Indice
- Come nasce la varietà Ursi e quale obiettivo si pone il programma CREA–NUVAUT?
- Quali sono le caratteristiche agronomiche e produttive che rendono Ursi interessante per i viticoltori?
- Ursi e Crimson Seedless: un confronto utile per produttori e tecnici
- Questa varietà è già stata sottoposta a valutazioni da parte dei consumatori? Come si posiziona dal punto di vista organolettico?
- Quando sarà disponibile questa varietà per i produttori e quali condizioni economiche ne regoleranno l’uso?
Una nuova varietà apirena di uva da tavola si prepara a entrare nel registro nazionale delle varietà di vite: si tratta di Ursi, una cultivar apirena rossa sviluppata dal CREA (Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia) di Turi. Frutto di un ambizioso programma di miglioramento genetico concretizzatosi nel 2018 con l’accordo pubblico-privato tra il CREA e il Consorzio Nuvaut, Ursi si inserisce tra le nuove proposte varietali italiane senza semi, sviluppate per rispondere alle richieste del comparto.
Dopo Maula, Egnatia e Daunia, Ursi conferma la solidità di un percorso che vede oggi coinvolte 23 aziende pugliesi nel co-sviluppo di varietà resilienti, commerciabili e localmente identitarie. Ma cosa c’è dietro questa nuova cultivar? Quali sono le sue caratteristiche agronomiche, organolettiche e commerciali? Lo abbiamo chiesto direttamente a Rocco Perniola, Tecnologo del CREA di Turi e Responsabile del programma di miglioramento genetico dell’uva da tavola nell’ambito dell’accordo fra CREA e NUVAUT.
Come nasce la varietà Ursi e quale obiettivo si pone il programma CREA–NUVAUT?
La varietà Ursi nasce all’interno di un progetto fortemente voluto dai produttori e dagli esportatori italiani, che hanno chiesto con forza varietà apirene nazionali da poter coltivare e valorizzare. Il programma di miglioramento genetico si è attivato nel 2016 e ha portato alla selezione di 36 varietà iniziali, tutte sottoposte a osservazione da parte del Consorzio NUVAUT.
Queste varietà sono state licenziate dal CPPO e alcune – come Maula, Egnatia e Daunia – sono già state iscritte al registro nazionale. Ursi è tra quelle che si sono distinte nel corso degli anni per caratteristiche agronomiche e riscontri in campo. Le prove sperimentali avviate nel 2018 si sono estese in diverse aree della Puglia, tra cui Noicattaro, Mola di Bari, Castellaneta Marina e Ginosa. È in questi contesti che Ursi ha dimostrato il proprio potenziale.

Quali sono le caratteristiche agronomiche e produttive che rendono Ursi interessante per i viticoltori?
Ursi è una varietà apirena a bacca rossa che si distingue per una serie di caratteristiche agronomiche favorevoli. Il grappolo si presenta spargolo, una conformazione che facilita la gestione fitosanitaria riducendo il rischio di marciumi e malattie fungine. La pianta mostra una buona vigoria e una produttività costante, con una fertilità che varia da uno a due grappoli per germoglio, a seconda delle condizioni pedoclimatiche e del portinnesto utilizzato. A tal proposito sono stati testati diversi portinnesti, tra cui il 1103 Paulsen, il 140 Ruggeri e il 34 E.M., con riscontri positivi in termini di adattabilità e performance produttiva soprattutto per i primi due.
Un altro aspetto, che merita particolare attenzione, è la collocazione della finestra di raccolta di questa varietà. Ursi, infatti, non è stata pensata solo per le sue caratteristiche agronomiche, ma anche per coprire in modo complementare un preciso segmento del calendario produttivo. Se Maula rappresenta la varietà estremamente precoce del progetto, pronta per essere raccolta già a inizio estate, Ursi si inserisce nella fascia medio-tardiva, con una raccolta che avviene indicativamente tra settembre e ottobre.
Inoltre, questa varietà mostra una buona tenuta del grappolo sulla pianta, che offre al produttore la possibilità di posticipare la raccolta in base alle condizioni climatiche o logistiche, mantenendo una buona qualità del frutto anche nel caso di raccolte scalari.

