Regina di Puglia, volta al termine la terza edizione

Tra visite in campo, incontri B2B e analisi di mercato, la rassegna dedicata all’uva da tavola pugliese si conferma un modello di promozione territoriale e di dialogo

da Donato Liberto
regina di puglia

Si è conclusa ieri, presso il Palazzo della Cultura di Noicattaro (BA), l’edizione 2025 di Regina di Puglia, la rassegna nata su iniziativa dello stesso Comune e subito accolta con entusiasmo dai Comuni limitrofi riuniti nella rete “Le Terre dell’Uva”. Un’iniziativa avviata tre anni fa per sostenere un comparto in difficoltà, ma strategico per l’economia locale, con l’obiettivo di valorizzare un prodotto ortofrutticolo d’eccellenza come l’uva da tavola pugliese e il territorio da cui trae origine.

Inaugurata domenica 20 luglio, anche questa terza edizione dell’iniziativa si è confermata un successo, grazie a un programma articolato su più giornate, con visite aziendali e incontri B2B pensati per far conoscere da vicino la realtà produttiva pugliese a giornalisti e buyer. Un’occasione preziosa per raccontare, attraverso il territorio e le persone che lo vivono ogni giorno, la storia di un prodotto ortofrutticolo che pone l’Italia al primo posto in Europa e al terzo nel mondo per volumi di produzione. Una leadership in cui la Puglia gioca un ruolo più che determinante, concentrando circa due terzi dell’intera produzione nazionale di uva da tavola.

Riflettori accesi sul comparto con “Regina di Puglia”

A confermare il valore dell’iniziativa sono state anche le parole del sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato, che nel convegno conclusivo ha ricordato come sin dalla sua prima edizione Regina di Puglia sia riuscita ad accrescere l’attenzione e il coinvolgimento di produttori e amministrazioni. “Un’esperienza – ha dichiarato – che ci ha portato, anno dopo anno, a credere sempre di più nel progetto, permettendo alle amministrazioni di comprendere a fondo le problematiche del comparto e di affrontarle insieme a produttori e associazioni di categoria”. Un percorso che ha fatto maturare consapevolezza, ma che – secondo il sindaco – oggi richiede un passo avanti: “Bisogna aprirsi a nuovi scenari. Immagino la costituzione di un consorzio che metta insieme pubblico, privato e associazioni di categoria, per sviluppare nuove idee e strategie capaci di valorizzare l’uva da tavola pugliese dentro e fuori dai confini nazionali”.

Dalla voce del primo cittadino di Noicattaro si è poi passati all’analisi dei numeri, fondamentali per comprendere dove il comparto si sta dirigendo. A guidare questa lettura è stato Mario Schiano Lo Moriello, in rappresentanza di Ismea, che con la sua relazione ha offerto una panoramica a 360° su produzione ed export di uva da tavola negli ultimi anni. Dati alla mano, il suo intervento ha messo in evidenza non solo le dinamiche di mercato, ma ha anche tracciato un identikit del consumatore medio di uva da tavola, aprendo a riflessioni concrete: dai competitor internazionali emergenti, alle strategie per stimolare i consumi interni, come il rilancio dell’acquisto d’impulso attraverso una revisione del packaging.

regina di puglia 2025

In foto Mario Schiano Lo Moriello presenta le statistiche elaborate da ISMEA

Sulle potenzialità strategiche di Regina di Puglia si è soffermato anche Piero Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, richiamando l’importanza dell’evento per fare leva sulla valorizzazione di questo prodotto: “L’agricoltura è un settore storicamente lento nei cambiamenti. Oggi, invece, tutto è più veloce, il consumatore è costantemente condizionato da pubblicità e comunicazione. In uno scenario così competitivo, un progetto come Regina di Puglia non può che fare bene, promuovendo un prodotto d’eccellenza come l’uva da tavola pugliese.”

Restando sul tema della valorizzazione, l’assessore all’Agricoltura del Comune di Noicattaro, Vito Fraschini, ha presentato i risultati di un’indagine condotta in alcune insegne della GDO di Milano, Bologna, Roma e Napoli. L’analisi ha messo in luce dati utili sia per i produttori – che possono puntare a una maggiore brandizzazione del prodotto – sia per la distribuzione, chiamata a valorizzare meglio l’origine e la qualità dell’uva da tavola pugliese con strategie comunicative più efficaci e mirate.

A chiudere la mattinata, presso il Palazzo della Cultura di Noicattaro, è stato un momento di dialogo tra filiera produttiva e distribuzione, che ha visto protagonisti Michele Laporta, presidente del consorzio Uva di Puglia IGP, e Germano Fabiani, responsabile ortofrutta di Coop Italia. Un confronto che ha messo a fuoco non solo le prospettive commerciali dell’uva da tavola pugliese nei canali della GDO, ma anche la necessità di accompagnare il prodotto fino al consumatore finale mantenendone integra l’identità. Un’identità fatta di origine, qualità e narrazione, che va comunicata con coerenza per distinguersi nel contesto competitivo dell’offerta ortofrutticola. Un momento di sintesi che ha confermato quanto sia essenziale costruire un dialogo stabile tra produzione e distribuzione, per dare all’uva da tavola pugliese non solo maggiore visibilità, ma anche il riconoscimento che merita sul mercato.

 

Donato Liberto
© uvadatavola.com

Articoli Correlati