Xylella su vite: trattamenti obbligatori in Puglia

Scatta l’obbligo di trattamenti contro gli adulti della sputacchina - vettore della Xylella - anche per la vite da tavola. In quattro comuni pugliesi, la Regione impone l’intervento entro il 30 giugno 2025

da Donato Liberto
xylella su vite in puglia

Fino a pochi mesi fa, per chi coltiva vite da tavola in Puglia – cuore produttivo dell’uva da tavola – la Xylella sembrava un problema altrui. Una minaccia confinata agli oliveti del Salento. Oggi però lo scenario è cambiato: per la prima volta, anche la vite rientra tra le colture per cui è obbligatorio intervenire contro il vettore del batterio, la sputacchina (Philaenus spumarius), in alcuni comuni pugliesi.
A sancirlo è l’Atto Dirigenziale n. 105 del 16 giugno 2025, con cui la Regione Puglia impone, entro il 30 giugno 2025, trattamenti obbligatori in 14 comuni del territorio regionale per contenere la diffusione del vettore. Tuttavia, l’obbligo di intervento sulla vite riguarda solo 4 di questi comuni: Bari, Noicattaro, Triggiano e Valenzano.

Dalla pauca alla fastidiosa: lo scenario di Xylella su vite

La svolta è arrivata nel febbraio 2024, quando l’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia ha annunciato il primo ritrovamento in Puglia di vite infetta dalla sottospecie fastidiosa del batterio Xylella fastidiosa, in agro di Triggiano, a pochi chilometri da Bari e nel cuore del distretto dell’uva da tavola.

Si trattava di un caso diverso dalla ormai nota sottospecie pauca, responsabile del CoDiRO (Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo). Poco dopo, si aggiunse un secondo focolaio, su mandorlo, causato dalla sottospecie multiplex, in agro di Santeramo in Colle. Una situazione inedita, che ha rivelato quanto il panorama patogenico della Xylella fosse ben più complesso di quanto si immaginasse. Va chiarito che le tre sottospeciepauca, fastidiosa, multiplexsono geneticamente distinte e non si trasformano l’una nell’altra. Ognuna ha ospiti vegetali differenti: la pauca infetta l’olivo, la fastidiosa può attaccare la vite, mentre la multiplex colpisce un ampio ventaglio di specie legnose, tra cui il mandorlo.

Come intervenire: principi attivi e modalità operative

I trattamenti devono essere eseguiti esclusivamente da operatori abilitati, secondo quanto previsto dal D.lgs. 150/2012, anche tramite forme di cooperazione tra piccoli agricoltori (art. 2139 c.c.).
Per contenere la popolazione adulta del vettore, il Piano d’azione regionale individua una serie di principi attivi autorizzati per ciascuna coltura, da impiegare solo secondo quanto riportato in etichetta. Nel caso della vite, i prodotti impiegabili devono essere espressamente autorizzati per l’impiego contro Philaenus spumarius e per la specifica coltura.xylella su vite

Perché intervenire sulla vite da tavola

L’inserimento della vite tra le colture soggette a trattamenti obbligatori rappresenta un cambio di paradigma per la filiera. Finora, la vite era rimasta fuori dal piano d’azione. Ma la conferma della presenza del ceppo ST1 della fastidiosa in vigneti pugliesi impone un approccio preventivo rigoroso, anche su una coltura di alta rilevanza economica.

I trattamenti adulticidi obbligatori, nei 4 comuni coinvolti (Bari, Noicattaro, Triggiano e Valenzano), vanno effettuati su tutte le superfici coltivate a vite, olivo e mandorlo. Nei restanti 10 comuni (Acquaviva delle Fonti, Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Martina Franca, Massafra, Minervino Murge, Mola di Bari, Mottola, Santeramo in Colle e Turi) l’obbligo riguarda invece solo olivo e mandorlo, ma la Regione raccomanda comunque di intervenire anche nei vigneti, soprattutto se situati in prossimità delle aree colpite o in contesti a rischio. L’insetto vettore – Philaenus spumarius – è infatti altamente mobile, in grado di spostarsi rapidamente tra parcelle contigue e da una coltura all’altra. Ed è proprio lo stadio adulto, attualmente presente, a rappresentare il momento di maggiore pericolosità per la trasmissione del batterio.

Difendere la vite, valorizzare un patrimonio condiviso

In questa fase, la Regione Puglia ha previsto verifiche sul rispetto delle misure fitosanitarie attraverso l’azione dell’Osservatorio Fitosanitario regionale, con il supporto dei Carabinieri Forestali. Un sistema di controllo strutturato che sottolinea come non si tratti semplicemente di un adempimento normativo, ma di un impegno collettivo a tutela del patrimonio agricolo regionale. Per i produttori di uva da tavola, ciò implica la necessità di rafforzare la cura agronomica, integrando i trattamenti previsti con monitoraggi periodici, buone pratiche e una gestione attenta del rischio fitosanitario. Difendere la vite da tavola significa tutelare un comparto produttivo strategico, capace di affermarsi a livello internazionale per qualità, innovazione e competitività. Farlo in modo consapevole e coordinato – insieme alle istituzioni, alla ricerca e agli operatori – è oggi la via più concreta per affrontare con efficacia anche le nuove sfide fitosanitarie.

Per ulteriori dettagli, le modalità operative e l’elenco completo delle sostanze autorizzate, è possibile consultare l’Allegato A dell’atto dirigenziale n. 105/2025, disponibile sul sito ufficiale della Regione Puglia – sezione agricoltura.

 

Donato Liberto
©uvadatavola.com

 

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