Ormoni della fioritura: quali la predispongono

Ambiente e nutrizione influenzano la fioritura dall'esterno della pianta, mentre gli ormoni della fioritura sono quei fattori che intervengono internamente.

da Silvia Seripierri
Ormoni della fioritura

Mentre ambiente e nutrizione influenzano la fioritura, agendo all’esterno della pianta, gli “ormoni della fioritura” esplicano la loro azione internamente

I fattori influenzanti la fioritura sono suddivisibili in fattori esterni e fattori interni, a seconda che agiscano dall’esterno o all’interno della pianta. In entrambi i casi, la conoscenza dei meccanismi fisiologici su cui questi fattori agiscono e in che modo agiscono, ci dà la possibilità di intervenire e predisporre le condizioni per una migliore fioritura. I fattori esterni, quali ambiente e nutrizione, possono influenzare la fioritura sia in maniera diretta sia in maniera indiretta. Si parla di influenza indiretta quando i fattori ambientali e nutrizionali regolano gli equilibri ormonali interni, che a loro volta regolano la fioritura. Lo studio degli effetti prodotti dai fattori esterni sul bilancio ormonale interno e gli effetti prodotti dagli ormoni endogeni sulla fioritura è piuttosto complicato. La difficoltà sta nel reperire dati sugli ormoni endogeni, ovvero interni alla pianta. Per questo motivo la ricerca studia gli effetti prodotti dagli ormoni, utilizzando prevalentemente ormoni esogeni, esterni alla pianta, e regolatori di crescita.

Di seguito, analizziamo alcuni degli ormoni che agevolano e ostacolano la fioritura nella viticoltura da tavola.

Le gibberelline

Gli studi sulle gibberelline hanno avuto inizio dopo la loro scoperta nel 1926, fatta durante approfondimenti sul fungo Gibberella fujikuroi, agente di malattia sul riso. Questi ormoni sono in grado di influenzare e indurre la formazione dei fiori in diverse specie. Tuttavia su alcune arboree da frutto, inclusa la vite, le gibberelline esplicano l’effetto contrario e possono ostacolare la fioritura. Nello xilema di vite troviamo le gibberelline endogene GA1, GA3, GA5 e GA9 che non hanno alcuna influenza positiva sulla formazione dei fiori. La vite è anche molto sensibile alle gibberelline esogene, infatti somministrazioni di gibberelline esogene durante determinate fasi fenologiche inibiscono la formazione delle infiorescenze. Somministrazioni di gibberelline al germogliamento, per esempio, agevolano la differenziazione dei viticci, piuttosto che quella delle infiorescenze.  All’interno delle piante di vite, infatti, la più alta percentuale di gibberelline si trova proprio nei viticci, il cui allungamento risulta dall’attività dei meristemi subapicali: applicazioni di gibberelline stimolano l’attività del meristema subapicale e promuovono la crescita dei viticci. 

ormoni della fioritura

I ritardanti della crescita

A seconda dei casi e della specie, un arresto parziale o completo dello sviluppo vegetativo predispone le condizioni per una migliore fioritura. Con l’intento di sfruttare questo meccanismo fisiologico, in diversi Paesi vocati alla viticoltura, si è fatto largo uso di prodotti a base di Chlormequat. Si tratta di un ritardante della crescita, il cui utilizzo agevola la fioritura a discapito dello sviluppo vegetativo. Oltre a promuovere la formazione dei primordi fiorali nelle gemme latenti, induce anche la formazione delle infiorescenze secondarie. La formazione delle infiorescenze secondarie si verifica a livello dei germogli primari e laterali, grazie alla trasformazione dei viticci in infiorescenze.  Ad oggi, in Italia, la sostanza attiva non è registrata su vite, ma è interessante il suo studio per comprendere i fenomeni ormonali che si verificano alla fioritura. In sintesi, si è visto che il Chlormequat ha una duplice funzione perché (1) inibisce la biosintesi delle gibberelline ostacolando la formazione e l’allungamento dei viticci a favore delle infiorescenze e (2) incrementa i livelli di citochinine nel fluido xilematico. Come vedremo, infatti, le citochinine hanno un ruolo importante nel controllo della fioritura della vite.

Le citochinine

Le citochinine sono ormoni che controllano diversi processi, che si verificano alla riproduzione. In questi processi rientrano la formazione delle infiorescenze, la differenziazione dei fiori, lo sviluppo del pistillo (apparato femminile), l’allegagione, lo sviluppo dei frutti e l’embriogenesi somatica degli ovuli in vitro da fertilizzare. In sintesi le citochinine dello xilema intervengono al germogliamento, alla fioritura e alla predisposizione dei frutti. Le citochinine endogene sono dunque il regolatore primario della crescita riproduttiva in vigneto. Il meccanismo con cui questi ormoni controllano la formazione dei fiori è piuttosto complesso e brevemente possiamo definire le citochinine “fitormoni della proliferazione cellulare”, perché regolano le molecole segnale che scandiscono le fasi del ciclo cellulare.  Altro ruolo esplicato dalle citochinine esogene è quello di mobilizzare i fotosintetati nei grappoli. In riferimento alle ricerche e agli studi condotti su questi ormoni, ricordiamo lo studio che ha previsto ripetute applicazioni della citochinina PBA sugli apici dei germogli. Tali applicazioni hanno causato la trasformazione dei viticci in infiorescenze, da cui si sono poi originati grappoli i cui acini contenevano semi vitali. Tra i processi citochinine-indotti rientra, dunque, la differenziazione dei primordi fiorali in fiori, così come è emerso che le citochinine prodotte a livello radicale sono coinvolte nello sviluppo dei fiori. Approfondimenti hanno poi dimostrato che, come le infiorescenze, anche le foglie sono forti sink (punti di accumulo) delle citochinine prodotte dall’apparato radicale.

Gli ormoni della fioritura

In conclusione la produzione di citochinine partecipa direttamente ai processi predisponenti alla fioritura e, a sua volta, è influenzata dai fattori ambientali e nutrizionali. I fattori esterni promotori della fioritura, quali l’esposizione alle alte temperature, l’elevata intensità luminosa, l’ottimale umidità del suolo e la disponibilità di macronutrienti, sono tali perché promuovono la biosintesi delle citochinine nelle piante. Al contrario, i fattori che inibiscono la formazione dei fiori, come bassa intensità luminosa, basse temperature e stress idrico, hanno un effetto inibitorio sulla produzione di citochinine endogene. È chiaro, dunque, che le citochinine hanno un ruolo centrale nel controllo della fioritura in vigneto.

 

Autrice: Silvia Seripierri

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