In un comparto sempre più affollato di referenze, marchi e promesse di valore, l’origine certificata torna a giocare un ruolo strategico. Non solo come garanzia formale, ma come elemento capace di orientare le scelte della distribuzione e costruire fiducia nel consumatore. È su questo terreno che si muove la presenza del Consorzio Uva di Puglia IGP a Marca Fresh 2026, appuntamento di riferimento per il dialogo tra produzione e GDO in programma a Bologna dal 14 al 15 gennaio prossimi.
Il Consorzio pugliese sarà al Padiglione 19 – Stand C46, dove intende proporsi come interlocutore per buyer e operatori interessati a modelli di valorizzazione che superino la logica della competizione esclusivamente basata sul prezzo. L’obiettivo? Raccontare il valore dell’origine certificata non solo come garanzia, ma come fattore di attrazione per il consumatore e leva di posizionamento per il reparto ortofrutta.
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Un disciplinare come patto di filiera
Alla base dell’Uva di Puglia IGP c’è infatti un impegno collettivo che coinvolge circa 40 mila ettari di superficie produttiva, regolato da un disciplinare condiviso che definisce standard, regole e responsabilità lungo tutta la filiera. Non si tratta solo di un sistema di controllo, ma di un modello organizzativo che consente alla distribuzione moderna di contare su un’offerta coerente, affidabile e riconoscibile nel tempo. Elementi sempre più cruciali nella gestione della categoria e nella costruzione di una relazione di fiducia con il consumatore finale, oggi più attento alla provenienza, alla trasparenza e alla storia dei prodotti che acquista.

Dialogo con la GDO e costruzione di valore
La partecipazione a Marca Fresh rientra in una strategia più ampia di confronto strutturato con la distribuzione, orientata alla costruzione di valore nel punto vendita attraverso identità chiare, posizionamenti distintivi e progetti di marketing capaci di rafforzare la relazione con il consumatore. In questo contesto, il Consorzio sarà protagonista anche nell’Agorà di Marca Fresh, durante l’evento “Un racconto di filiera”, momento di dialogo tra produzione e distribuzione. Michele Laporta, Presidente del Consorzio Uva di Puglia IGP, interverrà nel panel per condividere riflessioni su identità di prodotto, valorizzazione dell’origine e costruzione di offerte distintive basate su un patto di filiera trasparente e condiviso. “L’Indicazione Geografica Protetta è uno strumento che crea valore lungo tutta la catena” – ha ribadito. “Non è solo una certificazione, ma un impegno concreto del territorio che permette di offrire alla GDO e al consumatore un prodotto riconoscibile, affidabile e capace di distinguersi nel tempo”.
Di qui l’invito a buyer e operatori a incontrare il team allo stand per approfondire dati, progetti e prospettive, e a partecipare al confronto per contribuire allo sviluppo di un’ortofrutta sempre più orientata a identità, qualità e valore condiviso.
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Ilaria De Marinis
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