Crisi idrica: Coldiretti lancia allarme per colture pugliesi

La capacità degli invasi da cui arriva l'acqua in Puglia è in diminuzione, un problema da affrontare

da uvadatavoladmin
crisi idrica

Se in Sicilia la crisi idrica è ormai una realtà da mesi con la diramazione persino dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi, anche la Puglia – come la stragrande maggioranza delle regioni meridionali – sta soffrendo la riduzione dell’acqua utile al consumo e all’irrigazione negli invasi. Coldiretti Puglia ha lanciato un allarme in particolare per l’agro di Loconia, frazione di Canosa di Puglia, nella BAT. A essere minacciato è in modo particolare il settore agricolo, e il comparto dell’uva da tavola di alcune aree del Barese, che – con l’avvio della stagione estiva e l’aumento delle temperature – si prepara a interventi di emergenza.

Servono soluzioni immediate contro la crisi idrica

Viste le previsioni meteorologiche che escludono la possibilità di piogge nelle prossime settimane, la situazione dal punto di vista idrico potrebbe complicarsi ulteriormente in un territorio come la Puglia afflitto storicamente dalla piaga della siccità. Anche la zona del Tarantino non sembra passarsela meglio per numerosi guasti alle strutture. Coldiretti ha segnalato, infatti, la condizione di pozzi malfunzionanti e guasti oppure utilizzati a mezzo servizio a causa della mancanza di personale. Per questo ha sollecitato l’ARIF PUGLIA, Agenzia Regionale attività irrigue e forestali, affinché avvenga il ripristino immediato del funzionamento di pozzi artesiani nei territori di Noci, Toritto e Palo del Colle, nel Barese. 

Un problema annoso

Esistono molte aree a rischio desertificazione in Puglia, secondo Coldiretti. Un fenomeno in crescita per via dei frequenti fenomeni siccitosi, ma anche per le carenze infrastrutturali che provocano la perdita dell’89% della pioggia caduta. “Servono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque – si legge nella nota di Coldiretti Puglia – oltre a un piano infrastrutturale per la creazione di invasi che raccolgano tutta l’acqua piovana che va perduta e la distribuiscono quando ce n’è poca”. Quanto agli agricoltori, sottolineano sempre da Coldiretti, stanno facendo la loro parte con un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo. 

crisi idrica

La diga di Occhito sul Fortore a Carlantino (FG) Fonte: Consorzio Bonifica Capitanata

Meno critica la visione presentata durante il Dam Day 2024, iniziativa nata per favorire la conoscenza del ruolo svolto dalle dighe nell’attuale contesto socio-economico, ambientale ed energetico del Paese, organizzata da Itcold presso il Dipartimento di Ingegneria idraulica del Politecnico di Bari e a cui hanno partecipato anche i vertici della Protezione Civile regionale. Le condizioni delle dighe pugliesi – stando a quanto dichiarato durante l’incontro – sono attualmente buone e gli invasi sono pronti per affrontare la stagione estiva senza criticità previste. Un dato confermato dai rilievi effettuati con nuove tecnologie satellitari, ma che tuttavia si pone in netta controtendenza rispetto a quanto detto da Coldiretti Puglia. 

La situazione degli invasi

Se però andiamo nel dettaglio, ci accorgiamo che le dighe che trasportano l’acqua in Puglia non sono particolarmente in salute dal punto di vista del contenimento idrico. Lo rivelano i dati dei Consorzi di bonifica pugliesi e lucani. A partire dagli invasi relativi al Consorzio per la Bonifica della Capitanata dalla diga di Occhito sul Fortore (Carlantino, Foggia) che a fronte di una capacità idrica di 240 milioni di metri cubi nel giugno 2023, quest’anno ne contiene poco più della metà, pari a 136 milioni di metri cubi. Un calo drastico anche per la diga di San Pietro sull’Osento (in Irpinia), che attualmente conta soltanto 1,2 milioni di metri cubi rispetto ai 17 milioni di metri cubi presenti lo scorso anno.

Tra le dighe lucane è la diga di San Giuliano, nel Materano, a soffrire maggiormente. Il 5 giugno 2023 il livello di acqua contenuta all’interno dell’invaso era pari a 69 milioni di metri cubi, quest’anno invece risulta di poco superiore ai 23 milioni di metri cubi. Situazione complicata anche per la diga di Monte Cotugno (Senise, in Basilicata), che rispetto allo scorso anno non raggiunge i 180 milioni di metri cubi. 

crisi idrica

La diga di San Giuliano, nei pressi di Matera (Basilicata)

In definitiva, stando ai dati pubblicati da ANBI, Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue, in Puglia i bacini si stanno svuotando settimanalmente di 5 milioni di metri cubi d’acqua, tanto che attualmente ne restano 175,7 milioni totali, poco più della metà del potenziale. Il deficit rispetto allo scorso anno è quindi di 148,31 milioni di metri cubi.  Una situazione che, per il momento, non è ancora paragonabile a quella siciliana o sarda, ma che inizia a destare preoccupazione.

Silvio Detoma
© uvadatavola.com

Articoli Correlati