Gasolio agricolo: torna l’allarme costi

A lanciarlo Confagricoltura a fronte della riacutizzazione del conflitto con l’Iran: "Le nostre imprese rischiano rincari fino a 2 miliardi di euro"

da Ilaria De Marinis
gasolio agricolo

Il costo del gasolio agricolo continua a salire. È l’allarme lanciato da Confagricoltura, che nei giorni ha voluto richiamare l’attenzione sull’impatto delle tensioni mediorientali sui costi sostenuti dalle imprese agricole. L’organizzazione avverte che la nuova fiammata dei prezzi arriva “nel momento più delicato della stagione: quello delle concimazioni”, cioè nella fase in cui le aziende entrano nel pieno delle lavorazioni primaverili e hanno minori margini di assorbimento degli aumenti. A incidere la crisi innescata dalla riacutizzazione del conflitto con l’Iran, che ha rimesso sotto pressione petrolio e derivati, trasferendo rapidamente le tensioni internazionali sui costi vivi delle aziende agricole.

I numeri indicati da Confagricoltura Puglia danno la misura della pressione: “il gasolio agricolo è passato da circa 80 centesimi a oltre 1,20 euro al litro”, mentre l’urea “è balzata in soli dieci giorni da circa 50 a oltre 70 euro al quintale”. Nella nota si sottolinea inoltre che, proprio a causa del rincaro, “molti produttori sono costretti a tenere i trattori fermi in garage in attesa di un ribasso dei prezzi”. È un passaggio che restituisce con efficacia il punto critico di queste settimane: l’aumento degli input non si scarica a consuntivo, ma interviene mentre le decisioni tecniche devono essere prese e attuate. 

Un conto che si allarga oltre il carburante

L’organizzazione parla di “aumento indiscriminato del gasolio agricolo” e lo colloca in “un momento particolarmente sensibile per le imprese agricole”, con l’avvio della fase in cui “si intensificano gli interventi agronomici”. Sulla base delle previsioni Eurostat richiamate, la spesa delle imprese agricole italiane per energia e fertilizzanti – a detta di Confagricoltura – si colloca intorno ai 6 miliardi di euro, mentre l’aggravio dei costi di produzione, in caso di rincari del 30-40%, potrebbe arrivare fino a 2 miliardi.

In altre parole: il rialzo del gasolio non resta confinato alla voce carburanti, ma si somma alla tensione già in atto su fertilizzanti e altri mezzi tecnici. Ne deriva una compressione dei margini che colpisce le aziende nella fase in cui più intensa è la domanda di liquidità operativa. Per le imprese cerealicole, ma non solo, il rischio è di entrare nella campagna con costi ricalcolati al rialzo proprio mentre le finestre tecniche si restringono. Le organizzazioni agricole leggono in questa dinamica non soltanto l’effetto della crisi energetica, ma anche la possibilità che nelle filiere distributive si innestino spinte speculative. Non a caso, oltre a Confagricoltura, anche Coldiretti e altre sigle dell’agroalimentare hanno chiesto misure urgenti al Governo: dal ripristino di un credito d’imposta sui carburanti all’ipotesi di accise mobili, fino a un rafforzamento dei controlli contro le speculazioni. Nel frattempo, al Mimit è stata riattivata la Commissione di allerta rapida per monitorare l’andamento dei prezzi e fornire riscontri tempestivi all’esecutivo.

gasolio agricolo mimit

Un momento della riunione della Commissione Allerta Rapida, convocata lo scorso 13 marzo al Mimit per analizzare i possibili effetti dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici e sui prodotti di consumo

La crisi energetica torna nei campi

Lo sfondo resta quello della nuova instabilità sul mercato petrolifero. Reuters, agenzia di stampa internazionale specializzata in economia e mercati, ha riferito che – nella giornata di ieri (15 marzo ndr) il Brent è salito fino a 105,87 dollari al barile, in un contesto segnato dai timori per le infrastrutture energetiche del Medio Oriente e per i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Si tratta di una dinamica che riporta l’energia al centro del costo agricolo in una fase già complessa per la gestione aziendale. Se le quotazioni del Brent dovessero stabilizzarsi tra 90 e 100 dollari al barile, l’impatto potrebbe estendersi oltre il costo del carburante, riflettendosi anche su inflazione, costo del denaro, credito agrario e trasporti. Allo stesso modo, eventuali interruzioni o deviazioni nelle rotte del Golfo e del Mar Rosso rischiano di mantenere elevati noli e premi assicurativi, con ricadute dirette sui costi di importazione di fertilizzanti, mangimi e componenti chimici.

Per questo Confagricoltura chiede un intervento rapido, sollecitando sul piano nazionale misure capaci di fermare “ogni speculazione che rischia di schiacciare un comparto già sofferente”. Tra i punti indicati con maggiore urgenza rientrano interventi fiscali sul carburante agevolato, il rafforzamento delle garanzie pubbliche sulle linee di credito per capitale circolante e acquisto input, oltre a una semplificazione delle procedure amministrative legate all’assegnazione del gasolio agevolato. Proprio su questo fronte, alcune sedi provinciali di Confagricoltura hanno denunciato ritardi nell’assegnazione dell’UMA, un collo di bottiglia burocratico che nelle fasi più acute può accentuare la tensione sul mercato e generare vere e proprie corse al rifornimento. In gioco non c’è soltanto il prezzo del pieno, ma la tenuta economica di una campagna che si apre sotto la pressione simultanea di carburanti, fertilizzanti e volatilità energetica.

A pesare, inoltre, è il ritorno della variabile fertilizzanti: se le attuali pressioni rialziste dovessero consolidarsi nel secondo trimestre, il combinato disposto tra gasolio caro e input chimici più costosi rischierebbe di stringere ulteriormente i margini proprio durante semine, concimazioni e trattamenti. Da qui la richiesta, sempre più insistente, di una rete di sicurezza più strutturata: meccanismi fiscali mobili per sterilizzare gli sbalzi più violenti, semplificazioni rapide sulle dotazioni agevolate e una politica industriale capace di ridurre, nel medio periodo, la dipendenza delle aziende agricole dagli shock energetici esterni.

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

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