Il ritorno di freddo che ha investito la Puglia nei giorni scorsi non ha portato solo qualche danno ai vigneti, ma anche un vento di polemica. Dopo la pubblicazione del nostro articolo sui danni contenuti, in tanti sono insorti, attraverso foto e messaggi che raccontavano un’altra versione della storia. A suscitare l’acceso dibattito sui social soprattutto la situazione riscontrata nel territorio di Grottaglie (TA) e nei comuni limitrofi, dove le conseguenze sono state molto più gravi. Qui, le temperature rigide, unite all’assenza di vento, hanno infatti causato danni significativi alle varietà più precoci, mettendo a dura prova la stagione produttiva.
Come chiarito da un agronomo della zona, “il territorio di Grottaglie è molto esteso e da zona a zona il clima cambia: le zone più colpite sono state Carosino, San Giorgio Ionico, Monteiasi e San Marzano di San Giuseppe. Queste zone, caratterizzate da un’altitudine modesta e da una scarsa ventilazione, hanno subito un abbassamento repentino della temperatura, che ha determinato danni significativi ai vigneti. Le gelate notturne, in assenza di vento, hanno creato le condizioni ideali per la formazione di brina e il conseguente danneggiamento dei tessuti vegetali più giovani e sensibili”.
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Danni da freddo in un vigneto della varietà Superior Seedless® in agro di Grottaglie (TA)
Il ritorno di freddo colpisce le precoci Superior e Arra 30
Tra le cultivar maggiormente colpite si segnalano la Superior Seedless® e l’Arra 30 Sugar Drop™, entrambe particolarmente vulnerabili ai ritorni di freddo. A subire ripercussioni, sebbene in misura minore, grazie alla sua maggiore fertilità e capacità di compensazione produttiva, anche la varietà Vittoria. In ultimo, danni più marcati si sono rilevati in vigneti non protetti da teli di copertura.
“Si tratta di condizioni che incidono sulla pianta – come chiarito dall’esperto – traducendosi in una compromissione significativa della produttività. A livello produttivo, la gelata avrà un impatto diretto sulla resa di questo areale produttivo, con una riduzione della produzione per le varietà Superior e Arra 30. Tuttavia, la vitalità delle piante non sembra compromessa. Per la prossima annata, sarà fondamentale monitorare la ripresa vegetativa e adottare strategie mirate per stimolare l’emissione di nuovi germogli fertili. In particolare, nel caso delle varietà in questione, la capacità di generare nuovi tralci per la potatura del prossimo anno sarà un fattore chiave per il recupero della produzione”.
Ancora rischi?
A fronte del ritorno di freddo dei giorni scorsi, ora preoccupa anche la presenza di venti forti, che potrebbero aggravare ulteriormente lo stato delle piante già danneggiate. Gli agricoltori guardano con apprensione alle prossime settimane, sperando in condizioni climatiche più favorevoli per consentire ai vigneti di riprendersi. Tuttavia, resta sempre l’incognita sulle reali conseguenze determinate da questo ritorno di freddo, che – stando alle prime stime – potrebbe aver compromesso la produzione 2025 dell’uva da tavola di alcuni territori.
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Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com