Sicilia agricola, Auteri: tre generazioni di visione agricola

Dalle prime arance di famiglia ai mercati europei, passando per scelte coraggiose e visione di lungo periodo: Carolina Auteri - Communication Manager di “Auteri - Meraviglie di Natura” racconta una realtà oggi diventata riferimento per il comparto

da Ilaria De Marinis
sicilia agricola

Crescere restando fedeli alle proprie radici, senza rinunciare alla spinta dell’innovazione. È questa, in sintesi, la traiettoria che sin dagli albori accompagna Auteri, una delle realtà produttive più strutturate e riconoscibili della Sicilia agricola. Un’azienda che oggi conta circa 600 dipendenti, migliaia di ettari coltivati, oltre 50 agricoltori rappresentati e una presenza consolidata sui principali mercati europei – dalla Francia al Belgio, dalla Svizzera alla Germania, fino all’Olanda e ad altri Paesi.
Una storia che attraversa tre generazioni e che si è evoluta seguendo un principio semplice, ma tutt’altro che scontato: investire in qualità, innovazione e sostenibilità, restituendo al consumatore un prodotto che non sia soltanto buono, ma anche coerente con un sistema produttivo responsabile. Non a caso, i moderni stabilimenti certificati, i protocolli a ridotto impatto ambientale e la rigorosa selezione varietale sono oggi i pilastri di un modello che mira a portare sulle tavole europee non semplici prodotti, ma vere e proprie “Meraviglie di Natura”, come recita il payoff aziendale. A raccontarci questa visione, insieme alla storia e alle prospettive future dell’azienda, punto di riferimento nella Sicilia agricola, è Carolina Auteri, Communication Manager di “Auteri – Meraviglie di Natura”.

Torniamo alle origini: come nasce la vostra realtà nel cuore della Sicilia agricola?

La nostra storia comincia molto presto, quando Giuseppe Auteri, a soli diciotto anni, decide di avviare una piccola azienda agricola dedicata alla produzione di arance. Si trattava di pochi ettari, ma l’idea era di costruire qualcosa che potesse avere un futuro. Da lì prende forma un percorso che, negli anni, si è così progressivamente allargato e strutturato.
In un primo momento affianca il padre nella commercializzazione degli agrumi, un passaggio che gli permette di spostare lo sguardo dal solo campo al mercato, iniziando a ragionare in termini di filiera, di volumi, di continuità. È in questa fase che matura l’esigenza di fare un salto di scala, di superare la dimensione individuale per costruire qualcosa di più solido e condiviso. Nel 2008 nasce così l’OP Il Galletto, fondata insieme a un gruppo ristretto di imprenditori, che oggi conta oltre 40 soci tra primo e secondo livello e più di mille ettari produttivi. Con il tempo, però, emerge in modo chiaro un limite: la stagionalità degli agrumi, per quanto importante, copre solo una parte dell’anno. Il resto del calendario resta scoperto. Da qui la scelta di estendere l’attività, prima attraverso la commercializzazione dell’uva da tavola e, successivamente, entrando anche nella produzione diretta. Non è stata una diversificazione casuale, ma una scelta ragionata, pensata per dare continuità al progetto.
È in questo passaggio che si consolida uno dei tratti distintivi dell’azienda: la capacità di muoversi in anticipo rispetto al mercato. Nel comparto dell’uva, una delle decisioni più significative è stata quella di investire in strutture in serra per la coltivazione della Victoria in una specifica area di Mazzarrone, dove le condizioni pedoclimatiche consentono di spingere sulla precocità. Questo ha permesso di posizionarsi tra i primi operatori a proporre uva italiana sul mercato, un vantaggio che nel tempo si è tradotto in rapporti commerciali stabili, sia in Italia sia in Francia, che oggi rappresenta il nostro principale sbocco estero. Lo stesso approccio è stato adottato anche sugli agrumi, puntando con anticipo sul segmento del “rosso”, quando ancora non era una tendenza consolidata, ma solo un’intuizione. Guardando indietro, possiamo dire che molte delle scelte fatte sono state guidate proprio da questa logica: non inseguire il mercato, ma provare a leggerlo prima.
Oggi, il nostro punto di forza sta in una base produttiva ampia, diversificata per varietà e pensata per coprire un arco di raccolta il più lungo possibile, così da garantire continuità, solidità e una presenza costante sul mercato.

sicilia agricola auteri

Carolina e Giuseppe Auteri

Come avviene la conduzione aziendale?

