Grape Exhibition – Bloom Edition: l’innovazione al centro

Con ben 200 partecipanti, la tappa siciliana del viaggio nell’innovazione si conferma un successo di dialogo, innovazione e confronto

da Federica Del Vecchio
grape exhibition

Un pomeriggio di sole siciliano da Auteri, tra le serre dell’azienda agricola Il Galletto, ha fatto da cornice all’edizione Bloom della Grape Exhibition 2025. Mercoledì 11 giugno, produttori, tecnici, agronomi e appassionati si sono dati appuntamento nella Valle di Acate per una tappa che ha saputo intrecciare innovazione e concretezza, teoria e campo, ricerca e impresa.

Organizzato da Fruit Communication e Doctor Farmer, l’evento ha portato in primo piano alcune delle più interessanti innovazioni nella coltivazione dell’uva da tavola, puntando i riflettori sulla forza imprenditoriale dell’azienda e della sua capacità innovatrice e sulle strategie per ottenere produzioni sempre più sostenibili e competitive.

Grape Exhibition 2025: focus su tecniche avanzate

Ad aprire la giornata è stato il padrone di casa, Giuseppe Auteri, che – sottolineando l’importanza della condivisione e della conoscenza – ha poi aggiunto: “Credo nella condivisione e nell’informazione. È bello ospitare qui oggi esperti, produttori e tecnici perché quello che ho fatto io potrà servire anche agli altri”

Due le serre visitate, entrambe dedicate alla coltivazione di uva da tavola della varietà Sweet Globe ed entrambe gestite con una forma di allevamento a cordone speronato. Aspetto – quest’ultimo – attorno cui si è articolato l’intervento dell’agronomo Lillo Carmina di Agriproject: “Il cordone speronato è da sempre adottato nell’ambito dell’uva da vino. Noi, però, abbiamo deciso di testare questa tecnica in serra con l’uva da tavola. La scelta si deve a due ragioni: permette di meccanizzare la potatura e quindi di sopperire alla sempre più frequente mancanza di manodopera; è adatta alle nuove varietà di uva, spesso vigorose. Molteplici i vantaggi riscontrati: “Questa forma di allevamento non solo favorisce un maggior ingresso della luce in serra, ma garantisce maggiore uniformità e, dopo i primi anni, grappoli più piccoli, che non richiedono interventi frequenti di potatura e soprattutto sono più in linea con le richieste della GDO. Non va poi trslasciato che, come anticipato, non richiede manodopera specializzata oggi difficile da reperire né interventi di affastellamento”.

In più, come suggerito dallo stesso Auteri, “permette un risparmio economico che va dai 1500 ai 1800 euro per ettaro”.

A questo punto, la parola è passata a Pietro Scafidi, Global R&D Leader di Bloom Fresh, che ha presentato la varietà Sweet Globe soffermandosi in particolare sull’adattabilità in ambiente protetto. “Con questa varietà abbiamo davvero provato l’innovazione in serra – ha detto – parliamo di una varietà fertile, di epoca media – si raccoglie ad agosto – che ha risposto in maniera sensazionale a questo nuovo ambiente di coltivazione. Il primo anno è stato di prova, ma le performance già ottimali sono state poi amplificate grazie agli accorgimenti introdotti di volta in volta. E oggi questi sono i risultati”.

A chiudere il ciclo di interventi tecnici, il professore Rosario Di Lorenzo dell’Università degli Studi di Palermo, che ha inquadrato l’innovazione come uno dei pilastri della viticoltura del futuro, insieme a programmazione, aggregazione e ricerca: “La ricerca è fondamentale: è sulle basi scientifiche, sulle prove sperimentali e sulle conoscenze che si costruisce lo sviluppo del comparto. Uno dei pericoli è pensare che l’innovazione sia sufficiente: senza il lavoro di ricerca e la formazione mancano prospettive solide”.

Un confronto a più voci, dunque, che ha restituito un quadro chiaro: l’innovazione in viticoltura passa oggi dalla capacità di integrare tecniche agronomiche evolute con varietà adatte e solide basi scientifiche.

Guarda le foto della Grape Exhibition 2025

grape exhibition

Le aziende partner della Grape Exhibition 2025

A intervallarsi nel corso della giornata tecnica in campo, i referenti delle aziende partner dell’evento, che hanno presentato le innovazioni e soluzioni per una viticoltura moderna. A partire da quelle relative alla gestione dell’irrigazione, tra ali gocciolanti e sistemi di autocompensazione, presentate da Vito Policoro di Netafim fino ai nuovi sistemi di copertura come i film plastici targati Solplast illustrati da Francesco Smaldini. Spazio anche ai nuovi formulati Corteva, pensati per una difesa dell’uva da tavola sempre più ecosostenibile e orientata alla biostimolazione, al centro dell’intervento di Marilena Porto. E in ultimo anche alla fase del post-raccolta, con Domenico Abate che – munito di termometro e grappoli d’uva – ha presentato Smartpac, un nuovo packaging innovativo distribuito da Serroplast.

Insomma, un susseguirsi di contributi pratici, che ha messo in luce come ogni fase della filiera – dalla gestione in campo alla conservazione del prodotto – possa oggi contare su soluzioni tecnologiche capaci di rispondere alle sfide della viticoltura contemporanea.

Una comunità in fermento, tra sapere e sapori

La Bloom Edition non è stata solo un’occasione per aggiornarsi, ma un vero momento di comunità. Dopo i lavori, i partecipanti si sono trattenuti per un ricco buffet tra i filari dell’azienda ospite, scambiandosi idee, contatti e progetti. Un’occasione preziosa anche per i Dottori Agronomi e Forestali, che hanno potuto accumulare CFP secondo il regolamento CONAF.

Tra varietà sperimentate in serra, sistemi di allevamento alternativi, nuove soluzioni tecniche e il valore imprescindibile della ricerca, l’incontro ha restituito una visione concreta e condivisa del futuro della viticoltura.

Il tour della Grape Exhibition continua, ma quella dell’11 giugno resterà una tappa simbolica: qui, nel cuore della Sicilia, si è tracciata una rotta chiara verso una viticoltura che scommette tutto sull’innovazione.

 

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

Articoli Correlati