Grappoli insacchettati: qualità e sicurezza

Ampiamente utilizzata in Spagna e in Paesi come gli Stati Uniti, la Cina e l'Australia, la tecnica dell'insacchettamento dei grappoli permette di ridurre i residui e al contempo migliorare la qualità dei frutti

da uvadatavoladmin
insacchettamento grappoli d'uva

L’uso intensivo di prodotti chimici nella viticoltura da tavola ha sollevato preoccupazioni ambientali e sanitarie. Tra le soluzioni che permettono di ridurre i residui e al contempo migliorare la qualità dei frutti, emerge la tecnica dell’insacchettamento dei grappoli, al centro di uno studio condotto su due varietà di uva da tavola che qui proponiamo.

Nell’ultimo secolo, la coltivazione dell’uva da tavola ha visto un forte aumento nell’uso di prodotti chimici di sintesi, impiegati per migliorare l’efficienza produttiva e limitare i danni causati da malattie e disturbi fisiologici. Tuttavia, è ormai chiaro che l’uso intensivo di queste sostanze, seppur necessario per garantire una produzione adeguata, ha conseguenze negative rilevanti sull’ambiente e sulla salute umana. Questa consapevolezza ha spinto tecnici e ricercatori a cercare soluzioni alternative, che riducano la presenza di residui chimici su frutta e verdura senza compromettere la resa produttiva, puntando a un’agricoltura più responsabile e sostenibile.

Nel comparto della viticoltura da tavola, una delle strategie più interessanti per minimizzare le perdite di raccolto dovute a fattori ambientali come grandinate o eccessiva esposizione al sole, nonché a minacce biotiche come parassiti, insetti, uccelli e patogeni, è l’insacchettamento dei grappoli nelle fasi finali della maturazione.

Questa tecnica, ampiamente utilizzata in Spagna (uva embolsada) e in Paesi come gli Stati Uniti, la Cina e l’Australia, viene applicata non solo alla vite, ma anche ad altre specie arboree quali melo, pero e pesco, con l’obiettivo di migliorare la qualità del frutto.

Numerosi studi dimostrano che l’insacchettamento può migliorare la colorazione del frutto, riducendo la produzione di clorofilla e favorendo l’accumulo di antociani. Inoltre, questa pratica riduce significativamente i residui chimici sui frutti, poiché il sacchetto funge da barriera fisica che impedisce la contaminazione diretta. 

insacchettamento grappoli (1)

Tuttavia, l’efficacia dell’insacchettamento dipende da diversi fattori, tra cui la tipologia di materiali di cui è costituito il sacchetto, la durata del trattamento, le condizioni climatiche e la fase di sviluppo della pianta in cui viene applicato.

Per questo studio sono stati analizzati gli effetti dell’insacchettamento dei grappoli su due varietà di uva da tavola a bacca bianca, tipiche della viticoltura siciliana: Vittoria, che matura precocemente, e Italia, a maturazione tardiva. Sono state testate tre differenti tipologie di sacchetti: carta, pergamin (materiale a base di cellulosa) e tessuto non tessuto (TnT, in polipropilene), nel corso di due annualità consecutive (2021 e 2022).

I sacchetti sono stati applicati sui grappoli durante lo stadio fenologico BBCH 75 (circa 120 giorni dopo l’antesi) e mantenuti fino al raggiungimento della maturità commerciale. Per ogni trattamento sono stati analizzati 15 grappoli. Le applicazioni di agrofarmaci sono state eseguite seguendo le necessità del campo e in conformità con le normative vigenti.

L’obiettivo principale di questa ricerca è stato quello di valutare l’impatto delle diverse tipologie di sacchetto sia sulle caratteristiche qualitative dei frutti, sia sulla capacità di questa tecnica di ridurre la presenza di residui agrochimici sui grappoli, in un contesto produttivo intensivo.

Sebbene la durata dell’applicazione e il tipo di materiale utilizzato influenzino i risultati, la tecnica si è dimostrata efficace nel ridurre l’accumulo di residui chimici sui grappoli di uva da tavola.

Per valutare l’impatto della tecnica di insacchettamento, sono state effettuate analisi carpometriche, fisiche e chimiche sui grappoli. Le analisi carpometriche hanno considerato parametri come il peso del grappolo e degli acini, le dimensioni degli acini (lunghezza e larghezza), il numero di acini e di acinelli per grappolo. Per quanto riguarda le proprietà fisiche, sono state condotte misurazioni colorimetriche e strutturali. Inoltre, le analisi qualitative hanno riguardato il contenuto di solidi solubili totali, il pH, l’acidità titolabile e i polifenoli totali.

