Spinosad e pyrimethanil: approvati i rinnovi

Il via libera è giunto a fine gennaio dal Comitato permanente UE sui fitofarmaci. Ora però restano da capire testi finali, eventuali condizioni e implicazioni operative

da Ilaria De Marinis
spinosad uva

Quattro approvazioni, due rinvii e un no: è il bilancio delle sette proposte arrivate al voto nella riunione del Comitato permanente SCoPAFF – Sezione Phytopharmaceuticals – Legislation – del 20 e 21 gennaio 2026, di cui sono ora disponibili i risultati. Passano spinosad e pyrimethanil – insieme a 1-methylcyclopropene e sulfuryl fluoride – mentre slittano le decisioni su clofentezine e sulfoxaflor. Stop, invece, al pacchetto dei long chain alcohols, una “categoria” di sostanze (alcoli a lunga catena) che il Comitato non ha avallato.

Per l’uva da tavola, però, i riflettori si accendono soprattutto su due votazioni: quelle che riguardano spinosad e pyrimethanil. Una buona notizia, specialmente in un contesto di pressione fitosanitaria crescente e di standard di mercato sempre più esigenti. 

Spinosad: rinnovo approvato

Per quanto riguarda lo spinosad, lo SCoPAFF ha dato l’ok al rinnovo dell’approvazione con un progetto di regolamento di esecuzione della Commissione, nel quadro del Reg. (CE) 1107/2009 e con aggiornamento del Reg. (UE) 540/2011. Il voto è passato senza una stretta immediata sulle condizioni d’uso: due Stati membri si sono espressi contro, ma la maggioranza ha approvato.

Per chi lavora in vigneto, la conferma non è marginale. Spinosad è una sostanza impiegata per il controllo di fitofagi come Frankliniella occidentalis e altre specie di tripidi.

Detto questo, l’esito della votazione non chiude il capitolo tecnico. L’aggiornamento EFSA più recente – richiesto anche per rivedere aspetti specifici del profilo di rischio, tra cui la valutazione sul possibile interferente endocrino (cioè l’eventuale capacità di alterare il sistema ormonale) – evidenzia infatti lacune e punti di attenzione che, per l’uva, si concentrano su un tema sensibile: gli impollinatori. In pratica: il rinnovo c’è e non porta scossoni immediati, ma la stabilità nel tempo si gioca su due piani concreti. Da un lato, misure di mitigazione applicabili (timing, gestione delle fioriture spontanee nell’interfila, attenzione a deriva e condizioni operative). Dall’altro, la tenuta del dossier nei prossimi passaggi e di conseguenza ciò che può emergere nei riesami successivi.

Frankliniella-occidentalis-spinosad

Frankliniella occidentalis su vite

Ammesso anche il pyrimethanil

Come anticipato, il Comitato ha approvato anche il rinnovo dell’approvazione del pyrimethanil. Il un voto può dirsi sostanzialmente compatto: un solo Paese contrario (verosimilmente la Danimarca), mentre la maggioranza degli Stati membri si è espressa a favore.

Dal punto di vista tecnico, parliamo di un fungicida storicamente legato alla gestione della muffa grigia (Botrytis cinerea), impiegato da fioritura/allegagione in avanti e poi verso pre-raccolta. Proprio perché è una sostanza utilizzata da anni, però, il tema resistenze resta centrale: B. cinerea è un patogeno ad alta variabilità e la pressione selettiva, se non governata, può erodere efficacia e affidabilità di campo.

C’è poi un punto che riguarda più direttamente la filiera: residui e trasformati. Nell’istruttoria EFSA compaiono richieste di dati aggiuntivi per definire i processing factors (cioè come i residui possono concentrarsi o ridursi durante la lavorazione) per matrici come succo, mosto, uvetta e vinacce/pomace, perché i dati disponibili non risultavano pienamente coerenti con quanto emerso nelle prove in campo. 

Sul pyrimethanil, però, il capitolo non è chiuso. EFSA ha già espresso pareri mirati sull’uva da tavola nell’ambito di richieste di modifica dei LMR: un segnale che, anche dopo il rinnovo, il baricentro si sposta dall’esito politico alla sostanza tecnica – condizioni d’impiego, robustezza dei dati e gestione della conformità (e del rischio residui) lungo tutta la filiera, dal campo al prodotto finito.

Cosa cambia?

Il voto SCoPAFF è un passaggio decisivo, ma non l’ultimo. Ora la palla passa alla Commissione che chiarirà durata del rinnovo, eventuali vincoli, obblighi informativi, formulazioni definitive. E sarà qui che si misurerà l’impatto reale, perché è il testo finale a trasformare un orientamento politico in regole operative e a dire, concretamente, che cosa cambia in campo.

 

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

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