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In Europa, e soprattutto in Italia, si parla di abbandono dei terreni e allontanamento dei giovani dal mondo agricolo ma, in contrasto a questi dati, si stima in crescita la produzione di uva da tavola. Il rapporto dell’USDA (Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti) indica, infatti, che il mondo produrrà 1,2 milioni di tonnellate di uva da tavola ulteriori nel corso della prossima stagione. A tracciare la crescita delle produzioni di uva da tavola – ha previsto l’USDA – saranno anche i Paesi emergenti di Turchia e Cina.
I dati prevedono che la produzione aumenterà in Cina fino a 12,6 milioni di tonnellate, mentre in Turchia fino alla cifra record di 2,2 milioni di tonnellate.
Dalle stime dell’USDA emerge che anche la produzione europea di uva da tavola aumenterà per il secondo anno consecutivo registrando un probabile aumento di 161.000 tonnellate fino a 1,6 milioni di tonnellate d’uva. Tra i Paesi europei protagonisti di questo aumento vi è l’Italia, dove il successo produttivo – secondo l’USDA – è riconducibile alle condizioni climatiche. Oltre all’Italia, si stima un aumento di produzione anche in Spagna e Portogallo dove è in crescita la produzione di nuove varietà senza semi.
Anche per quanto riguarda gli Stati Uniti la produzione aumenterà di 24.000 tonnellate fino a raggiungere 850.000 tonnellate. Dopo tre anni di calo produttivo, quindi, le esportazioni dagli Stati Uniti dovrebbero rimanere pressoché stabili con volumi di circa 255.000 tonnellate.

Al contrario di queste tendenze mondiali le produzioni di uva da tavola caleranno in Cile e India.
Si prevede che la produzione cilena continuerà il suo declino e che le abbondanti piogge mitigheranno solo in parte le perdite dovute alla riduzione di superficie dedicata all’uva da tavola. Queste stime sono coerenti con quelle dell’ASOEX Table Grape Committee, che aveva previsto che le esportazioni cilene sarebbero state pari a 66.920.661 tonnellate, ovvero una cifra del 10% inferiore alle spedizioni della stagione scorsa e del 2,5% inferiore rispetto alle stime effettuate lo scorso ottobre.
Tra queste analisi spicca anche quella secondo cui è in calo l’export di uva della varietà Red Globe, ovvero varietà tradizionale con seme che i produttori di tutto il mondo stanno sempre più sostituendo con le varietà di nuova generazione. Dai dati di ASOEX, infatti, emerge che il Cile spedirà nel mondo 36.251.172 casse di uva di nuova generazione, 19.513.322 casse di varietà tradizionali e 11.156.167 casse di Red Globe.
A fronte di queste stime che prevedono una maggiore offerta di uva da tavola sui mercati, quindi, è fondamentale trovare idonei canali commerciali. Il fine è riconoscere il giusto valore non solo all’uva ma anche al produttore che è molto spesso costretto a svendere il proprio prodotto, perché i tradizionali mercati di destinazione non riescono ad assorbire tutta l’offerta di prodotto.
Editing a cura di: Silvia Seripierri
©uvadatavola.com