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In Sicilia per l’uva da tavola coltivata in serra è già tempo di previsioni. Gli scatti che giungono dall’Isola e le testimonianze dei tecnici lasciano infatti stimare un anticipo di un mese sulla tabella di marcia, con interessanti sviluppi per il mercato delle uve siciliane che in questo 2025 possono puntare a un segmento di mercato poco affollato e dunque potenzialmente assai redditizio. A offrirci una panoramica diretta sull’andamento della stagione dell’uva da tavola 2025 in Sicilia, Giuseppe Cardaci, consulente tecnico per Uva Mediterranea srl, azienda specializzata in fertilizzanti e concimi per uva da tavola.
La stagione dell’uva da tavola 2025 in Sicilia possiamo dire abbia già preso il via. Qual è la situazione?
Nei mesi di novembre e dicembre il clima è stato molto caldo, con piogge pressoché assenti. Questo ha fatto sì che in serra, nell’areale precoce di Mazzarrone (CT), già dal 23 dicembre 2024 spuntassero i primi germogli della varietà Vittoria. Il clima mite – unitamente al sistema di copertura – ha quindi favorito un’accelerazione della vegetazione, che ci fa prevedere un anticipo di quasi un mese rispetto all’anno scorso, stagione che pure si era distinta per la particolare precocità. Questo significa che, se tutto prosegue per il verso giusto, già nel mese di aprile potremo arrivare sul mercato con uva da tavola siciliana di Mazzarrone, occupando una finestra commerciale interessante e soprattutto ancora libera. Inoltre, i primordi delle infiorescenze lasciano ipotizzare che la produzione di quest’anno si presenterà di qualità elevata e dagli ottimi volumi.
Stesso discorso anche per la produzione in pieno campo, che si suppone presenterà un anticipo, seppur di qualche giorno in meno rispetto a quanto stimato per l’uva da tavola prodotta in serra.

La campagna 2024 è stata segnata dall’emergenza idrica. Cosa vi aspettate per quest’anno?
Senza dubbio abbiamo risentito di questa problematica nel corso di tutta l’annata produttiva. Nei giorni scorsi è caduta un po’ di pioggia, ma parliamo di volumi scarsi che d’altra parte sono stati prontamente raccolti in bacini e pozzi. Al contempo, sin da queste fasi occorre adottare specifici accorgimenti, in particolare riducendo gli apporti irrigui, così da permettere alla pianta di gestire meglio periodi siccitosi nelle fasi più avanzate. La speranza è di riuscire a far fronte a questa emergenza, proteggendo le colture e garantire il successo dell’intera campagna dell’uva da tavola 2025.

Dal punto di vista tecnico, quali sono al momento le operazioni che state effettuando?
Fortunatamente in serra, non si riscontrano problemi di natura fitosanitaria per cui non stiamo effettuando trattamenti in tal senso. Abbiamo invece effettuato un primo trattamento con un prodotto di origine naturale per favorire l’uscita dalla fase di dormienza e anticipare il risveglio vegetativo della vite e uno – con un prodotto naturale a base di batteri – nella fase fenologica di gemma cotonosa al fine di ottenere un germogliamento uniforme.
Abbiamo effettuato questi due passaggi anche in vigneti di 36 anni e i risultati sono stati incredibili: omogeneità dei germogli e viti già nella fase fenologica dei grappoli visibili. Nel caso dei vigneti coltivati in pieno campo, invece, si stanno ultimando le operazioni di potatura.
Per la stagione dell’uva da tavola 2025, ci auguriamo quindi un andamento simile – o se possibile – superiore a quello registrato lo scorso anno, ricordato sia per l’elevata qualità delle produzioni che per i guadagni soddisfacenti ottenuti dai produttori.
Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com