Il primo numero del nuovo anno di uvadatavola magazine trae spunto da un dato che sempre più frequentemente si è portati a constatare: il mondo dell’agricoltura, e della viticoltura in particolare, è oggi alle prese con sfide molteplici e cambiamenti sempre più repentini che talvolta costringono gli operatori del settore a rivedere modi operandi da sempre utilizzati e introdurre nuove strategie che permettano loro – come suggerito in copertina – di resistere agli stravolgimenti e al contempo seguire l’evoluzione in atto.
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A ispirare la riflessione l’articolo d’apertura, firmato dall’agronomo Domenico Zagaria che, partendo da un’analisi della scorsa annata dell’uva da tavola, sottolinea l’urgenza di rispondere con strategia ed efficienza a una delle principali problematiche di questo tempo: il cambiamento climatico.
Segue un contributo a cura di Silverio Pachioli, agronomo, accademico dei Georgofili e dell’Accademia nazionale di Agricoltura dedicato al ruolo della fotosintesi clorofilliana nel favorire qualità e produttività dell’uva da tavola.
Voltando pagina, trova spazio l’intervista all’avvocato Vincenzo Acquafredda, partner dello Studio Legale Trevisan & Cuonzo, con cui approfondiamo il ruolo di brevetti, marchi e privative vegetali nel plasmare il comparto, tra vantaggi per produttori e consumatori, rischi di contraffazione e possibili impatti sugli operatori di filiera.
A questo punto si inseriscono due approfondimenti dedicati al post-raccolta. Il primo – che reca la firma di Ricardo Maldonado, Ingegnere Agronomo e Direttore Commerciale Infruta SA/Proteku Europa SL – pone l’accento sull’impiego di anidride solforosa (SO2) per una conservazione ottimale dell’uva da tavola in post-raccolta, con particolare attenzione a metodi e quantità di applicazione per massimizzare l’efficienza ed evitare effetti indesiderati.
Il secondo – realizzato a quattro mani da Giuliana Gorrasi e Gianluca Viscusi del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Salerno – fa riferimento al packaging. Partendo dall’ultima novità anti-spreco e salutare dal mondo degli imballaggi, dove innovazioni come biosensori e rilevatori di pH aprono le porte a confezioni sostenibili e non invasive, gli esperti ci accompagnano infatti lungo interessanti prospettive per la conservazione di prodotti ortofrutticoli come l’uva da tavola.
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Con il Servizio tecnico Grape&Grape Group, invece, si torna a parlare di innovazione varietale. Protagonista è Musa®, una nuova varietà con seme che – frutto di un lungo lavoro di ricerca e sperimentazione – unisce il gusto autentico delle cultivar antiche a un basso fabbisogno idrico, raccolti promettenti e risultati eccellenti nei mercati.

Grappoli della varietà Musa®
Dalle novità precoci si passa a quelle tardive: attraverso le parole di Annamaria Fanelli, riferimento tecnico e commerciale per lo sviluppo di BloomFresh in Italia, andiamo infatti alla scoperta di KellyTM, varietà seedless a bacca bianca dalla consistenza croccante e vigoria elevata pensata per le esigenze di produttori e consumatori italiani.
Chiudono il numero due rubriche ormai consolidate. La prima, dedicata alle aziende che si sono distinte nel comparto dell’uva da tavola, permette di conoscere in compagnia di Clarissa Redavid la F.lli Redavid SRL, oggi un punto di riferimento per la coltivazione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli di alta qualità. In particolare, per l’uva da tavola, prodotto di punta di un’azienda che – cresciuta con passione e impegno – guarda oggi a nuovi orizzonti. La seconda, con il suo viaggio alla scoperta della viticoltura da tavola, fa tappa in Portogallo dove il comparto – raccontato attraverso le parole di Tonio Romito, agronomo dello studio di consulenza Agriproject – costituisce una piccola realtà, in equilibrio fra tradizione e innovazione.
Questo – in sintesi – il primo numero 2025 di uvadatavola magazine. Un numero ricco ed eterogeneo che, abbracciando tematiche differenti e offrendo spunti inediti, siamo certi vi coccolerà durante questi ultimi mesi d’inverno.
Buona lettura
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