Raccolta dell’uva da tavola 2024: partenza in anticipo

La raccolta dell’uva da tavola in Puglia è iniziata in largo anticipo quest’anno. Giacomo Mastrosimini, agronomo e socio di Graper srl, offre una panoramica su sfide e prospettive della stagione

da uvadatavoladmin
raccolta dell'uva

In Puglia, la campagna dell’uva da tavola 2024 ha tagliato il nastro con circa 10-15 giorni di anticipo rispetto allo scorso anno. Negli areali di Mola di Bari (BA) e Grottaglie (TA), la raccolta dell’uva da tavola per le varietà precoci è infatti iniziata da circa una settimana. A offrire una panoramica dettagliata sull’andamento della campagna produttiva corrente, Giacomo Mastrosimini, agronomo e membro di Graper srl, società di consulenza specializzata in agricoltura di Conversano (BA).

Qual è lo stato attuale dei vigneti di uva da tavola in Puglia?

La raccolta dell’uva da tavola quest’anno è iniziata in anticipo, con le varietà precoci, quelle tardive, hanno mostrato un anticipo nei programmi di ingrossamento. Le alte temperature registrate nella Regione hanno accelerato il processo di invaiatura degli acini di tutte le varietà medio-tardive, ad oggi alcuni campi di Allison, Autumncrisp®, Sugar Crisp™️, sono ad inizio invaiatura. Tuttavia, le condizioni meteorologiche avverse di maggio e giugno dell’anno scorso hanno causato una ridotta differenziazione delle gemme a fiore, influenzando negativamente la produttività della stagione attuale, specialmente nelle varietà più sensibili. 

In compenso, la campagna 2024 si distingue per l’ottima qualità delle produzioni. La maggiore efficacia del diradamento chimico, favorita dall’umidità presente durante il periodo della fioritura, ha infatti contribuito a ottenere migliori qualità e pezzatura degli acini, riducendo al contempo il bisogno di manodopera per il diradamento manuale.

Raccolta dell’uva da tavola 2024: quali varietà?

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Varietà Firestar™, agro di Noicattaro

Nella stagione attuale, si osserva un calo produttivo più significativo nelle varietà precoci. Varietà come Superior Seedless® Sugraone e ARRA Sugar Drop™️ (ARRA 30) mostrano un calo produttivo piuttosto elevato rispetto alla raccolta dell’uva da tavola dello scorso anno.

Per le varietà tardive, invece, la riduzione stimata è inferiore, con la cultivar Allison che potrebbe registrare un calo del 10-20% circa, a causa dell’elevato numero di gemme cieche, seguita da altre varietà come Italia la cui riduzione di produzione si attesta sul 20%. Ciononostante, tra le varietà di recente introduzione, spicca la Ruby Rush®, una cultivar seedless a bacca rossa precoce licenziata da Sun World, che al suo secondo anno di raccolta commerciale sta mostrando ottimi risultati produttivi negli areali pugliesi.

Dal punto di vista fitopatologico, quali sono oggi le sfide da affrontare nei vigneti?

L’annata corrente è stata relativamente tranquilla per quanto riguarda la presenza e la gestione di patogeni e parassiti nei vigneti di uva da tavola. È fondamentale, però, non abbassare la guardia. Al momento, dai rilievi effettuati in campo, sono state infatti osservate sporadiche infezioni di oidio, specialmente nei vigneti trattati in maniera poco uniforme e gestiti con meno attenzione. 

Discorso leggermente diverso per quanto riguarda invece la Lobesia botrana, meglio conosciuta come tignoletta della vite. Le operazioni di monitoraggio hanno rilevato una maggiore presenza di questo parassita, che richiede un monitoraggio più attento a causa dell’aumento della popolazione rispetto al passato. Nello specifico, risulta particolarmente importante monitorare dalla fase di ovideposizione per verificare l’azione della confusione sessuale. Tecnica che, molto funzionale in presenza di basse densità di popolazione, potrebbe tuttavia perdere efficacia a causa dell’uso di fitofarmaci diversi imposto dalle recenti normative fitosanitarie.

Accanto a questo, la confusione sessuale in atto rischia di alterare i dati provenienti dal monitoraggio, interferendo di conseguenza con la corretta applicazione degli insetticidi, ove necessario. Per questo motivo, ove possibile, è quindi consigliabile posizionare le trappole lontano dai diffusori di feromoni.  

Come si sta affrontando invece la questione siccità?

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Cultivar Scarlotta in invaiatura, agro di Castellaneta Marina

La siccità è una delle problematiche principali che sta interessando la coltivazione dell’uva da tavola e l’agricoltura del Sud Italia in generale. Nel comparto viticolo pugliese, la situazione varia notevolmente a seconda delle aree di produzione, che beneficiano di fonti idriche differenti. Nell’arco ionico, e nella zona foggiana e sud foggiana, la disponibilità idrica dipende principalmente dai consorzi di bonifica, che però non sempre riescono a soddisfare le esigenze delle aziende agricole. Al contrario, nel sud-est barese, l’approvvigionamento idrico è garantito dai pozzi freatici, che attualmente riescono a far fronte alle richieste delle aziende agricole. In questo momento non si stanno rilevando danni diretti sulle colture, se non per la carenza idrica indotta dall’importante sbalzo termico registrato negli scorsi giorni. Questo sbalzo termico, nonostante l’irrigazione, ha causato un aumento eccessivo della traspirazione delle piante, ponendole in uno stato di stress. In ogni caso, si tratta di effetti momentanei che si risolvono in breve tempo, senza incidere sulla resa produttiva delle piante.

Concludendo, quali sono le prospettive di mercato per questa stagione?

Per quanto riguarda l’andamento generale della campagna produttiva 2024, è ancora presto per esprimere un parere oggettivo, ma le prime impressioni sono positive. Anche le uve con semi, come la Vittoria, sono state vendute molto bene in campagna, lasciando un segnale incoraggiante per i produttori. Le aspettative dunque sono alte, ma solo il tempo potrà dire se questa sarà una stagione all’insegna del successo.

 

Donato Liberto
©uvadatavola.com

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