PSR Sicilia, dove sono finiti i 40 milioni?

Una dotazione finanziaria annunciata, graduatorie definitive pubblicate e centinaia di imprese agricole in attesa: in Commissione Agricoltura si riapre il caso delle risorse promesse per gli investimenti aziendali

da Ilaria De Marinis
PSR SICILIA (1)

Una dotazione finanziaria annunciata, graduatorie definitive pubblicate e centinaia di imprese agricole in attesa dell’avvio concreto dei decreti di finanziamento. È questo il nodo attorno al quale si è riacceso il caso della Sottomisura 4.1 del PSR Sicilia 2014/2022, il bando destinato a sostenere gli investimenti nelle aziende agricole per l’ammodernamento produttivo, il miglioramento della competitività e il riposizionamento sui mercati. A sollevare nuovamente la questione è il Centro Studi Agricoli Sicilia, dopo l’audizione svolta in III Commissione Attività produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana lo scorso 7 luglio. Al centro della richiesta c’è una domanda precisa: che fine hanno fatto i 40 milioni di euro indicati dalla Regione Siciliana per il bando 2024 della Sottomisura 4.1?

Dalla dotazione annunciata alle graduatorie definitive 

Riavvolgiamo il nastro e andiamo alle origini della vicenda. Il punto di partenza è documentale. Il bando, approvato con D.D.G. n. 9436 del 6 dicembre 2024, prevedeva una dotazione finanziaria complessiva di 40 milioni di euro, di cui 24,2 milioni a valere sulla quota FEASR. All’interno della stessa dotazione, 2 milioni erano riservati agli interventi da realizzare nelle Isole minori. Le domande di sostegno, inizialmente previste tra il 23 dicembre 2024 e il 31 gennaio 2025, sono state poi oggetto di più proroghe, fino alla scadenza definitiva del 3 marzo 2025.
Dopo la chiusura del bando si è aperta la fase amministrativa. A marzo 2025 è stato approvato il primo elenco delle istanze presentate attraverso il portale informatico e ammesse alla fase successiva di valutazione; successivamente è stata nominata la commissione incaricata della valutazione delle istanze. Tra maggio e luglio sono arrivati gli elenchi provvisori e poi quelli definitivi, prima con il D.R.S. n. 6223 del 25 luglio e poi con il D.R.S. n. 6327 del 31 luglio, che ha rettificato e annullato il precedente provvedimento.
La procedura non si è però chiusa in estate. Contro gli elenchi definitivi sono stati presentati ricorsi gerarchici. Il D.D.G. n. 10855 del 1° dicembre 2025 ha quindi approvato gli elenchi definitivi rimodulati, dopo l’esame di 89 ricorsi. Nello stesso decreto si precisa che le domande inserite nell’elenco delle istanze ammissibili sarebbero state ammesse a contributo fino alla concorrenza della disponibilità finanziaria prevista dal bando e con punteggio pari a 60 punti. Pochi giorni dopo, il 3 dicembre 2025, la Regione Siciliana ha comunicato ufficialmente l’approvazione delle graduatorie definitive, ribadendo che la dotazione finanziaria complessiva era pari a 40 milioni di euro. In quella occasione l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino, aveva definito l’intervento un aiuto concreto per le imprese agricole intenzionate a investire in innovazione e miglioramento del proprio posizionamento sul mercato.

Il nodo della copertura finanziaria 

È proprio su questo passaggio che oggi si concentra la contestazione. Secondo il presidente regionale del Centro Studi Agricoli Sicilia, Francesco Sgroi, quelle comunicazioni hanno generato aspettative legittime tra gli imprenditori agricoli, molti dei quali avrebbero programmato investimenti e assunto impegni economici confidando nella prosecuzione dell’iter. A distanza di mesi dalla pubblicazione delle graduatorie, tuttavia, la fase dei decreti di finanziamento non risulta ancora sbloccata.

La vicenda è approdata in Commissione Agricoltura all’ARS, in un’audizione dedicata allo stato di attuazione della Sottomisura 4.1 del PSR Sicilia. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il direttore del Dipartimento Agricoltura, Fulvio Bellomo, avrebbe assicurato l’impegno del Governo regionale a reperire risorse alternative e ad avviare le istruttorie presso gli Ispettorati provinciali, così da accelerare l’iter amministrativo e consentire l’emissione dei decreti fino alla concorrenza dei 40 milioni previsti

PSR SICILIA

Un momento dell’audizione in III Commissione Attività produttive all’ARS sulla Sottomisura 4.1 del PSR Sicilia.

Le imprese attendono i decreti

Il nodo, dunque, non riguarda soltanto la pubblicazione delle graduatorie, già avvenuta, ma la reale copertura finanziaria e la trasformazione degli elenchi in provvedimenti di concessione. Per le imprese agricole, la differenza è sostanziale: una graduatoria ammissibile consente di sperare nel finanziamento; un decreto di concessione permette invece di programmare concretamente l’investimento, con tempi, fornitori, esposizione bancaria e cantieri. Per questo il Centro Studi Agricoli Sicilia chiede ora un chiarimento formale e definitivo. Le rassicurazioni ricevute in Commissione vengono considerate un primo passo, ma non sufficienti a chiudere una vicenda che coinvolge imprese già selezionate da una procedura pubblica e rimaste in attesa della conclusione amministrativa.

La questione resta quindi aperta su due piani. Da un lato, quello amministrativo: servono istruttorie, decreti e coperture effettive. Dall’altro, quello politico: occorre ricostruire con precisione il percorso delle risorse annunciate e spiegare perché, dopo un bando con dotazione indicata e graduatorie definitive pubblicate, le aziende si trovino ancora senza certezze operative.

Per il comparto agricolo siciliano, la Sottomisura 4.1 non rappresenta solo un capitolo di spesa del vecchio PSR. È uno degli strumenti attraverso cui molte aziende hanno provato a immaginare investimenti in macchine, attrezzature, miglioramenti fondiari e ammodernamento produttivo. Senza una risposta rapida e documentata, il rischio è che una misura nata per sostenere la competitività delle imprese finisca per alimentare sfiducia proprio verso gli strumenti pubblici di investimento.

 

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

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