I risultati indicano che i trattamenti con diversi sacchetti non hanno influenzato significativamente il peso del grappolo, il numero di acini e di acinelli per grappolo nelle due cultivar saggiate. Tuttavia, differenze significative sono state rilevate nelle dimensioni degli acini a seconda del tipo di sacchetto utilizzato. In particolare, i grappoli insacchettati con pergamin in entrambe le cultivar hanno mostrato un incremento sia nel peso, sia nella lunghezza degli acini rispetto al controllo. Nella cultivar Italia, si è osservata una riduzione del diametro degli acini nei grappoli insacchettati con carta e tessuto non tessuto (TnT) (Tabella 1).

tab 1 grappoli sacchetti

Per le analisi colorimetriche, i risultati hanno evidenziato una diminuzione della luminosità (valore L*) nei campioni di entrambe le cultivar sottoposti a insacchettamento, con i valori più bassi registrati nei grappoli trattati con sacchetti di carta. Anche i valori della coordinata a* (dal verde al rosso) sono risultati inferiori nei campioni trattati con sacchetti di pergamin per entrambe le cultivar, mentre per la cultivar Vittoria tale riduzione è stata osservata anche con i sacchetti di carta.

I dati relativi alla coordinata b* (che indica la tonalità tra blu e giallo) hanno mostrato che i trattamenti con sacchetti di pergamin e carta hanno prodotto i valori più bassi per entrambe le cultivar analizzate.

In termini di consistenza, gli acini trattati con sacchetti di carta hanno evidenziato una minore resistenza alla compressione, registrando una media di 16,2 Newton (N) in entrambe le cultivar. Nel caso della cultivar Italia, il campione di controllo ha ottenuto il valore di resistenza più elevato rispetto agli altri trattamenti, con una media di 26,3 N. Per la cultivar Vittoria, i grappoli trattati con tessuto non tessuto (media di 21,9 N) e pergamin (media di 20,4 N) non hanno presentato differenze significative rispetto al campione di controllo, che ha raggiunto una media di 21,5 N.

Per quanto riguarda le analisi chimiche, non sono emerse differenze significative tra i campioni delle due cultivar, ad eccezione del contenuto di polifenoli totali, misurati in mg di acido gallico per litro (GAE/L). In particolare, la cultivar Italia trattata con sacchetti di carta ha registrato il livello più alto di polifenoli totali, con una media di 28,6 mg GAE/L, mentre il trattamento con pergamin ha riportato il valore più basso, pari a 19,6 mg GAE/L (Tabella 2).

tab 2 grappoli sacchetti

L’analisi dei residui agrochimici è stata condotta seguendo le direttive stabilite dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), utilizzando il protocollo QuEchERS (UNI EN 1562:2018). Per il rilevamento dei composti volatili è stata impiegata una gascromatografia accoppiata alla spettrometria di massa a triplo quadrupolo (GC-MS/MS) tramite il sistema TSQ 9610 di ThermoFisher Scientific. Le analisi di rilevamento cromatografico liquido sono state eseguite tramite HPLC-MS/MS, utilizzando l’analizzatore TSQ Quantum Access MAX della stessa azienda.

I risultati ottenuti per la cultivar Italia hanno evidenziato che i campioni di controllo, relativi agli anni 2021 e 2022, presentavano concentrazioni di residui agrochimici notevolmente superiori rispetto a quelli sottoposti a insacchettamento. In particolare, l’Acetamiprid ha mostrato le concentrazioni più elevate: 0,33 mg/kg nel 2021 e 0,161 mg/kg nel 2022 per i campioni di controllo, a confronto con livelli molto inferiori nei grappoli insacchettati. Inoltre, nel 2021, i campioni di controllo della cultivar Italia hanno mostrato livelli significativamente più alti di Penconazolo, Spiroxamina e Zoxamide, pari rispettivamente a 0,14 mg/kg, 0,14 mg/kg e 0,078 mg/kg. Le riduzioni maggiori dei residui sono state osservate nei grappoli insacchettati con pergamin nel 2021 (0,006 mg/kg) e con sacchetti di carta nel 2022 (0,008 mg/kg).

