Non è passato molto dall’ultimo episodio che ha riportato alla ribalta il problema dei furti di uva nei vigneti, con intere tonnellate di prodotto sottratte in Puglia. Eppure, i fatti di cronaca continuano a dimostrare quanto il fenomeno resti radicato e difficile da arginare. L’ultimo arriva dalle campagne siciliane, dove proprio qualche giorno fa i Carabinieri di Mazzarrone hanno sventato il furto di quasi 400 chili di uva da tavola. Un intervento che conferma come il fenomeno, tutt’altro che isolato, continui a interessare molte aree produttive dell’Isola, in particolare quelle di Mazzarrone, dove la raccolta è ancora in pieno svolgimento.
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Furti di uva in Sicilia: cos’è successo
Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Mazzarrone – nell’ambito delle attività di prevenzione e repressione dei reati predatori coordinate dalla Compagnia di Caltagirone – hanno intercettato un veicolo sospetto in transito in contrada Bongiovanni, area rurale nota per la coltivazione di uva da tavola.
Alla vista dell’auto di servizio, il conducente ha improvvisamente accelerato, attirando l’attenzione dei militari. È così scattato un breve inseguimento, coordinato in tempo reale con la Centrale Operativa della Compagnia di Caltagirone e con l’intervento delle “gazzelle” in supporto. Una volta bloccata l’utilitaria, i Carabinieri hanno identificato i due occupanti: uomini di 51 e 54 anni, entrambi residenti a Gela e già noti alle forze dell’ordine.

Uva restituita e arresti convalidati
Nel bagagliaio del mezzo sono stati rinvenuti circa 380 chilogrammi di uva da tavola delle varietà Vittoria e Millennium, risultati sottratti a un viticoltore di 75 anni della stessa contrada. L’uva è stata restituita al legittimo proprietario, mentre i due uomini sono stati arrestati con l’accusa di furto aggravato e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato il provvedimento, ferma restando la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.
Come ricordano i Carabinieri, i prodotti agricoli rubati vengono spesso rivenduti in modo irregolare, anche su strada, senza alcuna garanzia igienico-sanitaria o tracciabilità. Un rischio per i consumatori e un’ingiustizia per chi lavora onestamente, investendo tempo e risorse in una produzione che rappresenta il cuore dell’economia locale.
Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com