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In Sicilia, la stagione dell’uva da tavola 2025 ha rappresentato un vero banco di prova per produttori e organizzazioni. Da un lato, la pressione climatica e la scarsità d’acqua; dall’altro, un mercato sempre più esigente, dove qualità e continuità non bastano più senza una solida strategia varietale e commerciale. Ne è pienamente consapevole Il Galletto Soc. Consortile, organizzazione di produttori nata nel 2008 dall’iniziativa di Giuseppe Auteri insieme ad altri otto imprenditori e oggi tra le realtà più dinamiche e rappresentative del Sud Italia.
Situata nel cuore agricolo di Catania, l’OP riunisce oltre cinquanta soci di primo e secondo livello, per un totale di più di mille ettari coltivati, principalmente a uva da tavola e agrumi. Il suo mercato spazia dall’Italia all’Europa, con esportazioni che raggiungono Francia, Belgio, Olanda, Svizzera e Germania.
Come per gli agrumi, anche per l’uva da tavola, fin dagli esordi, il punto di forza dell’OP è stato l’orientamento varietale, con una strategia costruita sulla precocità. Prima con la Victoria, poi con l’introduzione delle migliori varietà apirene, Il Galletto ha saputo innalzare costantemente il livello qualitativo della propria produzione, puntando su innovazione e adattamento. Dal 2021 è in corso una riconversione quasi totale dei vigneti, dalle varietà tradizionali alle seedless brevettate, frutto di accordi con i principali gruppi di breeding internazionali. A favorire il processo anche le condizioni climatiche del territorio che consentono di iniziare la raccolta già a metà maggio con la Victoria, seguita dalla Sweet Globe in serra, cui segue la produzione di uva da tavola condotta sotto tunnel, garantendo così una fornitura continua e standard qualitativi elevati per l’intera campagna. Un portafoglio ampio e variegato che permette così all’OP Il Galletto di distinguersi anche in una stagione controversa come quella ancora in corso. La analizziamo insieme.
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Come si è presentata la stagione dell’uva da tavola 2025 per le varietà tardive?
Al momento (20 ottobre ndr) la campagna 2025 delle varietà tardive si sta distinguendo per una buona disponibilità di prodotto e per un livello qualitativo complessivamente elevato. Tra le varietà di punta spicca Autumncrisp®, che in questa stagione si presenta in condizioni ottimali per consistenza e dolcezza, con volumi pienamente in linea con le richieste del mercato. La nostra filosofia produttiva resta improntata alla qualità: preferiamo non spingere la pianta al limite delle sue potenzialità, ma intervenire con accurati diradamenti e selezioni dei grappoli. Ne deriva una lieve riduzione dei volumi complessivi, ma a vantaggio di un prodotto più uniforme, croccante e aromatico.
Anche Kelly™ si conferma tra le nostre tardive di riferimento, mostrando un’eccellente adattabilità alle condizioni climatiche del territorio e offrendo un’uva dal colore giallo oro intenso e dal marcato sapore di moscato, che richiama la tradizionale Italia con semi ed è particolarmente apprezzata dai mercati italiano e francese.
Va detto, tuttavia, che i mesi di agosto e settembre sono stati segnati da temperature elevate, che hanno accelerato i processi di maturazione e generato un eccesso di offerta, con inevitabili pressioni sui prezzi.

Avete riscontrato particolari difficoltà nella gestione?
Inutile dire che gli interventi nel corso della stagione sono stati tantissimi, volti a contrastare soprattutto la carenza di acqua e, nella fase finale, le alte temperature. Abbiamo sperimentato sistemi di apertura e copertura dei tendoni, nonché sistemi di impianto che offrono il massimo risultato in termini di luce, temperatura e contrasto all’umidità.
Per garantire continuità nell’irrigazione e quantitativi di acqua adeguati siamo stati costretti a realizzare numerosi pozzi a servizio delle aziende, oltre che nuovi invasi e sistemi di canalizzazione e raccolta delle acque piovane. Parallelamente, stiamo investendo in sensoristica e automazione: centraline climatiche, sensori di umidità del suolo e piattaforme digitali che ci permettono di intervenire in modo mirato e tempestivo. In compenso, tutta la cura posta nei mesi invernali ci ha consentito di avere un prodotto di alta qualità con tutte le varietà. Crediamo molto, infatti, nella gestione anticipata e programmata, che parte già dalla potatura e arriva fino alla pianificazione delle raccolte, riducendo il margine di rischio nelle fasi più critiche.
Dal punto di vista commerciale, invece, com’è andata?
Come di consueto, la prima parte della campagna è stata accolta con grande soddisfazione, anche da parte dei produttori, con ottimi prezzi riconosciuti dal mercato. La Sweet Globe™ si è imposta come varietà simbolo dell’OP, capace di coniugare produttività, gusto e shelf-life. E se la prima parte della stagione ha confermato risultati più che soddisfacenti, sia sul piano quantitativo che qualitativo, il debutto della Cotton Candy™ ha aggiunto un tassello importante, aprendo nuove prospettive per segmenti di consumo più ricercati. Dolce, aromatica, croccante e di calibro medio-grande, ha conquistato rapidamente l’attenzione dei mercati italiano e francese.
D’altra parte, come anticipato, con il procedere della stagione, l’equilibrio si è incrinato: l’eccesso di offerta registrato tra agosto e settembre ha portato a un fisiologico calo dei listini e a una concorrenza particolarmente aggressiva, soprattutto da parte della Spagna, che ha raffreddato in parte l’entusiasmo iniziale.
Ad oggi, ci si attende un leggero miglioramento nella fase finale della stagione dell’uva da tavola, con valori destinati a tornare su livelli più stabili e coerenti con l’andamento stagionale.
Concludendo, come può dirsi il bilancio 2025?
Rispetto al 2024, la stagione ancora in corso ha confermato un concetto ormai chiaro: a fare la differenza sono le scelte varietali e la cura nella conduzione. Ogni varietà ha le proprie esigenze e richiede attenzioni specifiche per esprimere al meglio il proprio potenziale. Come OP continueremo quindi a concentrarci su quelle che si sono rivelate più adatte al nostro territorio, tralasciando le altre. Per fare un esempio, tra le varietà più sensibili agli effetti del cambiamento climatico si conferma l’Italia, che continua a mostrare le maggiori difficoltà di adattamento alle nuove condizioni.
Nel complesso, anche se la campagna 2025 non è ancora conclusa, il bilancio può dunque dirsi positivo. In più siamo fiduciosi per il finale di stagione: per la prima volta, infatti, con le nostre varietà apirene puntiamo ad arrivare fino a fine dicembre. Un traguardo che, se fino a pochi anni fa sembrava impensabile, oggi diventa realtà e ci fa guardare al futuro con ottimismo, consapevoli che la forza della filiera e l’innovazione costante restano le vere chiavi di competitività.
Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com