Indice
- La situazione della Xylella in Puglia: un’emergenza che continua a evolvere
- Tre sottospecie, un solo territorio: la complessità dell’area barese
- Xylella: un rischio concreto per il comparto dell’uva da tavola
- I sintomi su vite: importante non sottovalutarli
- Dalla prevenzione alla difesa: l’appello alle aziende produttrici di agrofarmaci
- Tenere alta l’attenzione per non ripetere gli errori del passato
Quando si parla di Xylella fastidiosa in Puglia, il pensiero corre inevitabilmente all’olivo e a una crisi che ha segnato – e continua a segnare – in modo profondo il territorio, il paesaggio e l’economia agricola regionale. Eppure, accanto alla ben nota emergenza del comparto olivicolo legata alla sottospecie pauca, si sta affacciando con sempre maggiore insistenza una problematica che riguarda da vicino un altro dei comparti più strategici per l’agricoltura non solo pugliese, ma italiana: il comparto dell’uva da tavola.
Un tema che impone particolare attenzione. Perché se è vero che la Xylella su vite non ha ancora assunto i contorni di un’emergenza conclamata, è altrettanto vero che i segnali emersi negli ultimi anni – e ribaditi anche di recente – non possono essere ignorati.
È questo il messaggio che è emerso durante l’intervento della dott.ssa Anna Percoco, dell’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, in occasione del 37° Forum di Medicina Vegetale, svoltosi l’11 dicembre a Bari, presso il Nicolaus Hotel. Un intervento che, partendo da una panoramica aggiornata sulla diffusione della Xylella in Puglia, ha progressivamente spostato l’attenzione su un fronte che merita oggi la massima vigilanza: la presenza e il potenziale impatto della Xylella fastidiosa subsp. fastidiosa su vite in Puglia.
La situazione della Xylella in Puglia: un’emergenza che continua a evolvere
La situazione che emerge oggi in Puglia sul fronte Xylella fastidiosa è quella di un’emergenza che, pur affrontata nel tempo con strumenti sempre più strutturati, continua a evolvere. Anni di monitoraggi, misure di contenimento ed eradicazioni non sono stati sufficienti, finora, a interrompere la dinamica di diffusione della sottospecie pauca, che resta attiva sul territorio.
È quanto ha evidenziato la dott.ssa Percoco, dell’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, presentando dati aggiornati che indicano una lenta ma costante risalita del patogeno verso nord. Le informazioni raccolte nel corso del 2025 descrivono una progressione territoriale che interessa diverse aree della regione e che trova nel Gargano, in agro di Cagnano Varano (FG), il punto più settentrionale finora raggiunto.
In questo contesto si collocano anche i casi registrati nell’area barese che, come spiegato nel corso dell’intervento, rendono necessaria la ridelimitazione delle aree soggette a misure fitosanitarie.

Tre sottospecie, un solo territorio: la complessità dell’area barese
A rendere il contesto ancora più complesso è la situazione dell’area compresa tra Bari, Triggiano, Capurso e Noicattaro – in provincia di Bari – dove è stata accertata la coesistenza di tutte e tre le sottospecie di Xylella fastidiosa.
Nel dettaglio, la sottospecie pauca colpisce prevalentemente l’olivo e, in parte, il mandorlo; la fastidiosa interessa soprattutto mandorlo e vite; la multiplex è riscontrata principalmente su mandorlo. Una compresenza che evidenzia l’elevata polifagia del batterio e rende la gestione fitosanitaria particolarmente articolata.
Xylella: un rischio concreto per il comparto dell’uva da tavola
È sulla Xylella fastidiosa subsp. fastidiosa che, in questo contesto, l’attenzione dei tecnici è chiamata a concentrarsi con particolare rigore. I focolai individuati tra Triggiano e Noicattaro (BA) insistono infatti su uno dei principali poli della viticoltura da tavola, non solo a livello pugliese ma anche nazionale, rendendo il tema tutt’altro che marginale per l’intero comparto.
Nel corso del suo intervento, la dott.ssa Percoco ha mostrato immagini e casi reali di vigneti risultati positivi al batterio, richiamando l’attenzione su un elemento centrale nella gestione del rischio: la marcata aspecificità della sintomatologia associata alla sottospecie fastidiosa sulla vite.
