Ceratitis capitata: ok al cyantraniliprole su uva da tavola

L'Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia ne ha autorizzato l’impiego in deroga fino al 15 settembre, con limite massimo di due interventi annui complessivi

da Ilaria De Marinis
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La sostanza attiva cyantraniliprole potrà essere impiegata su vite da tavola per il controllo della mosca mediterranea della frutta, Ceratitis capitata. A stabilirlo, l’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia che ne ha autorizzato l’impiego in deroga fino al 15 settembre nell’ambito delle “Norme eco-sostenibili per la difesa fitosanitaria e il controllo delle infestanti delle colture agrarie 2026”. Un provvedimento che recepisce il quadro aperto dal decreto dirigenziale del Ministero della Salute del 19 maggio 2026, che aveva già autorizzato l’uso eccezionale del prodotto fitosanitario “Exirel bait” per 120 giorni. 

Cyantraniliprole, efficacia e responsabilità d’uso

Quando parliamo di cyantraniliprole, parliamo di una sostanza attiva appartenente al gruppo 28 IRAC, che agisce sui recettori rianodinici degli insetti, interferendo con il rilascio del calcio nelle cellule muscolari e portando a paralisi, cessazione dell’alimentazione e morte dell’insetto. Nel caso di Ceratitis capitata, questo significa colpire un bersaglio particolarmente mobile e difficile da contenere, intervenendo su una fase cruciale del ciclo del fitofago e contribuendo a ridurre la pressione delle popolazioni prima che l’ovideposizione si traduca in danno diretto sugli acini.
Come sottolineato dalla Regione, il diverso meccanismo d’azione rispetto ad altre sostanze attive già previste nella scheda di difesa può contribuire a rendere più flessibile la strategia di controllo, soprattutto in un contesto in cui la prevenzione delle resistenze è ormai parte integrante della gestione fitosanitaria. Proprio per questo, l’impiego in deroga non va interpretato come una possibilità aggiuntiva da utilizzare in modo automatico, ma come uno strumento da inserire con criterio nella rotazione dei meccanismi d’azione, rispettando prescrizioni di etichetta, finestre temporali autorizzate e limite massimo di due interventi annui complessivi previsto per le sostanze del gruppo 28.
In sostanza, il provvedimento offre una possibilità operativa in più, ma non sostituisce monitoraggio, soglie d’intervento, rotazione dei meccanismi d’azione e gestione agronomica del rischio.

ceratitis capitata uva

Perché Ceratitis capitata resta un bersaglio critico

La deroga offre dunque un sostegno in più ai viticoltori pugliesi. La mosca mediterranea della frutta rappresenta, infatti, una delle avversità più insidiose per l’agricoltura del Sud Italia, perché unisce elevata polifagia, capacità riproduttiva e rapidità di sviluppo in condizioni termoigrometriche favorevoli. In particolare, per l’uva da tavola, dove la pressione di Ceratitis capitata è diventata negli ultimi anni un elemento sempre più delicato da gestire, soprattutto nelle fasi avanzate della campagna, quando temperature elevate, maturazione scalare e permanenza prolungata dei grappoli in campo possono ampliare le finestre di rischio.
Da qui la necessità di strumenti di difesa in linea con una strategia integrata, soprattutto quando la pressione del fitofago supera la soglia gestibile con i soli mezzi ordinari. In tal senso, la deroga – pur non risolvendo da sola la complessità della difesa – consente di ampliare il margine operativo dei tecnici, favorendo interventi più precisi in una fase in cui tempestività, selettività e corretta rotazione dei meccanismi d’azione diventano decisive per proteggere qualità e tenuta commerciale del prodotto. 

 

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

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