Uve tardive, un bilancio che sa di successo

A sancirlo, buone quotazioni, ottima qualità e clima favorevole. Ne parliamo con Onofrio Lilla, CEO di “Lilla & Giuliani”, azienda produttrice ed esportatrice di Polignano a Mare (BA)

da uvadatavoladmin
uve tardive lilla e giuliani 2024

Per l’annata 2024 i pareri sembrano convergere verso un’unica visione condivisa: il bilancio finale della stagione dell’uva da tavola appena conclusa è un successo. Buone quotazioni, ottima qualità e clima favorevole hanno infatti premiato le uve tardive che, anche sui mercati esteri, hanno saputo trovare il loro spazio e conquistare i consumatori.

Avviata con un anticipo di 20 giorni, la campagna dell’uva da tavola quest’anno ha trovato nel clima caldo e asciutto un alleato prezioso che ha garantito qualità e tenuta in campo dei grappoli. Forti di questo e di una domanda superiore all’offerta, le produzioni hanno quindi spuntato prezzi superiori alle aspettative, irridendo alle stagioni passate e salutando quella corrente con entusiasmo e soddisfazione.

Non diverso il bilancio per il mondo della commercializzazione e dell’esportazione che ha trovato anche all’estero un’accoglienza favorevole e una buona risposta alla qualità delle uve italiane. A testimoniarlo Onofrio Lilla, CEO di Lilla & Giuliani, azienda all’attivo fin dagli anni 70 nell’ambito della produzione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli esportati in tutta Europa. Il gruppo ha sede nella città di Polignano a Mare (BA) e comprende aziende agricole che, nell’ambito della produzione di uva da tavola, coltivano oggi più di 100 ettari con varietà sia con semi che apirene.

uve tardive lilla e giuliani

Provando a tracciare un bilancio conclusivo, come è andata la stagione 2024 delle uve tardive?

Come evidente, è stata una stagione molto positiva. Un po’ in tutti gli areali, la partenza è avvenuta con un anticipo di 15-20 giorni rispetto al previsto: a differenza degli altri anni quando si iniziava a metà settembre, quest’anno la raccolta delle varietà tardive ha preso il via già verso la fine del mese di agosto. Tutto questo per via delle condizioni climatiche registrate nei nostri areali che, inoltre, sia nella fase primaverile che in quella estiva hanno inciso su altri fattori. In particolare, hanno limitato i volumi prodotti entro un range che va dal 30 al 50% e ridotto il peso specifico delle uve. Un fenomeno che tuttavia non è stato solo italiano, ma ha riguardato tutte le aree di produzione viticola europee, dalla Spagna alla Grecia, determinando una minore disponibilità di prodotto e di conseguenza un incremento significativo dei prezzi di vendita che oggi (30 ottobre ndr) si attestano ancora alti.

Anche dal punto di vista della qualità, il clima si è rivelato cruciale: l’assenza di avversità metereologiche, infatti, ha permesso di ottenere buoni risultati e uve qualitativamente ottimali. Nel complesso, ci sono state varietà che hanno performato meglio di altre, prima fra tutte l’AutumnCrisp® che ha dato risultati davvero soddisfacenti, e poi tutte le seedless in generale. Al contrario di varietà come l’Italia con la quale invece si è riscontrato qualche problema, specialmente a seguito delle temperature molto elevate di questa estate.

Tornando al mercato, qual è stata la risposta all’estero? 

La richiesta di uva quest’anno è risultata molto elevata, a fronte tuttavia di una disponibilità di prodotto ridotta. Nel nostro caso, oltre al mercato nazionale, i principali sbocchi sono stati Paesi come Svizzera, Austria, Germania, Belgio e alcuni Stati dell’Est. A differenza della prima fase della stagione, durante la quale abbiamo riscontrato molta pressione perché l’uva era giunta a maturazione molto velocemente, da fine agosto in poi c’è stata una svolta importante che ha permesso di proseguire la stagione in scioltezza. Concludendo, direi che la stagione dell’uva da tavola 2024 è stata positiva per tutti gli attori della filiera, non solo dunque per la parte commerciale, ma anche per il mondo produttivo. Remunerazioni importanti come quelle ottenute quest’anno spingono i produttori a investire in nuove produzioni, ma soprattutto a lavorare affinché si ottenga una qualità sempre maggiore. E questo è un bene non solo per la crescita del comparto, ma anche per raggiungere standard tali da risultare sempre più competitivi sul mercato.

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

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