L’Istituto di ricerca sulla viticoltura di Manisa, in Turchia, attraverso delle sperimentazioni è riuscito a raccogliere uva anche in pieno inverno.
La ricerca è nata per estendere la campagna delle uve, ottenendo così un secondo raccolto e dando la possibilità di commercializzare il prodotto da maggio a novembre/dicembre.
Il progetto “Viticoltura basata su un’agricoltura fuori suolo, in serre completamente chiuse” punta inoltre ad un maggiore sviluppo della viticoltura nella zona e ad aumentare le entrate dei produttori. Lo studio è partito con l’arrivo del 2019. A giugno il primo raccolto è stato completato e oggi si è appena concluso anche il secondo raccolto (quello invernale), che era stato pianificato in anticipo.
Si tratta del primo esperimento di questo tipo in Turchia. Nel primo raccolto sperimentale della stagione sono state raccolte complessive 3,5 tonnellate, mentre il secondo raccolto ha prodotto un terzo del primo.
Il nuovo sistema di serre chiuse sperimentato consente di controllare e proteggere la produzione più facilmente.
Così il comparto turco già immagina di poter produrre riducendo l’uso di fitofarmaci. Chiave che consentirebbe anche di far arrivare senza problemi il prodotto su mercati ad oggi preclusi a causa di un numero troppo elevato di residui o principi attivi.
Akay Unal, presidente del Manisa Viticulture Research Institute, ha affermato: “La produttività nelle serre è maggiore rispetto a quella che si ottiene in pieno campo. Tuttavia, l’istituto ha bisogno di più tempo prima di poter condividere il know-how con i produttori”.
“Abbiamo bisogno di altri due anni prima di poter procedere con la fase del trasferimento tecnologico con le aziende agricole. Questo studio sul lungo periodo ci dimostrerà se possiamo portare avanti progetti di viticoltura in aree sfavorevoli per suolo e clima”.
Il prossimo obiettivo dei ricercatori è anticipare a maggio i primi stacchi, mese in cui non c’è molta uva sul mercato.
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