Una campagna nel segno della qualità e della quantità

L’agronomo Domenico Di Gennaro descrive luci e ombre della campagna 2021 per le uve tardive.

da Redazione uvadatavola.com

L’agronomo Domenico Di Gennaro descrive luci e ombre della campagna 2021 per le uve tardive.

La campagna 2021 delle uve da tavola del Nord barese è stata caratterizzata da un prodotto che ha brillato per l’eccellente qualità e quantità. L’andamento climatico della stagione ha contribuito a garantire una produzione qualitativamente superiore a quella degli ultimi anni.

Le gelate che hanno interessato la Puglia – a cavallo tra marzo e aprile 2021 – non hanno causato particolari danni alle produzioni dell’areale in questione. Il clima asciutto, verificatosi nel corso della stagione, ha favorito l’allegagione e contenuto le principali avversità. In alcuni casi, il clima torrido di quest’estate ha ritardato significativamente la maturazione del prodotto.

Aspetti fitosanitari

Per quanto concerne l’aspetto fitosanitario le uve tardive – che ancora oggi (3 novembre 2021) sono in corso di raccolta – non hanno risentito di particolari problemi fino alla seconda decade di settembre. Data spartiacque tra la “stagione secca” e l’avvio dei primi eventi piovosi della stagione. L’inizio delle piogge ha allarmato produttori e tecnici, Queste hanno infatti creato le condizioni climatiche perfette per lo sviluppo di alcuni dei più grandi nemici dell’uva da tavola: muffa grigia e oidio.

Oidio su tralci della cv Italia e grappolo della cv Crimson

Oidio su tralci della cv Italia e grappolo della cv Crimson

Botrytis cinerea

Le uve, trovandosi nella fase di piena maturazione fisiologica e presentando quindi un’equilibrio zuccheri/acidità molto favorevole verso gli zuccheri, erano particolarmente sensibili agli attacchi di botrytis.

Ad ogni modo il progressivo diradarsi delle piogge, associato ad una corretta gestione del vigneto – anche dal punto di vista strutturale – hanno ostacolato lo sviluppo della patologia. Ad oggi la situazione è sotto controllo.

Grappolo di uva da tavola con acino colpito da botrite

Grappolo di uva da tavola con acino colpito da botrite

Oidio

Spostando l’attenzione sul mal bianco – patogeno obbligato che conduce il proprio ciclo vitale solo ed esclusivamente sulla vite – l’attuale stagione è stata purtroppo caratterizzata dal manifestarsi del fungo. Il patogeno si è presentato durante la campagna sia in fase di chiusura grappolo, sia nell’attuale fase di maturazione commerciale del prodotto. L’oidio ha attaccato rachide e germogli delle viti.

In foto l'agronomo Domenico Di Gennaro

In foto l’agronomo Domenico Di Gennaro

Fattori predisponenti

Le cause che hanno favorito lo sviluppo dell’oidio sono state molteplici:

  •  l’alto tasso di umidità;
  • l’abbassamento delle temperature;
  • l’escursione termica;
  • il non mettere in atto precise pratiche agronomiche per scoraggiare la proliferazione del fungo.

Da non trascurare sono anche la suscettibilità varietale e le caratteristiche pedoclimatiche dell’areale su cui sorge il vigneto. In generale i fattori incidono significativamente sullo sviluppo dell’oidio sono:

  • la vigoria del vigneto (portainnesto/varietà);
  • potature invernali particolarmente “ricche” a cui fanno seguito affastellamenti di vegetazione in vigneto;
  • coperture con particolari tipologie di film plastici;
  • arature immediatamente successive a piogge,
  • errata gestione della nutrizione e dell’irrigazione.

Quest’ultimo punto, infatti, se condotto irrazionalmente, potrebbe favorire un’eccessiva vigoria delle viti e quindi un’eccessiva ombreggiatura dell’impianto.

Editing: Teresa Manuzzi
Copyright: uvadatavola.com

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