Cartone ondulato, l’alternativa DS Smith per l’uva da tavola

Ne approfondiamo trend, criticità e prospettive del settore con Cristina Tonello di DS Smith, fornitore leader mondiale di soluzioni di packaging in cartone ondulato

da Ilaria De Marinis
Cartone ondulato uva

Indice

Nel packaging ortofrutticolo il confronto tra plastica e materiali a base cellulosica non riguarda più soltanto la scelta del contenitore, ma chiama in causa sostenibilità, percezione del consumatore, funzionalità logistica e posizionamento del prodotto sullo scaffale. Anche nel comparto dell’uva da tavola, dove protezione, ventilazione, visibilità e tenuta in post-raccolta restano requisiti imprescindibili, il tema degli imballaggi si sta facendo sempre più strategico. Le richieste della distribuzione cambiano, le normative europee alzano l’asticella e il packaging diventa uno snodo concreto in cui si incontrano esigenze ambientali, industriali e commerciali. In questo scenario, il cartone ondulato prova a rafforzare il proprio ruolo non solo come alternativa alla plastica, ma come leva progettuale capace di unire performance e comunicazione. Ma quanto pesa davvero la sostenibilità nelle scelte del mercato? E fino a che punto i materiali a base di fibre riescono oggi a rispondere alle esigenze tecniche di una referenza delicata come l’uva da tavola? Ne abbiamo parlato con Cristina Tonello, Punnets Business Development Manager di DS Smith, fornitore leader mondiale di soluzioni di packaging in cartone ondulato.

Negli ultimi anni il tema dei materiali di confezionamento è diventato sempre più centrale anche nell’ortofrutta.

Dal vostro osservatorio, avete condotto ricerche di mercato o raccolto feedback utili per capire come stanno cambiando le preferenze di clienti e consumatori?

Oggi, i consumatori apprezzano il packaging non solo per la sua funzionalità, ma sempre di più per i suoi vantaggi in termini di sostenibilità. In DS Smith, la sostenibilità è parte integrante del nostro modello di business circolare e puntiamo a creare un impatto positivo aiutando i nostri clienti nel loro percorso verso un’economia circolare e a basse emissioni di carbonio. Nel mercato dell’uva da tavola, e più in generale nel settore ortofrutticolo, stiamo riscontrando opinioni positive sui vantaggi percepiti del cartone ondulato rispetto alla plastica. Questa, infatti, seppur ampiamente percepita dai consumatori come un’opzione di imballaggio conveniente e pratica, è anche considerata “poco ecologica” e meno sostenibile in termini generali. Al contrario, i materiali a base di fibre e il cartone ondulato rappresentano una scelta “green”, facili da riciclare e quindi rinnovabili. Il quadro trova conferma anche nella ricerca. In uno studio condotto sui consumatori europei, oltre la metà degli intervistati (circa il 52%) ha indicato cartone e cartoncino come i materiali percepiti come più ecologici, mentre solo una quota residuale (9%) ha attribuito questo primato alla plastica (fonte: Consumer Perception of Packaging Study, Pro Carton, European Association of Carton and Paperboard Manufacturers). Per noi, evidenze di questo tipo rappresentano molto più di un semplice dato di contesto: sono segnali di mercato rilevanti, capaci di orientare in modo concreto le scelte progettuali e i percorsi di sviluppo dei nostri vassoi e cestini per alimenti freschi (punnet). Contribuisce a rafforzare il nostro impegno nella ricerca di soluzioni innovative che combinino prestazioni, protezione del prodotto, visibilità del marchio e posizionamento sostenibile. 

Quando si parla di packaging per l’uva da tavola, oggi che peso hanno sostenibilità, estetica e funzionalità nelle scelte di acquisto?

Per i consumatori, non si tratta più di una scelta tra due alternative, poiché oggi sostenibilità, estetica e funzionalità sono elementi interconnessi e complementari, che non si escludono a vicenda. La composizione sostenibile del materiale di imballaggio è spesso il primo fattore che influenza la percezione del prodotto e il modo in cui i consumatori si possono relazionare emotivamente con un prodotto al momento dell’acquisto. Pertanto, è particolarmente importante. Gli imballaggi in cartone ondulato a base cellulosica comunicano fin dal primo impatto una maggiore sensibilità ambientale e una più matura consapevolezza delle scelte di consumo. Non si limitano, dunque, a rispondere a un’esigenza funzionale, ma diventano anche un veicolo di responsabilità e di posizionamento valoriale. Uno scaffale è spesso il primo luogo in cui si costruisce la percezione del prodotto: da questo punto di vista, un packaging sostenibile è in grado di generare un effetto positivo immediato.

Naturalmente, questo valore simbolico non basta da solo. Per risultare credibili, soluzioni di questo tipo devono essere sostenute da una progettazione accurata e da performance tecniche all’altezza, soprattutto nel caso di un prodotto delicato come l’uva da tavola, che richiede protezione, integrità e una presentazione impeccabile lungo tutta la filiera.