Per quanto riguarda la cultivar Vittoria, le differenze tra i campioni di controllo e quelli insacchettati sono state meno marcate. L’Acetamiprid è risultato il composto più persistente, con una concentrazione di 0,19 mg/kg nel controllo del 2021 e 0,074 mg/kg nel 2022. I valori più bassi di residui totali sono stati rilevati nei campioni insacchettati con carta nel 2021 (0,07 mg/kg) e con pergamin e tessuto non tessuto nel 2022. I campioni di controllo hanno mostrato le più alte concentrazioni complessive di residui agrochimici, raggiungendo 0,206 mg/kg nel 2021 e 0,077 mg/kg nel 2022 (Tabella 3).

tab 3 grappoli sacchetti

I risultati dello studio hanno evidenziato l’efficacia dell’insacchettamento dei grappoli nel migliorare le qualità organolettiche dell’uva da tavola.

In particolare, l’uso di sacchetti in pergamin, un materiale celluloso e traspirante, ha portato a un incremento delle dimensioni e del peso degli acini sia nella cultivar Italia che nella Vittoria. Riguardo ai parametri colorimetrici, si sono riscontrati effetti favorevoli grazie all’insacchettamento; i grappoli avvolti in pergamin hanno presentato valori ridotti di luminosità (L*) e di saturazione (a*), contribuendo a una colorazione verde intensa.

Tuttavia, per quanto concerne la consistenza degli acini, è stato osservato un esito opposto rispetto alle caratteristiche qualitative attese. Infatti, il test di compressione ha mostrato che l’impiego del sacchetto di carta ha determinato una minore resistenza alla compressione negli acini di entrambe le cultivar, suggerendo una ridotta turgidità del frutto. Per la cultivar Italia, tale riduzione della resistenza è stata notata con tutti i tipi di sacchetto. Questo effetto avverso potrebbe derivare dalle modifiche del microclima all’interno dei sacchetti, in particolare per quanto riguarda l’umidità, che tende a essere maggiore nei sacchetti di carta a causa della loro capacità di assorbire e trattenere i liquidi. Inoltre, poiché i frutti della cultivar Italia sono stati raccolti 30 giorni dopo quelli della Vittoria, questo aspetto potrebbe aver avuto un impatto significativo sulle proprietà strutturali degli acini.

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Campo sperimentale in territorio di Mazzarrone (CT), prova di insacchettamento dei grappoli della cultivar Vittoria con sacchetti di carta.

In merito all’analisi dei residui agrochimici, i risultati hanno confermato che l’insacchettamento riduce in modo significativo le concentrazioni residue di tali sostanze.

I sacchetti fungono da barriera fisica, limitando l’esposizione dei frutti ai fitofarmaci. Nello specifico, per la cultivar Italia, l’uso di sacchetti ha portato a una diminuzione delle concentrazioni di residui. Nel 2021, la concentrazione totale di residui nel campione di controllo era di 0,73 mg/kg, mentre nei grappoli insacchettati con pergamin si è ridotta a 0,006 mg/kg. Nel 2022, la concentrazione totale è scesa a 0,2 mg/kg nel campione di controllo e a 0,008 mg/kg nei grappoli insacchettati con carta. Per quanto riguarda la cultivar Vittoria, la riduzione è stata meno evidente, sebbene in entrambi gli anni il campione di controllo abbia mostrato le concentrazioni più elevate di residui. Questa differenza può essere attribuita al tempo di insacchettamento, che è stato maggiore per la cultivar Italia.

Infine, l’Acetamiprid è risultato il composto attivo più presente in entrambe le cultivar, mostrando una maggiore persistenza nella Vittoria. Questo insetticida neonicotinoide, applicato a livello fogliare, penetra nei sistemi vascolari della pianta e si distribuisce in altre parti vegetali. La fotolisi è il principale processo di degradazione dell’Acetamiprid, con un’emivita compresa tra 1,84 e 2,25 giorni.

In conclusione, lo studio ha dimostrato che sia il tipo di materiale utilizzato per l’insacchettamento dei grappoli, sia la durata del trattamento, influenzano l’accumulo di residui di agrofarmaci sulle bacche. Tuttavia, l’efficacia della tecnica di insacchettamento nel limitare l’accumulo di sostanze chimiche sui grappoli è risultata chiara in un contesto di viticoltura commerciale.

 

A cura di: Leonardo Luca*, Francesco Scollo**, Elisabetta Nicolosi * **
*Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, Università degli Studi di Catania – Via Santa Sofia 100, Catania
**Agriunitech srl – Via Valdisavoia 5, Catania

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