizione all’insegna della perfezione. Siamo tra i primi paesi produttori in Europa, possiamo offrire uva con e senza semi, e vantiamo l’IGP ‘Uva di Puglia’”.
L’idea, ha sottolineato Suglia, è quella di “fare rete tra comuni e produttori”, unendo agricoltura e turismo. “Questa manifestazione è fondamentale anche dal punto di vista dell’immagine. L’abbinamento tra turismo, agricoltura e cultura dà forza al comparto”.
Il ruolo delle istituzioni
A sostenere l’iniziativa è anche Luciana Di Bisceglie, presidente della Camera di Commercio di Bari: “In Puglia ci sono più di 14mila aziende agricole, di cui 11mila producono uva. Non possiamo pensare che il comparto possa andare avanti solo con la produzione: servono enogastronomia e territorio per raccontare chi siamo”.
Di Bisceglie ha sottolineato l’impegno della Camera per il futuro: “Supporteremo eventi che hanno determinate caratteristiche, tra cui per esempio quella dell’internazionalizzazione. Un aspetto che Regina di Puglia ha fatto suo sin da subito. E vogliamo sviluppare contratti per le nostre aziende a livello mondiale”.
Anche Francesco Paolicelli, presidente della IV Commissione Ambiente e Sviluppo Economico della Regione Puglia, ha rimarcato il sostegno della Regione: “Da tre anni siamo al fianco dell’iniziativa, con supporto economico e non solo. È fondamentale promuovere consorzi e portare buyer nei campi, per mostrare le nostre aziende eccellenti, pulite e innovative”. E aggiunge: “Dobbiamo investire in logistica e trasporti, pensiamo al porto di Taranto come hub strategico. Il comparto a sua volta abbraccia altri settori. Lo abbiamo visto lo scorso anno anche con LUV, la prima fiera dedicata all’uva da tavola: dobbiamo far vedere questo Sud che porta le eccellenze della nostra regione nel mondo”.

L’uva pugliese come patrimonio da proteggere
Presente anche Pietro Piccioni, direttore Coldiretti Puglia, che ha evidenziato la responsabilità della politica nel sostenere iniziative di questo tipo: “Le risorse sono limitate e vanno concentrate dove ci sono priorità. Questa è una priorità. Per questo Coldiretti plaude all’iniziativa: oggi l’uva pugliese è un’eccellenza che va riconosciuta”. E ha poi insistito sull’importanza dell’esperienza diretta: “Portare i buyer nei territori rafforza il legame con il consumatore. Oggi possiamo investire nell’uva. Raccontare la sua storia nei luoghi in cui si produce è fondamentale. Come abbiamo fatto con l’olio, anche qui serve una regia nazionale”.
Tra marchi e sfide future
Fuori programma è giunto anche l’intervento di Luigi Triggiani, segretario generale di Unioncamere Puglia, che ha sottolineato la competizione globale che attende il comparto: “I dati dell’ortofrutta sono eccellenti da anni, soprattutto per l’uva da tavola. Ma dobbiamo valorizzarla con i marchi DOP e IGP, perché tra pochi anni la competizione sarà durissima”. E insieme a questo, andrà poi sciolto l’altro grande nodo delle risorse idriche: “Se non si risolve il problema dell’acqua, tutte le altre azioni rischiano di non bastare. Specie per l’uva da tavola”.
Un’idea nata dal territorio
A chiudere gli interventi, il padrone di casa, il sindaco di Noicattaro Raimondo Innamorato: “Abbiamo pensato a questo format in un momento in cui toccavamo con mano la disperazione del comparto. Volevamo mettere insieme realtà differenti per dare più forza al comparto. Oggi possiamo dire che avevamo ragione”.
La terza edizione è, per Innamorato, una conferma del valore del progetto: “Abbiamo fatto comprendere ai piccoli produttori l’importanza delle aggregazioni. Con questo format abbiamo messo al centro del mondo, per tre giorni, l’uva e i territori in cui si produce. È nato un nuovo concept: l’uva-turismo. E siamo solo all’inizio”.
- Leggi l’articolo: Emergenza idrica: attenzione massima in vista della stagione
Ilaria De Marinis
© uvadatavola.com