A preoccupare i viticoltori italiani di uva da tavola, in questa seconda metà di agosto, ci sono i volumi elevati di uva provenienti dalla Spagna, dalla Grecia e dalla Turchia, che sono prediletti dalla Grande Distribuzione grazie ad una politica dei prezzi molto aggressiva.
Se la produzione quest’anno segna un aumento del 10% rispetto al 2015, i prezzi registrano un calo del 20%.
Il prolungarsi dell’embargo russo e i disordini politici nel Nord Africa sono gli altri eventi principali che stanno influenzando l’andamento dei mercati europei.
Attualmente si registrano vendite a rilento per le apirene: è possibile vendere le uve seedless prodotte in Italia solo sottostando al listino prezzi dettato per lo più da Turchia e Grecia.
In merito alle uve con semi, dopo una campagna non troppo esaltante per la varietà Vittoria, le speranze dei produttori adesso risiedono nella varietà Italia, caratterizzata da un elevato profilo qualitativo e quantitativo.
Autore: Teresa Manuzzi
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