“Nei vigneti che abbiamo trovato infetti – ha spiegato – abbiamo osservato sintomi che, una volta analizzati, corrispondevano a piante positive alla Xylella fastidiosa subsp. fastidiosa. Ma abbiamo visto anche situazioni opposte: piante con sintomi apparentemente molto preoccupanti, che alle analisi non risultavano infette”.
Un aspetto che rende insufficiente il solo riconoscimento visivo e che impone un cambio di approccio: evitare sia atteggiamenti rassicuranti, sia allarmismi non supportati da riscontri analitici. Pertanto, in un’area ad altissima vocazione viticola, la sorveglianza attiva e il ricorso sistematico alle analisi diventano strumenti centrali per una lettura corretta della situazione.
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I sintomi su vite: importante non sottovalutarli
I sintomi potenzialmente riconducibili alla Xylella fastidiosa su vite possono includere disseccamenti marginali delle foglie, alterazioni cromatiche (ingiallimenti o arrossamenti), riduzione della vigoria e deperimento progressivo della pianta. Tuttavia, come ribadito dalla dottoressa dell’Osservatorio Fitosanitario Regionale, nessuno di questi sintomi è di per sé diagnostico. Manifestazioni simili possono infatti sovrapporsi a stress idrici, squilibri nutrizionali o ad altre problematiche fitosanitarie, rendendo impossibile una diagnosi affidabile basata sulla sola osservazione in campo.
Da qui l’invito esplicito rivolto ai tecnici e ai produttori “allertateci, segnalateci i vigneti sospetti. Noi interveniamo, preleviamo i campioni e le analisi sono a carico del Servizio fitosanitario. L’azienda non sostiene alcun costo”.
Un messaggio operativo chiaro, che richiama l’esperienza della malattia di Pierce in California, citata dalla dott.ssa Percoco come esempio concreto per comprendere la gravità potenziale che Xylella fastidiosa può assumere sulla vite, soprattutto quando il rischio viene sottovalutato nelle fasi iniziali.

Dalla prevenzione alla difesa: l’appello alle aziende produttrici di agrofarmaci
Nella parte finale del suo intervento, la dott.ssa Anna Percoco ha rivolto un messaggio diretto anche alle aziende produttrici di mezzi tecnici, spostando l’attenzione dal piano della diagnosi a quello, altrettanto decisivo, degli strumenti disponibili per la gestione del rischio.
“Abbiamo bisogno di prodotti efficaci contro i vettori della Xylella, Philaenus e Neophilaenus, perché oggi la situazione è questa: su olivo e mandorlo qualcosa c’è, ma sulla vite gli strumenti a disposizione sono estremamente limitati, sia per il biologico, sia per l’integrato”.
Un passaggio che mette in luce uno dei nodi più critici nella gestione della Xylella fastidiosa su vite. La strategia di contenimento non può infatti basarsi esclusivamente sul monitoraggio e sulle misure di eradicazione, ma richiede un rafforzamento deciso della ricerca applicata e dell’innovazione fitosanitaria, capace di fornire soluzioni efficaci e sostenibili per il controllo dei vettori. Un’esigenza particolarmente sentita per un comparto ad alto valore economico come quello della viticoltura da tavola, dove la prevenzione rappresenta oggi l’unica vera linea di difesa.
Tenere alta l’attenzione per non ripetere gli errori del passato
La Xylella fastidiosa su vite in Puglia, oggi, non si configura ancora come un’emergenza conclamata, ma rappresenta un rischio reale e documentato. Per questo, come emerso dall’intervento della dott.ssa Percoco al 37° Forum di Medicina Vegetale, l’attenzione deve tradursi in azione: prevenzione, sorveglianza attiva e sviluppo di strumenti efficaci per il controllo dei vettori.
In questa fase, il contributo di tecnici e produttori che operano quotidianamente in campo diventa centrale: le segnalazioni tempestive restano uno degli strumenti più efficaci per intercettare il rischio prima che si trasformi in emergenza. Un insegnamento che l’esperienza sul fronte olivicolo ha già reso evidente e che, nel cuore della viticoltura da tavola italiana, non può essere ignorato.
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Donato Liberto
©uvadatavola.com