Corsa ai vigneti, corsa all’Autumncrisp: cosa succederà?

Dopo anni di difficoltà, nel comparto si respira una nuova aria. A scandirla superfici vitate in crescita e nuovi investimenti su Autumncrisp®

da Federica Del Vecchio
corsa ai vigneti

È stata la varietà più venduta e apprezzata della campagna 2024. Quotazioni soddisfacenti, gusto tra i più apprezzati, l’Autumncrisp® non è stata solo il diamante della stagione, ma ha avuto anche il “merito” di risvegliare un comparto – come quello pugliese – negli ultimi anni sempre più alle prese con sfide complesse e problematiche che hanno generato un senso di sfiducia da parte dei produttori e, in molti casi, determinato un abbandono della produzione di uva da tavola. Ora, però, la rotta sembra stia cambiando: in tanti parlano di una vera e propria corsa ai vigneti che – di qui ai prossimi anni – potrebbe cambiare lo scenario attuale. Ma è davvero così? E quali saranno le ricadute a lungo termine? Ne parliamo con i tecnici dello studio Food AgriService.

Corsa ai vigneti: l’analisi

A livello di comparto, in Puglia, pare sia in atto una vera e propria “corsa ai vigneti”, con tanti produttori che stanno acquistando nuovi terreni per l’impianto di vigneti a uva da tavola. È realmente così? 

Sì. Complici gli ultimi due anni particolarmente favorevoli per il comparto dell’uva da tavola, i produttori hanno investito nuovamente nella coltura, incrementando le superfici vitate. Un incremento dettato sia dall’acquisto di nuovi terreni, sia dalla trasformazione di lotti aziendali tenuti a riposo negli anni precedenti. Di contro, si sta assistendo anche a una tempestiva messa a dimora su suoli che hanno ospitato la coltura sino all’anno precedente, facendo così venir meno uno dei principi essenziali per garantire un vigneto sano e duraturo: evitare di piantare vite nei suoli che non abbiano ospitato la coltura negli ultimi 5 anni, aspetto agronomico fondamentale per evitare il manifestarsi di fenomeni di stanchezza e malattie da reimpianto. 

corsa ai vigneti

Quali sono le zone dove si registra maggiormente questo incremento?

Avere numeri certi e reali risulta difficile. Osservando il nostro bacino di utenza di aziende agricole e commerciali dove eseguiamo assistenza tecnica, notiamo tuttavia un incremento delle superfici coltivate e una sempre più frequente e rapida conversione varietale. Accanto a questo, va poi sottolineato che molte aziende sono frenate dalla scarsa disponibilità di manodopera e di risorse che impediscono ad alcune realtà di andare oltre la propria superficie vitata che deve necessariamente essere proporzionata alla propria organizzazione aziendale.

Nel comparto si parla, in modo particolare, di un forte aumento di vigneti coltivati con la varietà Autumncrisp®.

Confermate questa tendenza? E se così fosse, quali potrebbero essere le ricadute a lungo termine? 

Effettivamente come da voi riportato, l’Autumncrisp® è stata una delle varietà maggiormente impiantate. Le particolari condizioni pedoclimatiche dei nostri territori, accompagnate dalla maestria dei produttori locali, oltre a specifiche caratteristiche intrinseche della varietà, hanno fatto sì che questa riscontrasse una grande accoglienza tra i consumatori, catturati soprattutto dalla croccantezza e dal sapore, e di conseguenza tra i produttori che, spinti anche dai prezzi soddisfacenti corrisposti sul mercato, stanno puntando molto sull’Autumncrisp®. D’altra parte, non va dimenticata una delle principali leggi economiche che regola il mercato, ossia quella della domanda-offerta. Pertanto, se fino al 2023 è stato commercializzato il prodotto derivante da una superficie agricola inferiore ai 3mila ettari, probabilmente nei prossimi anni, potendo garantire una maggiore offerta sul mercato, si potrebbe assistere a una flessione dei prezzi. In compenso, questa maggior offerta potrebbe comunque consolidare la posizione commerciale della nostra produzione nei mesi compresi fra settembre e inizio dicembre, dove al momento sono presenti solo le nazioni d’oltremare.
Senza dubbio, questa “corsa ai vigneti” e questi investimenti ci devono ricordare ancora una volta l’importanza di individuare una strategia condivisa. Programmazione e pianificazione devono essere i due pilastri su cui basare la crescita del nostro comparto e attraverso i quali evitare surplus o deficit di offerta che potrebbero portare a ripercussioni negative sull’intera filiera dell’uva da tavola. Per farlo sarà necessaria una stretta collaborazione fra aziende agricole e partner commerciali che favorisca la creazione di una rete forte e competitiva e garantisca la presenza della nostra produzione in maniera strutturata, con una posizione leader sul mercato. 

 

 

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

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