Indice
- I danni a causa della siccità in Puglia si aggireranno, secondo le stime, attorno al miliardo di euro in poco più di due anni, con raccolti dimezzati
- L’emergenza dall’arco jonico tarantino al Barese
- Il caso degli invasi che servono la Capitanata
- Un’emergenza che si ripete
- L’istituzione di un tavolo permanente in Puglia permetterà così di affrontare un problema atavico per la Regione
Sono servite le mobilitazioni degli agricoltori delle scorse settimane per far sì che la Regione Puglia attivasse un tavolo regionale permanente per l’emergenza idrica. A istituirlo ci ha pensato l’Assessore all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, che ha chiamato a partecipare il Presidente del Consorzio Unico Centro-Sud, Francesco Ferraro, il direttore tecnico di Acque del Sud, Vito Colucci, il Consorzio della Capitanata con il presidente Giuseppe De Filippo, oltre a Coldiretti Puglia, con il presidente Alfonso Cavallo. Il prossimo incontro per definire le azioni da mettere in piedi contro la siccità in Puglia è stato fissato per il 30 luglio.
Le colture pugliesi, dall’uva da tavola all’uva da vino fino al grano duro, i pomodori da industria, gli ulivi e i clementini stanno soffrendo ancora a causa della perdurante mancanza d’acqua, dovuta sì alla siccità ma anche a seri problemi infrastrutturali. Un evento critico che sta colpendo duramente alcune aree della Regione, tra cui in maniera particolare l’arco jonico, tra i territori di Castellaneta e Palagianello, nel Tarantino.

I danni a causa della siccità in Puglia si aggireranno, secondo le stime, attorno al miliardo di euro in poco più di due anni, con raccolti dimezzati
Numeri che spaventano gli agricoltori, per i quali si preannunciano mesi difficili e dei quali ha discusso l’assessore regionale in un’intervista rilasciata al quotidiano L’Edicola del Sud, in cui ha esplicitato la prossima mossa per salvare le coltivazioni regionali. Secondo Pentassuglia, la soluzione sarebbe quella di utilizzare l’acqua dei depuratori. “Per esempio, l’impianto di Bari con i suoi 600mila abitanti può essere utilizzato per le colture come quella dell’uva da tavola – ha dichiarato l’assessore – È chiaro che siamo in emergenza, questa è acqua di soccorso. Ma i Comuni, come Triggiano e Noci, possono usare questo tipo di acqua che altrimenti sarebbe utilizzata solo per innaffiare parchi pubblici e giardini”.
Tra le richieste avanzate nella prima riunione del tavolo permanente si è discusso sull’efficientamento delle reti di adduzione e scolo, sul completamento degli impianti incompiuti, sulla manutenzione straordinaria sugli impianti irrigui collettivi (compresi i pozzi e le reti di distribuzione di acqua potabile nelle aree rurali) e infine, la parte più politica, sul rinnovo degli accordi con le Regioni Basilicata, Molise e Campania.
L’emergenza dall’arco jonico tarantino al Barese
Negli ultimi giorni sono state attuate alcune misure necessarie nel Tarantino. Tra le altre cose, è stata aperta la traversa per far arrivare acqua direttamente dal fiume Tara e si è proceduto all’installazione di una pompa da 300 litri al secondo per prendere l’acqua dal fiume Bradano. “Interventi emergenziali che però non risolvono il problema della mancanza di acqua, con accordi con la Basilicata che andrebbero radicalmente rivisti”, hanno ribadito dall’associazione di categoria.
Il caso della diga di San Giuliano, nel Materano, è emblematico in tal senso. “Dall’invaso, infatti, per metà di proprietà della Regione Puglia – ha ribadito l’Assessore Pentassuglia – non abbiamo ricevuto una goccia d’acqua, a causa di una frana”. Stando agli ultimi dati forniti dall’Autorità di bacino della Basilicata nella diga lucana sono presenti 20,3 milioni di metri cubi di acqua, un valore in forte calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando ne conteneva 65,3 milioni di metri cubi.

