Indice
- Ai domiciliari un imprenditore di Taranto, avrebbe venduto gasolio per uso agricolo – sottoposto ad aliquota d’accisa ridotta – a soggetti che non ne avevano diritto.
- Le accuse
- Complessivamente sono stati segnalati 3 milioni e 13 mila litri di prodotto che sarebbe stato consumato in frode, con una evasione di imposte, tra Iva e e accise, quantificata in 2,6 milioni di euro.
- Il sequestro
Ai domiciliari un imprenditore di Taranto, avrebbe venduto gasolio per uso agricolo – sottoposto ad aliquota d’accisa ridotta – a soggetti che non ne avevano diritto.
Mentre scatta un sequestro di beni per un totale di due milioni e mezzo di euro. Questi i dettagli dell’operazione effettuata ieri (21 febbraio 2022) dai militari del Gruppo di Taranto della Guardia di Finanza. Sono stati loro a notificare il provvedimento restrittivo all’imprenditore, residente a San Giorgio Ionico (Ta).
Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Taranto, rappresenta l’epilogo delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza. Oltra all’indagato le forze dell’ordine hanno fermato altre tre persone, due delle quali suoi familiari.
Le accuse sono di:
- associazione per delinquere;
- truffa ai danni dello Stato;
- falso ideologico;
- sottrazione all’accertamento ed al pagamento dell’accisa ed
- irregolarità nella circolazione dei prodotti sottoposti ad accisa.
Le accuse
Secondo la ricostruzione ipotizzata dagli investigatori, gli indagati avrebbero ceduto consistenti quantità di gasolio per uso agricolo sottoposto ad aliquota d’accisa ridotta a soggetti non aventi diritto.
L’illecita attività sarebbe stata posta in essere attraverso l’emissione di falsi documenti di accompagnamento del carburante, che sulla carta risultava ceduto ad ignari acquirenti aventi diritto, alcuni dei quali già deceduti.
Il carburante, invece, sarebbe stato poi ceduto a persone non autorizzate all’acquisto ad aliquota agevolata.
Complessivamente sono stati segnalati 3 milioni e 13 mila litri di prodotto che sarebbe stato consumato in frode, con una evasione di imposte, tra Iva e e accise, quantificata in 2,6 milioni di euro.
Il sequestro
Contestualmente è stato eseguito anche il sequestro dell’intero compendio aziendale della ditta, nonché il sequestro preventivo per equivalente di beni immobili e disponibilità finanziarie facenti capo agli inquisiti, fino al valore di 2,6 milioni di euro.
Fonte: quotidianodipuglia.it