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Insieme al turismo, l’uva da tavola in Puglia rappresenta davvero il cuore pulsante dell’economia regionale. A confermarlo anche gli ultimi dati dell’Osservatorio di Mercato sull’Uva da Tavola riportati durante l’evento “Regina di Puglia” da Mario Schiano Lomoriello, analista di mercato dei prodotti agroalimentari in Ismea.
Come sottolineato, oggi l’Italia è la terza potenza mondiale e la prima in Europa per la produzione di uva da tavola. Regione capofila è la Puglia, da qualche anno protagonista di un incremento delle superfici investite con un potenziale produttivo in crescita, confermato dalla presenza – sul territorio regionale – del 57% della produzione nazionale. Di questa, inoltre, quasi la metà si concentra nella provincia di Bari che, da sola, ne ospita il 24%, rappresentando così – insieme al turismo – uno dei principali motori dell’economia locale.
A tal riguardo, sempre secondo i dati Ismea, la Puglia si conferma leader insieme alla Sicilia (con cui arriva a coprire il 94% della produzione nazionale) per un valore ai prezzi origine delle uve da tavola in Italia di 640 milioni di euro secondo la media dei prezzi di base nell’arco 2018-2023.
Bene anche il valore alla produzione di uva da tavola in Puglia che nel 2023 si è attestato sui 318 milioni di euro.

Dati incoraggianti anche a livello nazionale, dove l’uva da tavola si conferma il secondo prodotto ortofrutticolo per export, con un fatturato 2023 pari a 821 milioni di euro, in marcia di avvicinamento rispetto al prodotto leader delle esportazioni – la mela – che è arrivata a 916 milioni di euro di fatturato. Come sottolineato dall’analista, però, non va trascurato un dato: a differenza delle mele, presenti sui mercati 12 mesi l’anno, l’uva da tavola italiana è disponibile da giugno a dicembre, con il picco nei soli tre mesi di agosto, settembre e ottobre. In tal senso, incentivare e ampliare l’export di prodotto italiano potrebbe rappresentare la chiave di volta per il futuro del comparto. I dati, d’altronde, parlano chiaro: l’Italia è terza tra i top exporter mondiali di uva da tavola, dietro a Perù e Paesi Bassi. E cresce anche il prezzo medio al chilo dell’uva da tavola esportata, passato da 1,45 euro nel 2018 a 2,14 euro nel 2023, per 384 milioni di chili consegnati, con la Germania principale mercato di sbocco (35%), seguita da Francia (16%) e Polonia (8%).
Tutto questo mentre in Italia si registra un incremento delle superfici nazionali di produzione dell’uva da tavola, pari allo 0,3%, con un totale di 47.334 ettari coltivati nel 2023.
Di contro, calano produzione e resa per ettaro, rispettivamente in flessione del 2,9% e del 3,2%, fortemente compromesse dagli eventi climatici. Analogo il discorso per l’uva da tavola in Puglia che, infatti, segna un +0,6% di superficie e un calo produttivo del 5,1%.
Importante – come ribadito da Schiano Lomoriello – sarà agganciare questo primato ortofrutticolo pugliese alla grande risorsa regionale del turismo, avviando iniziative di promozione, valorizzazione e networking, attraverso cui superare campanilismi e individualismo e individuare strategie e opportunità per un comparto d’eccellenza come quello dell’uva da tavola.
Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com