INPS, AGEA, rimborsi, esoneri e fondi: un’incredibile storia triste

da Redazione uvadatavola.com

Il settore primario è stato uno di quei settori che non ha mai smesso di lavorare, produrre e contribuire alla crescita del Paese Italia. Le condizioni meteorologiche dello scorso e dell’attuale anno stanno però contribuendo a rendere il lavoro delle aziende agricole sempre più difficile.

Risulta pertanto fondamentale, e talvolta vitale per le aziende agricole, gestire correttamente la fiscalità. Per approfondire meglio un paio di punti e di dubbi che sono sorti in questi giorni, leggendo alcuni articoli, ho deciso di intervistare l’agronomo Gianni Demarinis – Dello studio Iacovelli & Demarinis.


Gianni, aiutaci a comprendere una dichiarazione dell’ex sottosegretario all’agricoltura Giuseppe L’Abbate. Su facebook L’Abbate ha pubblicato questo post:”[…] Le imprese agricole e agroalimentari potranno chiedere finanziamenti sino a 10 anni con garanzia gratuita al 70% per importi superiori a 30mila euro. […] I prestiti con garanzia dello Stato previsti dal Dl Liquidità, in questo tragico periodo pandemico, rappresentano una concreta opportunità di rilancio per le imprese ma scontano, sinora, un problema legato alla loro durata, fissata dalla Commissione Ue a 6 anni. Un limite ancor più stringente per le caratteristiche proprie delle imprese agricole e agroalimentari che non consentiva di effettuare investimenti di largo respiro […]”.
“Ti riporto l’esperienza che abbiamo avuto lo scorso anno. Il soggetto che in Italia regola queste forme di finanziamento e mette a disposizione i fondi è ISMEA. Il problema è che i fondi sono spesso risicati e talvolta vengono erogati esclusivamente sulla base della velocità con cui si richiedono. Lo scorso anno è successo questo: in meno di 48 ore si sono esauriti”.

Sostanzialmente mi stai dicendo che i fondi messi a disposizione delle aziende agricole sono stati insufficienti?
“Lo scorso anno ci sono state due tipologie di richieste: da un lato le richiesta tramite ISMEA (via estremamente interessante per le imprese perché offriva prestiti a tasso 0 da restituire in 5 anni) e dall’altra le banche (prestiti al 70%), questi ultimi fondi si sono esauriti verso luglio agosto. Mentre i fondi erogati tramite ISMEA sono terminati nel giro di 48 ore. Questi ultimi, a mio avviso, sono stati un’occasione perduta per molte aziende, che avevano riposto molta fiducia nello strumento, per altro molto pubblicizzato dal governo. Il prestito, se ponderato sulle esigenze aziendali, rappresenta un’opportunità importante per le aziende agricole. Talvolta si rivela necessario, soprattutto se senza garanzie e con l’abbassamento del tasso di interesse. Ci auguriamo quindi che quest’anno i fondi siano più generosi”.

Rimanendo sempre su questo post, alcuni utenti commentano la notizia scrivendo: “Non ha senso offrire questa opportunità, se non vengono rinviate le rate ISMEA”.
“Se guardiamo al nostro territorio le rate ISMEA non sono un problema, perché riguardano l’1-2 % delle aziende agricole. I prestiti medi ammontano a dai 20 ai 40 mila euro, perché le nostre sono delle micro-imprese”. 

Passiamo ora all’altra notizia che in questi giorni sta circolando: […] Adesso ci si mette anche Agea, che, nell’effettuare i pagamenti, trattiene le somme relative ai mancati pagamenti INPS. Il problema è che, con la crisi economica provocata dal Covid, molte aziende agricole e molte aziende agrituristiche rischiano di chiudere. Dove dovrebbero trovare i soldi per pagare l’INPS se molte aziende non incassano? E’ così difficile capire un concetto così elementare? […].
“Entro il mese di Maggio le aziende agricole presentano delle domande di aiuti a fondo perduto e durante i mesi di novembre e dicembre AGEA comincia ad elargire i fondi. Lo scorso anno una minima parte degli aiuti sono stati elargiti in anticipo, già da luglio, a causa del Covid. Nei mesi di novembre e dicembre, però, molte aziende hanno ricevuto importi inferiori rispetto a quelli richiesti”.

