Uva da tavola sotto assedio: il Consorzio di Canicattì alza la voce

Il presidente Lo Sardo e il vicepresidente Giglia dal prefetto di Agrigento per difendere lavoro, territorio e legalità di un comparto alle prese con furti e mercati irregolari

da Ilaria De Marinis
uva da tavola consorzio

L’uva da tavola non è soltanto un frutto: è la spina dorsale di intere comunità. In particolare in Sicilia, dove tra i filari delle campagne agrigentine si concentra un’eccellenza italiana riconosciuta a livello europeo: l’Uva Italia IGP di Canicattì. Una produzione che parla di tradizione, qualità, fatica quotidiana e, sempre più spesso, di minacce che mettono a rischio non solo le aziende, ma l’intero sistema agricolo locale.

Da una parte ci sono i furti nei vigneti: sistematici, frequenti, devastanti per chi lavora tutto l’anno per portare a maturazione un prodotto di qualità. Dall’altra, cresce il fenomeno dell’uva non tracciata, spesso proveniente da circuiti illeciti e venduta senza alcuna garanzia, né per i produttori né per i consumatori. Due problemi diversi, ma collegati: entrambi danneggiano chi lavora onestamente e alimentano un mercato parallelo dove a vincere è l’illegalità.

È in questo contesto che si inserisce l’incontro tra il Consorzio di Tutela dell’Uva da Tavola di Canicattì IGP e il prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo. Un confronto voluto e necessario.

Il grido d’allarme dei produttori di uva da tavola: “Così non si può più andare avanti”

A rappresentare il Consorzio sono stati il presidente Marsello Lo Sardo e il vicepresidente Giovanni Giglia, che hanno portato all’attenzione delle istituzioni le gravi difficoltà vissute quotidianamente dai produttori. I furti, sempre più organizzati, non solo colpiscono il reddito delle imprese, ma creano un clima di insicurezza che scoraggia gli investimenti e rende vulnerabili interi territori.

E quando i grappoli rubati entrano in circolazione, spesso finiscono per alimentare mercati irregolari. È qui che entra in gioco l’altro fronte della battaglia: l’uva non tracciata, come quella sequestrata di recente al mercato di Catania. Merce che sfugge a ogni controllo, che danneggia i produttori onesti e mette a rischio la salute dei consumatori.

uva da tavola non tracciata (1)

Il prefetto promette più controlli e collaborazione: ma basta?

Il prefetto Caccamo ha ribadito il massimo impegno delle forze dell’ordine e ha promesso un’intensificazione dei controlli, soprattutto nel periodo della raccolta, il più delicato per la filiera. Si è parlato anche della possibilità di coinvolgere istituti di vigilanza privata, come ulteriore strumento di deterrenza e protezione nelle aree rurali più esposte.

Tuttavia, è chiaro che la repressione da sola non basta. Come ribadito dal prefetto è fondamentale una maggiore collaborazione da parte dei produttori, invitandoli a denunciare episodi sospetti e a fare rete per proteggere insieme un bene comune.

Difendere il territorio, tutelare il lavoro, proteggere la qualità dell’uva da tavola siciliana

Il Consorzio non si limita alla denuncia. Durante l’incontro, ha ribadito il suo ruolo come presidio attivo di legalità e qualità, rappresentando un’intera filiera che vuole essere competitiva, trasparente e sostenibile. Difendere l’Uva Italia IGP significa difendere un’economia agricola sana, costruita su regole e impegno quotidiano.

È anche una battaglia culturale: contro l’indifferenza, contro il silenzio, contro la normalizzazione di pratiche illegali che troppo spesso vengono tollerate. Per questo il Consorzio ha ringraziato le istituzioni per l’ascolto ricevuto, ma ha anche lanciato un messaggio chiaro: la legalità si coltiva, come l’uva. E va protetta, ogni giorno.

Ora le proposte ci sono, la volontà sembra esserci. Ma la vera sfida sarà la concretezza. Servono azioni rapide, visibili, efficaci. I produttori non possono più aspettare: l’uva non può diventare un bene da proteggere con le inferriate. Il comparto ha bisogno di sentirsi al sicuro per continuare a investire e a offrire qualità. Non è solo una questione agricola, ma di giustizia, economia e rispetto.

 

Ilaria De Marinis
© uvadatavola.com

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