Uvadatavola.com ha chiesto all’agronomo Paolo Chianetta, responsabile tecnico dell’azienda Mugavero, come procede la stagione siciliana dell’uva da tavola.
“In Sicilia la raccolta è cominciata a partire dai primi di giugno. Per i commercianti le quantità di prodotto quest’anno sono inferiori del 20-30% rispetto allo scorso anno, nei vigneti di 2°o 3° taglio abbiamo osservato un numero rilevante di gemme cieche. Finora il mercato è stato buono. La richiesta è stata molto elevata, anche perché la raccolta in Puglia è partita in ritardo. Un commericante commentava positivamente l’arrivo sui mercati del prodotto pugliese, in quanto i volumi siciliani, da soli, non avrebbero soddifatto le richieste della GDO”, esordisce l’agronomo.
“Per l’uva Italia e più in generale per le varietà medio tardive -continua Chianetta- registriamo un ritardo di 10-15 giorni rispetto al 2018. Nelle zone più precoci come Palma di Motechiaro (Agrigento), che è la zona più precoe che abbiamo in Sicilia per l’uva Italia, per i primi tagli dovremo aspettare subito dopo ferragosto. Gli altri anni la prima settimana di agosto eravamo già in piena produzionie con le uve sotto rete”.
Invece sotto il profilo fitosanitario?
“Nelle zone più precoci, vicine al mare, riscontriamo danni da tripide nelle azienda in cui l’insetto è stato poco attenzionato, sopratutto in agro di Palma di Motechiaro.
Cosa può dirci invece sulla dolcezza del prodotto?
I frutti presentano °Brix anche alti, ma vista la domanda di mercato elevata alcune partite sono state tagliate anche con Brix inferiori rispetto all grado ottimale. I commercianti non hanno aspettato.
Possiamo dire che la stagione 2019 dell’uva da tavola per la Sicilia è stata una rivincita rispetto al 2018?
Complessivamente è troppo presto per tirare le somme. Sicuramente questa stagione è cominciata con tanta tensione da parte dei produttori, ora però sono più rilassati. Durante i mesi di maggio e giugno i produttori temevano ad irrigare e ad effettuare le concimazioni. Le piante hanno risentito degli sbalzi termici troppo frequenti che si sono alternati fino alla fine di maggio, molta uva ha manifestato il fenomeno dell’acinino. In alcuni casi la Vittoria è diventata un’uva senza semi. Siamo partiti male, ma poi ci siamo ripresi alla grande. La situazione è completamente diversa rispetto allo scorso anno, ma attendiamo fine ottobre per poter dare un giudizio complessivo veritiero.
Autore: Teresa Manuzzi
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