Ursi e Crimson Seedless: un confronto utile per produttori e tecnici
Nel panorama varietale internazionale, Crimson Seedless è da tempo una delle cultivar apirene a bacca rossa più diffuse e apprezzate, sia dai produttori che dai mercati. Per caratteristiche e destinazione d’uso, Ursi si colloca nello stesso segmento commerciale, il che rende utile un confronto tra le due varietà, soprattutto in ottica agronomica e gestionale.
Pur condividendo alcune affinità con la Crimson, infatti, Ursi si distingue in modo significativo sotto il profilo agronomico e gestionale. Una delle differenze principali riguarda la morfologia del grappolo: Ursi presenta una struttura più spargola, che facilita l’arieggiamento e la penetrazione dei trattamenti, contribuendo così a una maggiore sanità del grappolo e a una riduzione dei rischi legati ai marciumi.
Un ulteriore punto di forza di Ursi è la sua maggiore omogeneità nella colorazione dell’acino. Mentre Crimson può mostrare disuniformità cromatiche, specialmente in ambienti con forti escursioni termiche o su terreni marginali, Ursi tende a colorare in modo più regolare e completo. Questo aspetto si traduce in un vantaggio operativo concreto, poiché consente spesso di procedere con una raccolta in un unico passaggio, riducendo tempi e costi di manodopera.

Grappoli della varietà Ursi. Foto di ottobre 2024 in agro di Noicattaro
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Questa varietà è già stata sottoposta a valutazioni da parte dei consumatori? Come si posiziona dal punto di vista organolettico?
Sì, la varietà è stata valutata attraverso panel test in diversi contesti. I risultati emersi sono stati molto positivi, soprattutto per quanto riguarda consistenza e dolcezza della bacca, due parametri fondamentali per la soddisfazione del consumatore. Ursi ha mostrato un profilo organolettico apprezzato in maniera trasversale e in linea con le aspettative del mercato. Questi test sono fondamentali non solo per certificare la qualità, ma anche per supportare la varietà nella fase di posizionamento commerciale. Un acino croccante, dolce e ben colorato è oggi un requisito imprescindibile per chi vuole competere sui mercati internazionali.

Quando sarà disponibile questa varietà per i produttori e quali condizioni economiche ne regoleranno l’uso?
Affinché Ursi possa essere effettivamente distribuita e coltivata su scala commerciale, è necessario completare l’iter di iscrizione al registro nazionale delle varietà di vite. Solo dopo l’iscrizione sarà possibile procedere alla registrazione dei campi di piante madri e all’effettuazione dei controlli da parte del Servizio fitosanitario nazionale, finalizzati a verificare l’idoneità del materiale di propagazione. Superati questi passaggi, i vivaisti autorizzati potranno avviare la produzione e la vendita delle barbatelle innestate certificate.
Dal punto di vista commerciale, come previsto per tutte le varietà selezionate nell’ambito dell’accordo CREA-NUVAUT, l’utilizzo commerciale di Ursi sarà soggetto al pagamento di royalty, sia per l’acquisto delle barbatelle innestate, sia per ogni ettaro messo in produzione. Il sistema delle royalty è stato definito per garantire la sostenibilità economica del programma di miglioramento genetico e tutelare il lavoro svolto sul piano della selezione varietale e della protezione brevettuale. Tuttavia, i soci del Consorzio NUVAUT potranno accedere a condizioni economiche agevolate, che prevedono una riduzione del 50% sia sulle royalty applicate all’acquisto delle piante che su quelle previste per ogni ettaro in produzione. Un modello che premia chi ha sostenuto fin dall’inizio lo sviluppo del progetto e che oltre a tutelare l’innovazione varietale, rafforza il legame tra ricerca pubblica e imprese agricole del territorio.
In un contesto in cui la richiesta di uve apirene cresce, ma la dipendenza da varietà estere resta forte, Ursi non è soltanto una nuova cultivar: è il risultato di un modello che mette la filiera agricola al centro della ricerca varietale. La sua evoluzione – dal campo sperimentale all’impianto produttivo – non è ancora conclusa, ed è proprio questo il momento in cui i produttori possono fare la differenza nell’ osservare, testare e scegliere.
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Donato Liberto
©uvadatavola.com