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Anche per i tecnici di campo la stagione 2024 delle varietà tardive di uva da tavola si chiude sotto una buona stella. L’assenza di problematiche fitosanitarie significative e la qualità elevata raggiunta dalle produzioni hanno infatti garantito una annata che in molti si augurano possa ripetersi.
In Puglia e Sicilia, mai come quest’anno, la stagione dell’uva da tavola ha chiuso i battenti con grande anticipo. Causa il clima secco e asciutto, l’annata 2024 – iniziata nel mese di maggio con le varietà precoci – volge già al termine. In compenso, la buona qualità raggiunta dalle uve e i prezzi costanti sul mercato hanno lasciato un sorriso sui volti dei produttori che, nonostante la conclusione anticipata, sono infatti pronti ad archiviare questa stagione con soddisfazione e posato entusiasmo. E con loro anche gli agronomi e i tecnici di campo che, tracciando un bilancio complessivo, convalidano l’idea di una stagione positiva. Tra questi, l’agronomo Domenico Zagaria con cui analizziamo l’andamento 2024.
Produttori ed esportatori parlano di una stagione 2024 degna di nota. Guardando la sfera tecnica-agronomica, si può dire lo stesso?
Sì, ritengo che il bilancio può dirsi abbastanza positivo. Dal punto di vista fitosanitario, la stagione è stata relativamente tranquilla, eccetto qualche difficoltà durante la fioritura con la Frankliniella occidentalis e, in seguito, nella fase di invaiatura-maturazione, con la mosca della frutta. Per quanto riguarda le patologie, si è segnalata solo la presenza di oidio tardivo sul rachide, che tuttavia – con una campagna relativamente asciutta e secca e caratterizzata da temperature elevate – non è stata rilevante.
Bisogna poi sottolineare che quella delle varietà a maturazione tardiva è stata comunque una stagione breve, avviata con un anticipo di 20 giorni e terminata relativamente presto. Questo aspetto, unitamente alle scarse piogge e alle alte temperature, ha evitato problemi di muffe e marciumi e permesso di mantenere elevata la qualità.
Dal punto di vista quantitativo, invece, quest’anno i volumi prodotti sono stati inferiori rispetto alle aspettative, probabilmente a causa del peso specifico delle uve che è risultato abbastanza basso.

Mosca della frutta su acino
In tal senso, la minore offerta ha determinato una risposta positiva sul mercato? Qual è stato l’andamento commerciale?
Parlando con i produttori, direi che anche commercialmente la stagione può dirsi positiva. Anche quando il mercato non si mostrava predisponente, le operazioni di raccolta sono infatti continuate, procedendo con il taglio e il successivo stoccaggio in cella. Nel complesso, i prezzi sono stati più o meno soddisfacenti anche per varietà che solitamente non raggiungono picchi elevati come l’uva Italia, varietà che – nonostante sia destinata a diventare una nicchia, con la progressiva riduzione delle superfici coltivate – rimane sempre molto appetibile sul mercato. Sicuramente tra le varietà medio-tardive quella che ha dato maggiore soddisfazione è stata l’Autumn Crisp®.
Anche dal punto di vista tecnico, tutte le varietà hanno performato bene. Solo l’uva Italia nella fase finale di maturazione ha presentato qualche problema di imbrunimento, però nulla di ingestibile.
Concludendo, cosa resta di questa stagione 2024?
Senza dubbio resta l’auspicio di avere ancora stagioni come questa. Quella 2024 sicuramente non verrà ricordata per le problematiche, ma per essere stata una campagna viticola abbastanza tranquilla tanto dal punto di vista tecnico, quanto da quello produttivo. Di conseguenza, ci auguriamo possa ripetersi. Ovviamente i mercati sono sempre un’incognita e adesso è difficile poter prevedere che cosa succederà. Probabilmente si rafforzerà la presenza di Autumn Crisp® sui mercati anche in virtù dell’aumento degli impianti destinati alla sua coltivazione, ma anche per le altre varietà le premesse non mancano. Per il momento ci godiamo il risultato raggiunto quest’anno, poi il futuro si vedrà.
Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com