Utilizzo di nematodi entomopatogeni per il controllo di Planococcus ficus

da Redazione uvadatavola.com

Una recente lavoro, condotto dal Dipartimento di Entomologia dell’Università di Stellenbosch (Sudafrica) e pubblicato sul South African Journal for Enology and Viticulture, ha valutato l’utilizzo di alcuni nematodi entomopatogeni come potenziali agenti di biocontrollo di Planococcus ficus (Cocciniglia farinosa della vite). Sono state selezionate sei specie di nematodi autoctoni (Steinernema citrae, S. khoisanae, S. yirgalemense, Heterorhabditis safricana, H. zealandica, H. noenieputensis,) e due specie di nematodi disponibili in commercio (S. feltiae, H. bacteriophora) al fine di valutare la loro efficacia nel controllo di femmine adulte di P. ficus.

Tra le specie autoctone, i nematodi che hanno mostrato i risultati più promettenti sono stati H. zealandica e S. yirgalemense, responsabili rispettivamente del 96% e del 65% della mortalità dell’insetto.

La prova ha previsto anche la conduzione di alcuni test per confrontare l’efficacia delle due specie disponibili commercialmente. H. bacteriophora ha garantito un tasso di mortalità maggiore rispetto a quello di S. feltiae. È stato verificato, inoltre, che entrambe le specie completano il loro ciclo di vita nell’ospite producendo una nuova generazione.

Lo studio ha dimostrato che la suscettibilità di P. ficus è dipendente dalla concentrazione di nematodi entomopatogeni. Infatti, tra i nematodi che hanno mostrato la maggiore efficacia, l’LC50 e l’LC90 (concentrazioni che provocano rispettivamente la morte del 50% e del 90% dei soggetti usati in prova dopo un periodo di tempo specifico) erano pari a 19 e 82 per H. zealandica, 13 e 80 per S. yirgalemense  e 36 e 555 H. bacteriophora.

Infine, è stato riscontrato che sia H. zealandica che S. yirgalemense sono in grado di spostarsi di circa 15 cm per andare ad infettare P.ficus, garantendo un tasso di mortalità pari rispettivamente all’82% e al 95%.

Questo studio ha dimostrato che P.ficus è un ospite ideale per i nematodi entomopatogeni autoctoni H. zealandica e S. yirgalemense, che potrebbero essere considerati, in futuro, un potenziale strumento per il controllo dell’insetto.

Autore:  la Redazione

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