In questo senso, il cartone ondulato offre anche un vantaggio distintivo sul piano della comunicazione e del branding. Rispetto ad altri materiali, mette infatti a disposizione una superficie stampabile efficace, che consente a produttori e marchi di valorizzare la propria identità visiva, inserire il logo, raccontare l’origine del prodotto e trasmettere le informazioni essenziali in modo chiaro e riconoscibile. La sostenibilità cattura l’attenzione del consumatore, ma è l’equilibrio tra estetica, funzionalità e qualità percepita a rafforzare l’esperienza complessiva del prodotto.

Proprio per questo il packaging non va considerato soltanto come un contenitore, ma come uno strumento strategico: rassicura attraverso la funzionalità, distingue attraverso il design e consente ai nostri clienti di costruire branding in modo coerente con le aspettative di un mercato in rapida evoluzione.

Nel dibattito sugli imballaggi ricorre spesso una domanda di fondo: il cartone è davvero più sostenibile della plastica? Quanto conta, in questa valutazione, un’analisi completa del ciclo di vita del packaging?

Quando si tratta di sostenibilità ambientale, non esiste una risposta semplice e univoca: dipende da come l’impatto viene definito e misurato durante l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla linea di produzione e lungo l’intera catena di fornitura, inclusi trasporto, smaltimento a fine vita e riciclo. La LCA (Life Cycle Assessment) è uno strumento riconosciuto a livello internazionale per confrontare diverse soluzioni in termini di impatto ambientale misurabile e, secondo analisi selezionate, il cartone ondulato è classificato e riconosciuto come riciclato, riciclabile e facile da smaltire. Altri fattori, come il metodo di riciclabilità e i tassi di recupero effettivo dai sistemi di raccolta differenziata, nonché la possibilità di contaminazione, ad esempio per gli imballaggi alimentari, influenzano il valore complessivo di sostenibilità di una soluzione di imballaggio. È importante notare come il nuovo Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) abbia preso in considerazione questi fattori, promuovendo l’eliminazione di tutti gli imballaggi in plastica monouso per frutta e verdura di peso inferiore a 1,5 kg entro gennaio 2030

Restando sul piano ambientale, il tema della riciclabilità è spesso decisivo. Nel caso degli imballaggi per frutta e verdura, quali differenze ritente più rilevanti tra plastica e cartone?

Parlando di riciclabilità, è importante tenere conto non solo del modo in cui i materiali vengono trattati dopo l’uso, ma anche delle infrastrutture e delle pratiche di raccolta differenziata disponibili. Il cartone ondulato e il cartoncino sono ampiamente accettati nei sistemi di raccolta in tutta Europa e, poiché realizzati principalmente a base di cellulosa, possono essere riciclati attraverso processi relativamente semplici. Sappiamo inoltre che questi materiali a base fibrosa sono largamente percepiti dai consumatori italiani come un’opzione “riciclabile”. L’Italia, in particolare, si distingue per un approccio virtuoso alla raccolta di carta e cartone e, secondo il 30° Rapporto Annuale Comieco, nel 2024 ha raggiunto il 92,5% degli obiettivi nazionali, superando anche il target dell’Unione Europea dell’85%, fissato per il 2030.
Diverso, invece, il caso delle materie plastiche, il cui riciclo è generalmente percepito come più complesso e il cui valore di recupero varia sensibilmente a seconda della tipologia. Anche le attività di raccolta e selezione richiedono, di norma, processi più costosi o tecnologicamente più avanzati. Si ritiene inoltre che, a livello globale, i tassi di riciclo siano inferiori, anche a causa delle difficoltà legate alla separazione dei materiali, al rischio di contaminazione e alla disponibilità di impianti di lavorazione specializzati.

Cartone ondulato vaschette

Per una referenza delicata come l’uva da tavola, quali sono le principali strategie adottate per ridurre l’impatto ambientale del packaging senza compromettere le prestazioni?

La nostra attività si concentra sull’innovazione di soluzioni di packaging sostenibili e a base fibrosa. In primo luogo, utilizziamo carta riciclata e riciclabile, proveniente da fonti rinnovabili e gestite responsabilmente, certificate FSC. Ottimizziamo il peso degli imballaggi impiegando esclusivamente la quantità di materiale strettamente necessaria e attribuiamo priorità a un approccio progettuale capace di garantire, prima di tutto, la protezione del prodotto contenuto.
Accanto a questo, anche la logistica e la pianificazione della supply chain rappresentano leve fondamentali dell’innovazione produttiva. Il ridotto spessore delle nostre soluzioni e la disponibilità di formati di imballaggio piatti, assemblabili a destinazione, consentono infatti di ottimizzare i volumi di spedizione e di trasportare quantitativi maggiori di prodotto.
Come azienda, siamo inoltre consapevoli che il packaging costituisce per i brand un punto di contatto diretto con il consumatore e che, proprio attraverso di esso, devono poter comunicare in modo chiaro l’origine dei materiali, la riciclabilità e il proprio impegno in materia di sostenibilità.