La diga di San Giuliano, nel Materano
Un problema che sta portando complicazioni anche nella Città metropolitana di Bari. Coldiretti Puglia ha sottolineato i problemi che gravano sugli agricoltori, “Persistono disservizi nel Comune di Noci sui pozzi “Lamadacqua”, “Madonna della Scala”, “Scarciulli” e “San Giacomo”, ma anche in quello di Putignano, dove per vari fattori tra cui la carenza del personale, l’apertura dei pozzi è limitata a giorni alterni per sola mezza giornata, dalle 7 alle 14, una tempistica del tutto insufficiente”.
Il caso degli invasi che servono la Capitanata
Gli invasi da cui arriva l’acqua nella Capitanata si stanno svuotando giorno dopo giorno. “È stato d’emergenza in Puglia con i quantitativi di acqua più che dimezzati rispetto allo scorso anno – ha sottolineato Coldiretti Puglia – e gli invasi artificiali del foggiano che registrano 170,24 milioni di metri cubi d’acqua in meno”. In effetti, se si va a vedere la situazione dei quattro invasi del Consorzio per la Bonifica della Capitanata nello stesso periodo dello scorso anno la situazione allarmante si fa evidente.
| Diga | Capacità idrica 19/7/24 | Capacità idrica 19/7/23 |
| Invaso e diga di Occhito sul Fortore | 86,4 milioni di metri cubi | 206,9 milioni di metri cubi |
| Diga di Marana Capacciotti | 13,6 milioni di metri cubi | 41,9 milioni di metri cubi |
| Invaso di Capaccio sul Celone | 2,4 milioni di metri cubi | 10,1 milioni di metri cubi |
| Diga di San Pietro sull’Osento | 1,2 milioni di metri cubi | 12,4 milioni di metri cubi |
Un’emergenza che si ripete
“Si deve andare oltre l’emergenza – ha sottolineato Coldiretti – perché a causa delle reti colabrodo va perso un litro di acqua su due, uno spreco che non ci si può permettere”. Le opere irrigue, infatti, molte volte si presentano incomplete, in stato precario e con perdite insostenibili. Per gli invasi, come ha ribadito l’associazione, c’è invece bisogno di una riqualificazione, ampliamento e ammodernamento.
Le temperature già elevate al Sud Italia, fin dall’inverno, hanno reso la situazione degli invasi da cui arriva l’acqua in Puglia più critica, compromettendo alla lunga anche le colture, come quella del clementino e del grano duro. Giugno ha visto temperature oltre la media al Meridione, mentre il Nord ha sofferto a causa di numerose piogge e temperature più fresche. Lo si evince anche dalla distribuzione delle precipitazioni nel mese scorso.

Il livello di saturazione del suolo in Italia a giugno (Fonte: EUMETSAT)
L’indice di saturazione del terreno mostra proprio la grave mancanza di acqua che affligge la Puglia, parte della Basilicata e soprattutto la Sicilia. “La Puglia ha il triste primato nazionale di essere la Regione d’Italia dove piove meno – ha ribadito Coldiretti Puglia – ma quando piove in maniera anche violenta, l’acqua non viene raccolta per la mancanza di invasi utili a conservarla”.
L’istituzione di un tavolo permanente in Puglia permetterà così di affrontare un problema atavico per la Regione
Il 30 luglio, come detto, ogni ente o associazione presente al tavolo regionale presenterà un report, da cui si procederà a prendere decisioni e misure utili per affrontare la situazione. “Dobbiamo proteggere e sviluppare il settore agricolo – ha ribadito l’assessore Pentassuglia – considerando che ormai abbiamo colture intensive che hanno bisogno di acqua. Un patto con gli agricoltori che non può essere disatteso”.
Silvio Detoma
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