Uve precoci in Puglia: un’annata controversa

Tra volumi elevati e difficoltà di mercato, la campagna 2025 conferma luci e ombre di un comparto ancora frammentato. Ne parliamo con Filippo Dipinto, alla guida dell’Azienda Agricola Soami Grape di Noicattaro (BA)

da Ilaria De Marinis
uve precoci

La campagna 2025 delle uve precoci in Puglia non può dirsi del tutto conclusa, ma ha messo in evidenza, ancora una volta, i due volti del comparto. Da un lato, produzioni abbondanti e in alcuni casi anche buoni prezzi iniziali; dall’altro, la difficoltà a mantenere alta la qualità e a gestire un mercato sempre più competitivo. Non è solo una questione di clima – sebbene il caldo di luglio e il fresco di agosto abbiano inciso in modo determinante – ma soprattutto di struttura: in assenza di una pianificazione condivisa, la filiera italiana dell’uva da tavola continua a pagare la frammentazione e la scarsa capacità di differenziare l’offerta. Il problema non riguarda soltanto l’organizzazione del mercato: costi di produzione elevati, concorrenza internazionale e mancanza di manodopera rendono sempre più complesso restare attrattivi sul mercato. Eppure, i segnali positivi non mancano, soprattutto per le varietà senza semi, che hanno confermato la loro buona risposta nei mercati di inizio stagione.
Per capire meglio come si è sviluppata la campagna delle uve precoci, abbiamo raccolto la testimonianza diretta di chi vive quotidianamente queste sfide: Filippo Dipinto dell’Azienda Agricola Soami Grape, realtà pugliese specializzata nella produzione di uva da tavola.

Come si è presentata la stagione delle uve precoci 2025?

I volumi sono stati sicuramente molto superiori rispetto all’anno scorso. Per la qualità, invece, il discorso è più complesso: quando le quantità sono così elevate, è difficile mantenere standard omogenei. Quest’anno, mediamente, abbiamo superato i 20 kg per pianta, e quel chilo in più ha fatto la differenza a discapito della qualità. Ciononostante, le varietà di anticipo, soprattutto seedless, hanno avuto una buona risposta sia in termini di prezzi che di resa. Abbiamo iniziato a raccogliere intorno al 20-25 giugno, anche se con un leggero ritardo dovuto alle temperature fredde durante la fioritura.
In termini di prezzi corrisposti al produttore, l’inizio di stagione è stato soddisfacente, con quotazioni molto buone. Successivamente, con l’aumento dell’offerta, i prezzi si sono abbassati e ora l’affare si complica.

uve precoci puglia

Che cosa è accaduto con le varietà tradizionali?

La Vittoria ha sofferto molto. In agosto i tendoni erano carichi e questo ha influito negativamente sulla qualità, con prezzi che si sono abbassati sensibilmente. Inoltre, a luglio abbiamo avuto venti giorni di caldo africano che hanno accelerato la maturazione, facendo sovrapporre diverse varietà. Ci siamo ritrovati con volumi produttivi pronti tutti insieme e, di conseguenza, una richiesta inferiore a fronte di un’offerta abbondante.
La mancanza di una pianificazione di filiera in Puglia pesa molto: ognuno produce come crede, secondo trend percepiti e senza una logica di sistema. A questo si aggiungono i costi di produzione più alti rispetto ai nostri competitor internazionali e la difficoltà di reperire manodopera che rendono il quadro ancor più complicato.

Il clima, però, ha offerto anche qualche vantaggio.

Sì, a parte quei venti giorni di caldo intenso a luglio, abbiamo avuto un agosto eccezionale: vento di maestrale, temperature non troppo elevate. Insomma, condizioni davvero favorevoli. Allo stesso modo, anche per quanto riguarda la questione idrica, almeno qui in Puglia non abbiamo avuto problemi: disponendo di pozzi artesiani, l’acqua non è mancata. L’unico aspetto negativo è l’incidenza dei costi, perché irrigare in questo modo pesa sul bilancio aziendale.

Guardando al quadro complessivo, allora, come può definire nel suo complesso la prima parte della stagione 2025?

Direi che è stata una campagna positiva per quanto riguarda i volumi prodotti, mentre sul fronte qualitativo siamo nella norma. Non è stata un’annata eccezionale sotto tutti i punti di vista, ma le varietà precoci hanno dato buoni risultati, soprattutto nella fase iniziale. La sfida rimane quella di rendere più competitivo e organizzato il nostro comparto, perché solo così potremo affrontare le stagioni future con maggiore solidità.

 

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

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