Indice
- Come si è presentata l’annata delle uve precoci in termini di volumi e qualità?
- Guardando all’ambito fitosanitario, si sono riscontrate problematiche in questa stagione e con quali conseguenze?
- Spostandoci sul versante commerciale, invece, come hanno reagito i mercati?
- In prospettiva, cosa possiamo aspettarci per il resto della campagna?
- Volendo tirare le somme, qual è il bilancio di questa stagione?
Il mondo dell’uva da tavola vive ogni anno un equilibrio sottile, sospeso tra cielo e terra, lavoro quotidiano in campo e mercati sempre più imprevedibili. La campagna 2025 delle uve precoci non ha fatto eccezione: piogge e cali termici primaverili hanno inciso sulle fasi più delicate della vite, mentre la carenza di manodopera ha reso più difficili le operazioni colturali. A rendere il quadro ancora più complesso è stata la forte disomogeneità tra areali: in Puglia le maturazioni hanno risentito delle oscillazioni climatiche, generando partite meno uniformi, mentre in Sicilia il clima più stabile ha favorito la produzione di grappoli regolari, di buon calibro e con una presentazione commerciale apprezzata. Anche i mercati hanno seguito percorsi diversi: all’estero la domanda si è mantenuta vivace, premiando la continuità dell’offerta, mentre sul mercato interno i consumatori hanno mostrato maggiore cautela e selettività, concentrandosi sui lotti di qualità superiore. Tra costi crescenti e margini sempre più compressi, il comparto ha comunque dimostrato una capacità di adattamento che conferma la sua centralità, portando in campagna volumi superiori al 2024 e una qualità mediamente soddisfacente. In questo scenario, le parole dell’agronomo Domenico Zagaria offrono uno sguardo ampio e realistico su questa prima interessante parte della stagione 2025.
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Partiamo dal clima: in che modo ha inciso sull’andamento colturale e produttivo?
In questa stagione l’andamento climatico ha sicuramente influenzato la qualità delle varietà precoci che si trovavano in fase di fioritura-allegagione nel pieno di quel periodo primaverile segnato da piogge e cali termici. Questo ha causato la presenza di acini abortiti e grappoli “impallinati”, sia nelle uve con seme che nelle seedless, con la conseguente necessità di eseguire diradamenti manuali, spesso tardivi per via della crescente mancanza di manodopera. Le varietà precocissime o quelle che hanno fiorito con qualche giorno di ritardo, invece, sono riuscite a sfuggire a queste condizioni climatiche avverse.
Come si è presentata l’annata delle uve precoci in termini di volumi e qualità?
Sicuramente quest’anno i volumi sono risultati più elevati del 2024. In diversi casi abbiamo riscontrato carichi produttivi persino più elevati di quanto una pianta possa mediamente sostenere, motivo per cui è stato necessario effettuare selezioni di grappoli per alleggerire la pianta e mantenere alti gli standard qualitativi. Nel complesso, a parte le problematiche già citate, la qualità delle uve da tavola precoci si può considerare abbastanza buona, con punte di eccellenza laddove il lavoro in campo è stato più tempestivo e mirato.
Guardando all’ambito fitosanitario, si sono riscontrate problematiche in questa stagione e con quali conseguenze?
Dal punto di vista fitosanitario, l’oidio è stato il principale problema. Le condizioni predisponenti – in particolare la persistenza di venti settentrionali – unite al ritardo nelle defogliazioni, hanno ostacolato sia la bagnatura dei grappoli durante i trattamenti che il corretto arieggiamento delle piante. Inoltre, in alcuni casi, si è osservata una minore efficacia degli antioidici, spesso imputabile a un uso ripetuto e poco diversificato delle stesse sostanze attive. Le conseguenze si riflettono oggi nella presenza di muffe e marciumi, in quanto gli acini colpiti dall’oidio sono più fragili e soggetti a cracking.
Per il resto, le varietà precoci non hanno registrato particolari problemi fitosanitari, se non sporadici attacchi di tignoletta, mosca della frutta e ragnetto rosso, di scarsa rilevanza. Per quanto riguarda le cicaline – molto aggressive sulle uve tardive e sulle piante in allevamento – non hanno rappresentato una reale minaccia per le precoci.

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Spostandoci sul versante commerciale, invece, come hanno reagito i mercati?
Sul piano commerciale, da osservatore esterno, posso dire che nella fase iniziale della stagione si respirava un forte ottimismo, sulla scia positiva della precedente campagna. I prezzi di vendita hanno infatti registrato valori molto interessanti. Con il passare delle settimane, però, l’entusiasmo è calato, fino a un rallentamento ad agosto, che considero comunque in parte fisiologico, soprattutto per le uve precoci a bacca bianca. Diverso il discorso per le uve pigmentate, che hanno incontrato una domanda più vivace e un interesse crescente sui mercati.
In prospettiva, cosa possiamo aspettarci per il resto della campagna?
Attualmente (ultima settimana di agosto – ndr) ci sono ancora molte uve precoci in pianta. Nonostante ciò, seppur lentamente, la raccolta prosegue. Superata questa fase di stallo, come spesso accade, ci si aspetta una ripresa dei mercati. Il clima avrà un ruolo determinante: temperature più stabili e assenza di piogge potrebbero ridare slancio alla richiesta. Va sottolineato, inoltre, che continua a esserci interesse per alcune varietà tradizionali con seme, come Italia e Red Globe, che riescono ancora a ritagliarsi uno spazio commerciale importante, nonostante la diffusione sempre maggiore delle seedless.
Volendo tirare le somme, qual è il bilancio di questa stagione?
A mio avviso, nonostante difficoltà e intoppi, il bilancio complessivo della campagna delle precoci 2025 può considerarsi positivo, almeno fino a questo momento. Abbiamo avuto un incremento nei volumi, una qualità generalmente buona e una discreta risposta dei mercati, anche se a fasi alterne. Certo, le criticità non mancano: la gestione del lavoro in campo resta complessa per via della scarsità di manodopera, la pressione fitosanitaria richiede strategie più diversificate, e i mercati si confermano imprevedibili. Ma al netto di tutto, la stagione ha mostrato anche segnali incoraggianti che ci auguriamo trovino conferma anche nella seconda parte dell’annata.
Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com