Uno dei temi più sensibili riguarda la gestione dell’umidità e della condensa. Oggi le soluzioni in cartone riescono a offrire garanzie paragonabili a quelle della plastica sotto il profilo della resistenza e della conservazione del prodotto?

Più che il materiale in sé, è la qualità della progettazione del packaging a fare la differenza. Storicamente, la plastica è stata impiegata per le sue efficaci proprietà barriera e per la resistenza all’umidità; oggi, tuttavia, le soluzioni in cartone ondulato hanno raggiunto standard prestazionali molto elevati. Grazie al lavoro di ricerca condotto su ventilazione, strutture rinforzate e potenziale di durata dei rivestimenti plastic-free, sappiamo che il cartone ondulato è in grado di offrire stabilità, protezione meccanica ed efficace circolazione dell’aria per un’ampia varietà di prodotti alimentari freschi, oltre a possedere le proprietà essenziali necessarie per preservare la qualità dell’uva da tavola durante il trasporto, lo stoccaggio e la permanenza a scaffale.
Nel comparto dell’uva da tavola, un’adeguata ventilazione è infatti determinante per proteggere il prodotto dalla condensa e mantenerne la freschezza. I nostri punnet in cartone ondulato sono progettati con fori e geometrie specifiche, studiati per garantire una corretta gestione dell’umidità e, al tempo stesso, un’adeguata visibilità del prodotto.

Sullo scaffale, però, conta anche la capacità del packaging di valorizzare visivamente il prodotto. La plastica continua a essere percepita come superiore per trasparenza e visibilità, oppure il cartone sta riuscendo a colmare anche questo divario?

La plastica è storicamente percepita come superiore in termini di trasparenza e visibilità del prodotto. La possibilità di vedere immediatamente gli acini, valutarne il colore, le dimensioni e la freschezza, rassicura i consumatori e può quindi facilitare la scelta sullo scaffale. Tuttavia, la trasparenza non è l’unico modo per valorizzare la frutta fresca. Le soluzioni in cartone ondulato di nuova generazione combinano visibilità e comunicazione e, grazie a finestre e aperture accuratamente progettate, i consumatori possono vedere chiaramente il prodotto e visualizzare il marchio e le informazioni. In questo senso, come già anticipato, il packaging non assolve soltanto una funzione espositiva, ma contribuisce anche a trasmettere i valori con cui il brand intende qualificare sé stesso e il proprio prodotto.

cartone ondulato o plastica uva

Dal lato della distribuzione organizzata, invece, avete registrato negli ultimi anni un cambiamento nelle richieste rivolte ai fornitori di packaging? Quali sono oggi le priorità che orientano maggiormente le scelte della GDO?

Sì, negli ultimi anni abbiamo osservato un netto cambiamento nelle esigenze della GDO, guidato da normative, obiettivi di sostenibilità, necessità di ridurre gli sprechi alimentari e ottimizzare l’efficienza dei reparti ortofrutta. A ciò si aggiunge una crescente tendenza a sostituire i prodotti sfusi con quelli confezionati in molte linee di confezionamento e produzione. Gli imballaggi preconfezionati consentono una gestione ordinata degli scaffali, riducono la manipolazione da parte dei consumatori e contribuiscono a proteggere i prodotti da danni, riducendo quindi sprechi e perdite inutili. Per la grande distribuzione organizzata, la riduzione degli sprechi rappresenta una priorità centrale e le soluzioni di packaging vengono quindi valutate anche in funzione della loro capacità di proteggere il prodotto e preservarne il valore commerciale.

In ultimo, guardando ai diversi mercati, ci sono Paesi o aree geografiche in cui la transizione dalla plastica al cartone appare più avanzata, e altri in cui la plastica mantiene ancora una posizione dominante?

In generale, i mercati dell’Europa settentrionale e centrale, come Germania, Scandinavia, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito, sono tra i mercati più proattivi in termini di riduzione della plastica nelle soluzioni di imballaggio. Un mix di pressioni legislative e normative, obiettivi di sostenibilità dei rivenditori e consapevolezza dei consumatori ha contribuito ad accelerare la transizione dalla plastica al cartone ondulato, alla carta e ad altri materiali facilmente riciclabili. In Italia, gli imballaggi in cartone ondulato sono percepiti come sostenibili e rappresentano un elemento di valore aggiunto per i nostri clienti e i loro marchi. Nei mercati dell’Europa meridionale, tra cui Italia e Spagna, l’interesse del commercio al dettaglio per il cartone ondulato continua a crescere, soprattutto nei segmenti della vendita al dettaglio premium e della grande distribuzione, seguendo una tendenza che non mostra segnali di rallentamento.
In questo scenario, la sfida non è più soltanto sostituire un materiale con un altro, ma ripensare il packaging come sintesi evoluta di protezione, sostenibilità, efficienza logistica e valore percepito: è su questo terreno che si giocherà la competitività dei marchi nei prossimi anni.

 

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

Articoli Correlati