Indice
- Life Green Grapes è il nome dello studio realizzato con l’obiettivo di ridurre l’uso di fungicidi nel corso di tutto il ciclo produttivo. I ricercatori sono partiti dalla protezione delle barbatelle, fino alla produzione di vino e uva da tavola.
- L’obiettivo finale in vivaio era quello di produrre barbatelle con la capacità di essere produttive senza soffrire per un eccessivo stress post-trapianto e in grado di acquisire un’adeguata longevità.
- Trattamenti
- 1^ prova
- 2^ prova
- Risultati
- 1^ prova
- 2^ prova
- Conclusioni
- I risultati di questo studio hanno evidenziato alcuni effetti positivi dei trattamenti applicati sulla riduzione della colonizzazione dei patogeni fungini del legno, e sul miglioramento della qualità dell’apparato radicale.
- Riduzione dell’incidenza dei funghi patogeni del legno
Life Green Grapes è il nome dello studio realizzato con l’obiettivo di ridurre l’uso di fungicidi nel corso di tutto il ciclo produttivo. I ricercatori sono partiti dalla protezione delle barbatelle, fino alla produzione di vino e uva da tavola.
Il processo inizia nei vivai dove il progetto mira a migliorare sia lo stato fitosanitario delle barbatelle, riducendo la presenza endofitica di funghi potenzialmente patogeni che abitano il legno, sia la qualità del materiale vegetale, attraverso l’applicazione di un consorzio di microrganismi per aumentare la biodiversità microbica nella rizosfera.
Life Green Grapes ha coinvolto istituti di ricerca e aziende agricole ed ha affrontato temi inerenti l’intera filiera vitivinicola: dalla produzione barbatelle alla produzione di uva da vino e da tavola.
Obiettivo in campo: ridurre la quantità di fungicidi per il controllo delle principali malattie fogliari nel vigneto,
Nei campi sperimentali dedicati alla produzione di uva sia da vino (in Toscana – Italia) che da tavola (in Puglia – Italia e a Cipro), le strategie attuate mirano a ridurre la quantità di fungicidi applicati per controllare le principali malattie fogliari nel vigneto, combinando il monitoraggio in campo, l’uso corretto del DSS e la stimolazione delle risposte di difesa della pianta: gestione complessiva riconosciuta per una strategia di controllo delle malattie a basso impatto.
Le potenzialità e i limiti dell’integrazione di questi approcci sono state indagate applicando 5 diversi protocolli di gestione nei vigneti, mentre nel vivaio il progetto ha individuato alcune delle fasi cruciali della produzione delle barbatelle, nelle quali è possibile intervenire per ridurre la presenza di patogeni.
L’obiettivo finale in vivaio era quello di produrre barbatelle con la capacità di essere produttive senza soffrire per un eccessivo stress post-trapianto e in grado di acquisire un’adeguata longevità.
In questa cornice uno degli scopi del progetto è stato quello di valutare l’effetto positivo dei microrganismi applicati alle radici nelle diverse fasi del processo produttivo: sia attraverso l’immersione delle radici delle piantine in una soluzione acquosa del prodotto sia attraverso la fertirrigazione.
Presso il vivaio “Vivaio Moroni”, partner del progetto, sono state allestite prove dimostrative in condizioni commerciali. Il materiale di propagazione è stato trattato seguendo tre diversi protocolli applicativi, che hanno previsto l’utilizzo di prodotti naturali ad attività antimicrobica disinfettante, e l’utilizzo di microrganismi, quali Trichoderma sp. e funghi micorrizici.
Clicca qui per leggere lo studio completo.
Trattamenti
1^ prova
Nella sperimentazione in vivaio sono stati applicati tre trattamenti
il protocollo standard applicato dall’azienda (Metodo biologico) comprendente la propoli come disinfettante naturale; e due prodotti commerciali:
- Prodotto A, contenente spore e micelio di un consorzio di microrganismi inclusi funghi micorrizici arbuscolari del genere Glomus (G. mosseae, G. viscosum, , G. coronatum), Rhizophagus sp., G. caledonium) e funghi saprofiti del genere Trichoderma (Trichoderma harzianum e Trichoderma viride);
- Prodotto B contenente diverse specie di funghi saprofiti appartenenti al genere Trichoderma (T. harzianum, T. asperellum, T. gamsii).
