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Produzione uva da tavola in crescita a livello mondiale. Questo il dato che emerge dall’ultimo rapporto dell’USDA (United States Department of Agriculture Foreign Agricultural Service) su commercio, produzione, consumi e commercio mondiale di mele, uva da tavola e pere. Stando a quanto riportato nel documento, la produzione mondiale di uva da tavola per l’anno commerciale 2023/24 dovrebbe infatti registrare un aumento di oltre 150.000 tonnellate, raggiungendo i 28,1 milioni di tonnellate complessive. Un andamento che, se confermato, renderà quello in corso il quinto anno consecutivo di crescita. Il quadro, però, risulta spaccato a metà: se da un lato Cina e Sudafrica riportano segno più, UE e Stati Uniti si ritrovano a dover fare i conti con clima e sfide complesse.
Produzione uva da tavola: India e Cina compensano l’UE
Sfortunatamente per l’Europa, a trainare questa crescita sono India e Cina che hanno saputo sopperire ai volumi ridotti registrati nei Paesi dell’Unione, in Turchia e negli Stati Uniti, dove le condizioni climatiche avverse hanno provocato ingenti perdite di prodotto.
Per quanto riguarda il fronte export, invece, si prevede un calo di 200.000 tonnellate, per un totale di 3,5 milioni di uva da tavola esportata, dettato dalle riduzioni di Perù, Stati Uniti e Turchia.

Produzione uva da tavola: i dati nel dettaglio
Il rapporto USDA prende in esame la produzione di uva da tavola delle principali realtà mondiali del comparto viticolo: UE, Cina, Stati Uniti, Perù, Cile e Sudafrica
In relazione alla produzione dell’Unione, le stime ipotizzano un calo di quasi 250mila tonnellate, scendendo a 1,3 milioni di uva da tavola prodotta. A incidere, come evidenziato, le perdite legate al clima registrate in Italia. Segno meno anche per le esportazioni, per le quali si attende un calo di 46mila tonnellate, a causa di una minore disponibilità di prodotto esportabile. In aumento, invece, le importazioni che lasciano ipotizzare un aumento di 27mila tonnellate, grazie alle spedizioni dal Sudafrica.
Discorso inverso per la Cina, dove – a fronte di un calo dell’import di oltre 40mila tonnellate, dovuto all’ampia disponibilità interna – crescono volumi prodotti ed export. Seconde le stime, infatti, nel Paese asiatico la produzione di uva da tavola – in ulteriore aumento – ha raggiunto i 13,5 milioni di tonnellate, segnando così un nuovo record dopo cinque anni consecutivi di crescita. Inoltre, con un incremento di oltre il 25% e 490.000 tonnellate di uva esportata, la Cina si colloca come secondo maggior esportatore di uva da tavola dopo il Perù.
Restando nel Paese andino, cresce anche qui – seppur lievemente a causa del fenomeno climatico El Niño – la produzione di uva da tavola, che si attesta sulle 776.000 tonnellate. Quest’anno, piogge intense e temperature elevate hanno poi inciso negativamente sulla qualità del prodotto peruviano, determinando una flessione di quasi 100mila tonnellate di uva esportata. Un dato che, tuttavia, non ha frenato il Perù che infatti si conferma principale Paese esportatore di uva da tavola.
Ben più negativo il quadro del Cile, dove – anche a seguito della progressiva riduzione dell’area destinata alla coltivazione di uva da tavola – la produzione continua a tracciare un trend negativo, scendendo a 635mila tonnellate. In calo anche le esportazioni che, nonostante le maggiori spedizioni verso gli Stati Uniti, si fermano a 480mila tonnellate, decretando – in soli due anni – la retrocessione del Paese da primo a terzo Paese esportatore mondiale.
Con il raccolto più ridotto degli ultimi 30 anni e un calo stimato del 19%, scende anche la produzione degli Stati Uniti. Qui, infatti, l‘uragano Hilary ha compromesso significativamente la stagione di raccolta della California, incidendo negativamente su qualità e quantità dell’uva da tavola scampata a venti e piogge e naturalmente sulle esportazioni scese a 182mila tonnellate. In aumento, invece, le importazioni (793mila tonnellate), trainate dalle maggiori spedizioni dal Cile e dal Messico.
Trend in crescita, invece, per il Sudafrica: condizioni meteorologiche invernali favorevoli e maggiore disponibilità di prodotto hanno infatti determinato rispettivamente un aumento della produzione (che con 370mila tonnellate prodotte si avvicina al livello record di produzione dell’anno commerciale 2021/22) e un incremento di quasi il 20% delle esportazioni.
Nel complesso, dunque, la campagna dell’uva da tavola 2023/24 lascia trasparire un doppio volto: se da un lato, regioni come Cina e Sudafrica mostrano un andamento in forte crescita; dall’altro, Unione Europea e Stati Uniti si ritrovano a dover fare i conti con condizioni meteorologiche avverse e difficoltà che ne rallentano la corsa, incidendo negativamente sul comparto.
Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com