Il nostro modello di conduzione si fonda su un equilibrio costante tra tradizione e innovazione. Giuseppe Auteri continua a seguire quotidianamente le attività aziendali, affiancato da un team di agronomi che operano sul campo utilizzando le più moderne tecnologie. È un dialogo continuo tra esperienza diretta e approccio scientifico, tra conoscenza del territorio e strumenti avanzati.
Un esempio concreto è rappresentato dai nuovi impianti di uve senza semi, realizzati secondo sesti d’impianto intensivi. Si tratta di una scelta che comporta un maggiore investimento iniziale, ma che garantisce vantaggi significativi in termini di gestione, resa produttiva e uniformità qualitativa.
Negli ultimi anni, inoltre, l’azienda ha intrapreso un percorso di rinnovamento varietale quasi completo, sostituendo progressivamente le varietà con semi con nuove cultivar seedless protette da brevetto. È una transizione che richiede competenze tecniche, visione di lungo periodo e una forte capacità di adattamento, ma che riteniamo imprescindibile per restare competitivi.

Accanto alla produzione, operate anche sul fronte dell’export. Cosa chiedono oggi i mercati europei?

I nostri principali mercati di riferimento sono la Francia, seguita da Belgio, Olanda, Svizzera, Germania e, più recentemente, Polonia. Per quanto riguarda le arance, la varietà “rossa” è unanimemente la più apprezzata, indipendentemente dal Paese di destinazione.
Nel caso dell’uva da tavola, invece, le preferenze variano sensibilmente da mercato a mercato. Questo rende fondamentale disporre di un paniere varietale ampio e di un calendario produttivo esteso. La tendenza comune è comunque molto chiara: la domanda di uve apirene continua a crescere, mentre le varietà tradizionali con semi si stanno progressivamente trasformando in un segmento di nicchia, che potrà sopravvivere solo puntando su livelli qualitativi molto elevati.
Tra le varietà che oggi riscuotono maggiore interesse sicuramente rientrano Sweet Globe, Cotton Candy, Autumn Crisp e Sweet Celebration, tutte caratterizzate da profili aromatici distintivi e da un’elevata riconoscibilità per il consumatore.

sicilia agricola uva da tavola

Parlando di post-raccolta, invece, il comparto può ritenersi pronto per le nuove sfide del mercato?

La questione post-raccolta rappresenta uno degli snodi strategici più importanti per il futuro del comparto. Non solo per preservare le qualità organolettiche del prodotto, ma anche per ampliare il raggio d’azione verso mercati sempre più distanti. Il mantenimento della catena del freddo, dalla raccolta fino alla consegna sui banchi della GDO, sarà un elemento imprescindibile.
Parliamo di un sistema complesso, che coinvolge molteplici attori e richiede investimenti rilevanti in tecnologie di refrigerazione, conservazione e logistica. In questo senso, riteniamo fondamentali le misure di sostegno pubblico alle aziende che investono in innovazione.
Posso portare un esempio concreto: recentemente abbiamo completato un importante investimento nella nostra struttura di lavorazione e in una nuova linea di confezionamento, che garantisce una temperatura controllata in tutte le fasi. Grazie alle tecnologie adottate, abbiamo ottenuto anche un risparmio energetico del 30%, potendo così accedere alle misure previste dalla “Transizione 5.0”. Questo dimostra che sostenibilità ambientale ed efficienza economica possono andare di pari passo.

Guardando fuori Europa, l’oltremare può rappresentare uno sbocco interessante?

In linea teorica sì, rappresenta un obiettivo di grande interesse. Tuttavia, nel nostro caso specifico, la domanda proveniente dai mercati in cui siamo già presenti è in costante crescita. Questo significa che, nel prossimo futuro, la nostra produzione continuerà a essere prevalentemente destinata all’Europa.
La ragione è semplice: una produzione di alta qualità, abbinata a una posizione consolidata, ci consente di ottenere condizioni economiche soddisfacenti, senza doverci spingere verso mercati più complessi e rischiosi dal punto di vista logistico e normativo. Naturalmente, non escludiamo sviluppi futuri, ma oggi la nostra priorità resta il rafforzamento dei mercati in cui operiamo, a partire dalla Sicilia agricola.

 

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

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