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La pioggia, annunciata e temuta, ha finito per risparmiare i vigneti dell’Azienda Agricola Terre Assolate del gruppo Novello, lasciando spazio a un fresco inatteso e particolarmente gradito per la prima Grape Exhibition 2026. Organizzata da Fruit Communication, Doctor Farmer, Fruit Lab e LUV – La Fiera dell’Uva da Tavola, l’ARRA Edition ha puntato i riflettori sull’innovazione varietale e sulla necessità di accompagnare l’introduzione dei nuovi materiali genetici con conoscenza agronomica, sperimentazione e dialogo costante tra breeder, tecnici, ricerca e imprese. L’ampia partecipazione di produttori, agronomi e operatori arrivati da diversi areali siciliani ha confermato quanto il tema sia centrale per il comparto. Ad accogliere il pubblico è stato Salvatore Novello, titolare dell’azienda ospitante, che nei saluti iniziali ha sottolineato l’importanza di creare occasioni di confronto direttamente nei luoghi in cui le innovazioni vengono osservate, valutate e messe alla prova.

Innovazione varietale, la promessa non basta
Tra serre e uva in maturazione, il professore Rosario Di Lorenzo dell’Università degli Studi di Palermo ha quindi aperto la sessione tecnica. E lo ha fatto richiamando l’attenzione sui limiti di una lettura semplicistica del rinnovamento varietale: “Abbiamo ormai compreso che il semplice cambio varietale non basta, da solo, a risolvere le criticità del comparto – ha chiarito. – Anche perché la varietà perfetta non esiste: per questo sono indispensabili occasioni di confronto come questa, capaci di mettere in relazione ricerca, tecnici e imprese. Un lavoro che, però, per tradursi in risultati concreti, richiede anche investimenti adeguati”.
Un concetto emerso con chiarezza anche durante la presentazione di ARRA Fire Kiss™, selezione ARD 42, affidata a Marco Tempesta del servizio tecnico AVI ARRA. Tra le prime varietà a bacca rossa ad arrivare sul mercato, si caratterizza per la colorazione intensa e naturale degli acini, l’elevata fertilità e la relativa facilità di coltivazione, cui si aggiungono buone prestazioni nella conservazione post-raccolta e nel trasporto. È la varietà chiamata ad aprire il calendario del Red Factor di ARRA, assumendo quindi un ruolo preciso nella programmazione commerciale delle produzioni precoci.

Marco Tempesta, agronomo del servizio tecnico AVI ARRA
Sul rapporto tra ricerca e territorio è tornato il ricercatore Francesco Scollo, che ha poi illustrato l’attività di AgriUniTech, spin-off dell’Università degli Studi di Catania nato nel 2019 per trasferire alle imprese competenze biotecnologiche avanzate. “Fare varietà sul territorio per il territorio” è la sintesi del modello proposto: non adattare passivamente materiali selezionati altrove, ma sviluppare innovazione a partire dalle condizioni pedoclimatiche e dalle esigenze delle aree produttive.
A seguire la parola è passata nuovamente a Marco Tempesta che ha presentato ARRA Mystic Charm™, varietà nera molto precoce che matura nella stessa finestra di Early Sweet™. Le bacche, di colore nero intenso, presentano sapore dolce e consistenza croccante; sul piano agronomico, la cultivar si distingue per facilità di gestione, produttività e uniformità nello sviluppo dei germogli. Il materiale attualmente presente in Sicilia è ancora in fase di valutazione e non è destinato alla commercializzazione.
A chiudere gli approfondimenti tecnici della Grape Exhibition-Arra Edition, l’agronomo Giuseppe Tornello dello Studio agronomico Coragro, che ha sottolineato come una corretta conduzione del vigneto, da sola, non sia sufficiente. L’introduzione di ogni nuova varietà richiede un confronto continuo con il costitutore, indispensabile per adattare la tecnica colturale al territorio, alla struttura dell’impianto e agli obiettivi aziendali. Le varietà arrivano con maggiore rapidità rispetto al passato, ma devono essere conosciute prima di essere giudicate; parallelamente, ha osservato, devono evolvere anche la filiera e la mentalità degli operatori.
A margine dei lavori, i partecipanti più interessati hanno inoltre avuto la possibilità di osservare alcune varietà tardive della serie ARRA, ampliando il confronto sull’articolazione futura del calendario produttivo.

Dalla difesa al post-raccolta, il contributo dei partner
Accanto al focus varietale, come di consueto, le aziende partner dell’evento hanno presentato soluzioni e innovazioni per i produttori.
Luigi Evangelista per Gowan ha presentato Ibisco Vit, soluzione biologica per la difesa antioidica della vite, mentre Giovanni Papa ha illustrato la strategia Almagra orientata al miglioramento quali-quantitativo dell’uva da tavola. Carmelo Blandino per Evja ha mostrato le potenzialità di una piattaforma di Intelligenza Agronomica applicata all’ottimizzazione delle decisioni colturali; Domenico Abate per SmartPac ha invece spostato l’attenzione sulla protezione dell’uva durante il trasporto e sulle esigenze delle spedizioni rapide. Il programma ha previsto anche l’intervento di Luigi Parlato, dedicato alle soluzioni e alle strategie ICL per la nutrizione dell’uva da tavola, e quello di Andrea Messina per Fertalis, che ha illustrato la soluzione Terpenol.
Un insieme di contributi diversi, ma riconducibili a uno stesso obiettivo: preservare il valore del prodotto lungo l’intero processo, dal vigneto alla distribuzione.

ARRA Fire Kiss™, selezione ARD 42
Conoscere le varietà prima di sceglierle
La giornata siciliana ha mostrato, ancora una volta, che l’innovazione varietale non può essere ridotta alla semplice sostituzione di una cultivar con un’altra. Ogni nuovo materiale porta con sé opportunità, ma anche domande agronomiche, esigenze tecniche e incognite commerciali che richiedono tempo, dati e confronto.
È proprio in questo spazio, tra la promessa genetica e la prova del campo, che occasioni come la Grape Exhibition trovano la propria funzione: offrire agli operatori elementi concreti per decidere, evitando tanto gli entusiasmi prematuri quanto le resistenze prive di verifica. Perché, in un comparto sempre più veloce, la vera differenza non la farà soltanto chi avrà accesso alle nuove varietà, ma chi saprà comprenderle, gestirle e inserirle in una strategia di filiera.
Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com