Cosa è successo?
Il meccanismo ha dell’assurdo, ti spiego. A causa della pandemia il governo ha emanato sia delle sospensive, che degli esoneri parziali. Le sospensive erano per tutte le aziende agricole, mentre dell’esonero hanno potuto godere solo alcune tipologie di aziende, ad esempio quelle produttrici di uva da tavola. Nello specifico le aziende inquadrate come produttrici di uva da tavola hanno avuto diritto ad un esonero parziale, dei primi 6 mesi del 2020, per i contributi da versare per gli operai agricoli. Ancora una volta le misure sono state sbandierate molto e ci sono stati diversi decreti che hanno messo anche nero su bianco tutto ciò. Le aziende agricole, però – a prescindere dagli esoneri e dalle sospensive – si sono sentite tutte in dovere di sospendere i pagamenti. Attenzione, questo perché i decreti parlavano chiaro. Diciamo che la sospensione dei pagamenti ha riguardato circa il 60% delle imprese agricole. In poche parole le aziende hanno autosospeso i contributi – rispettando quanto riportato dai decretima sono risultate comunque inadempienti nei pagamenti. Esse non hanno pagato, perché avevano il diritto di non pagare, ed attendevano che l’INPS mettesse a disposizione gli applicativi informatici per usufruire delle varie sospensive e/o esoneri: ovvero richiedere uno sgravio parziale dei contributi dei primi 6 mesi 2020 o proroga dei pagamenti ed ottenere le varie autorizzazioni. Le aziende, non avendo pagato senza essere ufficialmente autorizzate da INPS ma solo dai vari decreti pubblicati, sono risultate comunque inadempienti. INPS anziché attendere le risultanze delle aziende beneficiarie dei decreti COVID, ha trasmesso i nominativi delle aziende inadempienti all’AGEA, la quale, invece di emettere i pagamenti alle aziende come di consueto, ha riversato nelle casse dell’INPS i contributi comunitari spettanti. A questo punto le aziende agricole, come è facile intuire, anziché essere agevolate, sono state ancora una volta messe in difficoltà.

Ora che i form verranno compilati, secondo te, scatteranno i rimborsi?
“L’INPS non rimborserà, secondo me si genererà un credito. Fin qui, forse il principio potrebbe essere anche corretto. Mi chiedo, però, perché nessuno ha spiegato o scritto questi passaggi all’interno dei diversi decreti emanati? Che senso ha realizzare una sospensiva se devo comunque rispettare le scadenze dei pagamenti? Le imprese che non hanno rispettato le scadenze, sono risultate debitrici nei confronti dell’INPS e – per la legge del credito e del debito – l’AGEA (essendo creditore) ha versato direttamente i soldi nelle casse dell’INPS. Ma tutto ciò non è ancora nulla, perché l’accredito di AGEA versato nelle casse dell’INPS, per un gap informatico non è ancora stato notificato ufficialmente e, ad oggi, l’azienda risulta ancora debitrice. Pertanto, se un’impresa dovesse richiedere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) risulterebbe negativo nonostante le trattenute AGEA effettuate da INPS. Nonostante i nostri numerosi solleciti i funzionari INPS ancora non sono in grado di darci delucidazioni circa queste somme erogate ad INPS da parte di AGEA. Infine, purtroppo, le aziende si ritrovano ad essere ancora debitrici nei confronti di INPS senza aver neanche percepito i contributi comunitari come ogni anno. Ulteriore complicazione da sottolineare: L’INPS, il 7 maggio, comunica che l’applicativo – già tardivamente – pubblicato da compilare per le richieste degli esoneri è sbagliato. Pertanto tutte le domande dovranno essere inoltrate nuovamente. Intanto le aziende aspettano”.


Come si risolve questa storia?
“Noi, purtroppo, l’abbiamo risolta così: pur di ottenere un DURC positivo – documento importantissimo (serve ormai anche per chiedere dei prestiti di conduzione in banca) – abbiamo consigliato alle aziende agricole di richiedere una rateizzazione per pagare solo le prime rate in attesa che la situazione si sbloccasse anche se in realtà l’azienda in questo modo sta pagando per la seconda volta, quegli stessi contributi, già versati da AGEA all’INPS e di cui si era stati già esonerati.


Gianni, sono senza parole: se non fosse una tragedia sarebbe una commedia.

Autore: Teresa Manuzzi
©uvadatavola.com

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