Muffa grigia: danni, diffusione e controllo

I danni provocati dalla muffa grigia detta anche Botrite colpiscono per lo più i grappoli di uva da tavola e sono visibili ad occhio nudo sui diversi organi aerei della pianta: fiori, giovani germogli e bacche.

da Redazione uvadatavola.com
Botrite

I danni provocati dalla muffa grigia detta anche Botrite (B. cinerea e B. pseudocinerea) colpiscono per lo più i grappoli di uva da tavola e sono visibili ad occhio nudo sui diversi organi aerei della pianta: fiori, giovani germogli e bacche.

Danni da Botrite

Quando il patogeno è presente in vigneto sin dalla fioritura blocca lo sviluppo dei fiori. Essi restano comunque attaccati al rachide. In questa maniera proprio i fiori colpiti diventano a loro volta focolaio di infezione per il grappolo.

Le bacche infettare acquisiscono un colore scuro con i toni che virano dal marrone ala grigio, a volte cadono altre restano attaccate al grappolo. Favorendo, a loro volta, la propagazione dell’infezione. Sulle bacche colpite da botrite si sviluppa un marciume molle e acquoso che rammollisce gli acini eliminando del tutto il turgore.

Successivamente sulla superficie – e talvolta anche all’interno – degli acini è visibile l’insediamento di una muffa dal colore grigio scuro. Il micelio di questo patogeno è molto mobile. Perciò riesce facilmente a penetrare all’interno degli acini adiacenti, formando dei veri e propri “nidi” di botrite. Talvolta l’infezione è così estesa che compromette l’intero grappolo rendendo il raccolto invendibile.

Diffusione

Si tratta di una malattia i cui conidi sono diffusi dal vento e dall’acqua. Secondariamente il fungo si propaga per contatto tra acini malati e sani formando una “rete”.  Facile risulta individuare la malattia osservando dei frutti “mummificati” o all’interno di materiale vegetale in decomposizione nel vigneto.

Il fungo riesce a sopravvivere anche come micelio al riparo – nella corteccia della pianta – o all’interno delle gemme dormienti.  Si è visto che il patogeno è in grado di sopravvivere – anche in caso di condizioni avverse – in strutture resistenti chiamate sclerozio.

Controllo

Si consiglia di effettuare il controllo del fungo nel corso dei periodi critici. Uno di questo è rappresentato dalla fioritura, in questo modo si abbasserà la pericolosità dell’inoculo. Altro periodo nel quale intervenire è tra la poi tra l’invaiatura e la raccolta. Sarebbe il caso di far appello a diversi metodi di difesa integrando così fungicidi di natura biologica.

Corretta gestione del vigneto

Un uso appropriato di fungicidi, affiancata ad una corretta gestione colturale, può costituire un aiuto importante al controllo efficace della malattia. Si raccomanda, inoltre, di rimuovere e distruggere il materiale vegetale potenzialmente infetto presente in campo. Altri consigli puoi trovarli in questo video.

Poiché il fungo possiede una grande capacità di sviluppare resistenze, è necessario effettuare un’adeguata rotazione de principi attivi, così da preservare l’efficacia dei prodotti nel tempo. Nel caso dei fungicidi con miscele di principi attivi, il loro utilizzo è sempre più limitato, in quanto nei mercati di destinazione sono tollerati un massimo di 4 o 5 principi attivi.

Autrice: Paulina Sepúlveda, agronoma  ricercatrice presso l’Istituto di ricerca in Agricoltura afferente al ministero dell’agricoltura del Cile (Inia Rayentué)
Editing e traduzione: Teresa Manuzzi

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