2^ prova
Per il trattamento radicale sono stati applicati due prodotti (con l’ausilio di bentonite per migliorare l’adesività) e confrontati:
- Prodotto A (come sopra),
- Prodotto C contenente diverse specie di funghi micorrizici arbuscolari del genere Glomus (G .mossae e G. intraradices) e Trichoderma atroviride.
Risultati
1^ prova
I trattamenti applicati durante le fasi di lavorazione in vivaio, tendono a ridurre la colonizzazione dei patogeni del legno nelle tesi trattate con solo Trichoderma (Prodotto B) o Trichoderma + Micorrize (Prodotto B). Nonostante l’effetto fosse statisticamente non significativo, il numero di patogeni tendeva a diminuire sia nei campioni trattati con il Prodotto A che in quelli trattati con il Prodotto B rispetto al controllo.
2^ prova
Dal confronto visivo tra gli apparati radicali, è risultata evidente una maggiore massa di radici nell’area prossimale in tutti i campioni trattati con Trichoderma e micorrize (Prodotto A e Prodotto C) rispetto al controllo non trattato.
In particolare, i migliori risultati sono stati ottenuti dall’applicazione del Prodotto C quando applicato sia nella fase prima del confezionamento che nella fase prima del trapianto.
Le analisi effettuate sui parametri di crescita hanno mostrato differenze statisticamente significative tra controllo e trattamenti. Il peso dell’apparato radicale, sia delle radici primarie che dei capillari, è notevolmente aumentato nel trattamento “Solo Trichoderma”.
L’aumento di peso ha interessato sia l’apparato radicale per singola pianta che per singola radice. Il numero di radici primarie per singola pianta non variava in modo significativo tra i trattamenti. Il numero di radici capillari variava significativamente tra i trattamenti e, il numero più alto di radici capillari è stato registrato nel trattamento di controllo della Gestione Biologica Aziendale.
Sono stati analizzati anche i parametri di crescita di barbatelle radicate in vaso. Il trattamento con il Prodotto C ha aumentato i valori dei parametri di crescita in entrambi i momenti di applicazione, cioè alla consegna (VM2D) o al trapianto, con un effetto leggermente maggiore quando applicato al momento della piantumazione (VM2E).
Conclusioni
I risultati di questo studio hanno evidenziato alcuni effetti positivi dei trattamenti applicati sulla riduzione della colonizzazione dei patogeni fungini del legno, e sul miglioramento della qualità dell’apparato radicale.
È noto che l‘interazione tra l’apparato radicale e i microrganismi applicati stimola l’attività delle radici, e quindi migliora l’assorbimento di acqua e nutrienti, rendendo di conseguenza, le barbatelle più resistenti agli stress biotici e abiotici . Con queste prove dimostrative nell’ambito del progetto Life Green Grapes abbiamo voluto dimostrare che l’intera filiera produttiva può avvantaggiarsi ed essere migliorata con approcci rispettosi dell’ambiente a partire dalle primissime fasi di produzione delle piante in vivaio. Le prove, effettuate in condizioni commerciali, hanno mostrato l’efficacia di prodotti contenenti microrganismi benefici e, la rilevanza del tempo di applicazione nel determinare l’efficacia finale del trattamento.
Riduzione dell’incidenza dei funghi patogeni del legno
Si è registrato un trend di riduzione dell’incidenza dei funghi patogeni del legno. Inoltre l’applicazione di microrganismi ha prodotto effetti positivi sul peso secco delle radici sia capillari che primarie e un aumento della massa radicale nella zona prossimale e ha prodotto inoltre un effetto positivo sulla crescita degli organi epigei (lunghezza del germoglio dominante, diametro del germoglio dominante, numero di internodi del germoglio dominante) delle barbatelle.
Attualmente, l’applicazione di prodotti a base di microrganismi è la soluzione più promettente disponibile per la disinfezione del materiale vegetale e dovrebbe diventare una procedura di routine nella gestione ottimizzata della produzione vivaistica, visti i numerosi effetti benefici che produce sulla qualità e sullo stato fitosanitario del prodotto finale. Questi benefici, sul lungo periodo, influenzeranno l’intera vita produttiva del vigneto e molto probabilmente la sua stessa longevità.
Fonte: www.infowine.com